Operazione Artemisia, tutti in libertà i 27 indagati. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
13 Aprile 2019 08:28
Operazione Artemisia, tutti in libertà i 27 indagati. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame

Con l’annullamento degli arresti per Giovanni Lo Sciuto, avvenuto nella tarda serata di ieri, sono tornati tutti in libertà gli arrestati dell’operazione Artemisia , il blitz del 21 marzo scorso che  era stato disposto dalla procura di Trapani nell'ambito dell'inchiesta sulla superloggia che, secondo l’accusa,  coinvolgeva politici e professionisti e esponenti delle forze dell'ordine  che avrebbero tentato di alterare la vita politica ed economica di Castelvetrano. Confermata dal tribunale del Riesame l'incompetenza territoriale nonostante la memoria della procura di Trapani.

Per questo il Riesame presieduto dal giudice Antonella Pappalardo ha annullato anche gli arresti dell'ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, dell'ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e dell'ex candidato alle prossime amministrative, ritiratosi il giorno degli arresti, Luciano Perricone. Lo Sciuto era in carcere, gli altri due erano sottoposti agli arresti domiciliari dal 21 marzo, il giorno in cui i carabinieri arrestarono 27 persone nell'ambito del blitz Artemisia coordinato dalla Procura di Trapani: pool composto dall'aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani.

Secondo il Riesame il gip di Trapani non avrebbe potuto valutare le richieste dei pm perchè il reato più grave contestato nell'intero procedimento sarebbe quello di peculato, commesso a Palermo: un falso contratto da portaborse per la moglie di un “portavoti” di Lo Sciuto. Per questo di udienza in udienza sono stati revocati gli arresti degli indagati, rinviando gli atti ai magistrati della Procura trapanese. In questi giorni sono stati scarcerati anche il poliziotto Salvatore Passannante, in servizio al commissariato di Castelvetrano, l'ex vicesindaco Vincenzo Chiofalo e Giuseppe Berlino, ex braccio destro di Lo Sciuto, già trasferito dal carcere ai domiciliari dal gip di Trapani (all'esito del suo interrogatorio di garanzia) e adesso scarcerato: tutti e tre farebbero parte della loggia segreta.

Torna in libertà anche il salemitano Arturo Corso che avrebbe svelato ai massoni “riservati” l'esistenza di indagini a loro carico. Il Riesame lunedì' ha acquisito una memoria della Procura di Trapani in cui i pm sostengono che il reato di peculato non si è scoperto con esattezza il luogo in cui è stato concluso perchè, nonostante siano provati numerosi incontri tra Lo Sciuto e i beneficiari del falso contratto da portaborse. Ma anche un episodio estorsivo, condotto dall'ex deputato ai danni dell'allora direttore generale dell'Asp di Trapani con “la possibilità di imporre i propri desiderata al manager pubblico”.

Anche grazie “al contributo” di alcuni degli indagati e “con la necessaria grancassa mediatica rappresentata” da un giornalista della provincia di Trapani. L'episodio non è inserito in ordinanza e – secondo i pm trapanesi - radicherebbe il fascicolo d'indagine a Trapani. Il Riesame però sembra non averla presa in considerazione, da qui il proseguo delle scarcerazioni.   Fonte Repubblica

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