Misteridicittà/ il mercato ittico all’ingrosso (o mercato agroalimentare): cattedrale nel deserto?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
30 Agosto 2015 10:56
Misteridicittà/ il mercato ittico all’ingrosso (o mercato agroalimentare): cattedrale nel deserto?

Il mistero del quale vogliamo parlarVi questa domenica riguarda un progetto cinquantenario che nelle sue finalità doveva sviluppare ancor più (conside- rando il tempo quando esso redatto) l’economia della Città che si basava sul settore ittico (con tutto il relativo indotto) e che aveva determinato nell’immaginario nazionale, e non solo, la naturale equazione: Mazara del Vallo = Pesce. Parliamo del progetto del mercato ittico all’ingrosso che doveva sorgere nell’area del porto nuovo adiacente la Capitaneria di Porto.

La struttura, dopo un lunghissimo iter, è pronta da alcuni anni ma si aspetta ancora che la stessa venga attivata, nel frattempo si trova in evidente stato di abbandono (vedi foto n.1 cancello davanti prima banchina porto nuovo).

L’Amministrazione Cristaldi ha deciso di trasformare la struttura in un mercato agro-alimentare. Alla fine del 2009 infatti l’amministrazione Cristaldi decise lo spostamento del mercato ortofrutticolo dalla sede di via Diodoro Siculo in due capannoni industriali confiscati alla mafia siti in contrada Bianca. La proposta era stata però rifiutata dagli stessi commercianti ortofrutticoli e così l’Amministrazione aveva pensato di mettere a disposizione loro la struttura del mercato ittico all’ingrosso.

Il sindaco Nicola Cristaldi aveva così motivato la sua decisione: “il mercato ittico che è già stato ultimato –aveva dichiarato un anno fa il sindaco Nicola Cristaldi- era stato immaginato negli anni ‘50, avrebbe dovuto assolvere alla funzione legata all’attività peschereccia ma da quando questo mercato ittico è stato progettato la tecnologia si è sviluppata. Il congelare il pesce a bordo modifica anche il sistema di commercializzazione e il prodotto non arriva più dentro il mercato ittico, allora questa struttura sarebbe una cattedrale nel deserto a disposizione solo di qualche piccola barca.

Noi –aveva sottolineato il primo cittadino- abbiamo pensato di trasferire il mercato ortofrutticolo all’interno di questa struttura dando una sezione al pesce e una alla frutta e verdura, al tempo stesso ci permetterà di organizzare attraverso delle associazioni di categoria anche alcune iniziative legate all’agricoltura quali la vendita diretta dei prodotti agricoli, una sorta di produttore al consumatore, oppure l’assaggio dei prodotti tipici”.

Il mercato ittico all’ingrosso (vedi foto n. 2 cancello principale) sorge in un’area di 8.500 mq adiacente alla Capitaneria di Porto e comprendente: un edifico principale, un edificio adibito ai servizi tecnici, una cabina elettrica, la pesa ed i piazzali esterni. I lavori del primo stralcio progettuale del mercato ittico sono stati effettuati (vedi foto 2) dalla società cooperativa Eurovega srl di Messina con un ribasso del 7,321% sull’importo a base d’asta di 2.800.000 euro attraverso un finanziamento concesso alla Amministrazione guidata da Giorgio Macaddino dall’allora governatore regionale Totò Cuffaro.

L’idea di un mercato ittico all’ingrosso, il progetto era stato redato nel 1956 ma rimasto sempre nei cassetti del Comune, così come e la sua realizzazione, fu accolta con molta freddezza dall’intero comparto ittico mazarese che ha sempre indirettamente osteggiato la nascita di un mercato quale luogo di destinazione del pesce pescato dalla flotta mazarese il quale, comprato soprattutto dai cosiddetti “rigattieri”, viene direttamente trasbordato, a Mazara o Lampedusa, sui camion in partenza per i grandi mercati nazionali.

Sulla questione intervenuto anche Tommaso Macaddino, responsabile Uila Pesca: “le istituzioni –ha dichiarato Macaddino- da un lato vogliono rilanciare la pesca in grave crisi ma dall’altra trasformano un mercato, realizzato dopo decenni di promesse, in una struttura sostitutiva allo scalo frutta e verdura. Questa decisione –ha detto il sindacalista- spiega perché in 10 anni i pescherecci da 200 si sono ridotti ad 85 e la richiesta sempre più frequenti di armatori demolire i propri pescherecci. Questa è la fine della pesca. Bisognerebbe adeguare il mercato ittico all’ingrosso con nuove tecnologie, vedi anche borsa telematica del pesce, rendendolo un punto di riferimento per l’intera pesca mediterranea rilanciando così l’economia mazarese”.

La decisione di trasformare il mercato ittico in mercato agroalimentare era stata confermata dall’Amministrazione Cristaldi circa anni e mezzo fa contestualmente all’annuncio della chiusura il mercato di piazzetta dello Scalo che ospitava da anni l’asta del pesce pescato da imbarcazioni locali . “Anche gli operatori della piccola pesca potranno usufruire del grande mercato agro-alimentare che apriremo prossimamente”. Questo è quanto aveva risposto il sindaco Nicola Cristaldi in merito alla situazione in cui versano gli operatori della piccola pesca a seguito della chiusura, nel maggio del 2012, della struttura di piazzetta dello scalo che ospitava la vendita all’asta del pesce; l’Amministrazione aveva giudicato quei locali troppo onerosi per le casse comunali.

Ciò ha provocato notevoli disagi ai proprietari delle sette piccole imbarcazioni da pesca (“Celestino”, “Nuova Stella”, “S.Elisabetta”, “Nuova Tilde Oscar”, “Katiuscia”, “Delfino” e “Luciano”) che effettuano l’attività di pesca giornaliera entro le 12 miglia e che una volta sbarcato il pesce fresco, alle tre di ogni pomeriggio, erano soliti portare da qualche decennio il pesce all’interno della struttura di piazzetta dello scalo per la folcloristica asta del pesce che attirava cittadini, commercianti, ristoratori e turisti.

Adesso questi pescatori sono costretti a vendere il pesce come gli abusivi, con il carrello in banchina ed in scarse condizioni igieniche (vedi foto 3). I pescatori, rappresentanti trenta famiglie che vivono di quella attività, avevano incontrato l’Amministrazione offrendo la disponibilità ad aumentare il canone per l’utilizzo della struttura, adeguata e vicina al luogo di sbarco del pesce e di ormeggio dei loro natanti, e per coprire i costi annuali per il suo mantenimento, circa 20.000 euro fra servizi vari e pulizia.

Dopo alcuni mesi la stessa Amministrazione aveva annunciato la concessione in comodato d’uso gratuito per sei anni, rinnovabili, (i lavori di adeguamento sarebbero stati a carico dello stesso Istituto) della struttura di piazzetta dello scalo alla sezione mazarese dell’Iamc-Cnr quale sede alternativa di quella sita in via Vaccara; probabilmente la nuova sede non fu giudicata adeguata dal direttivo del Cnr mazarese.

Lo scorso 27 novembre, attraverso una nota, l’Amministrazione Cristaldi annunciò la nascita di uno sportello agroalimentare nell'ex mercato-asta di piazzetta dello scalo. Così si dichiarava in quella nota il sindaco Cristaldi: “Recuperare dal degrado immobili che hanno fatto la storia della nostra Città ma che sono stati abbandonati è la mission che la nostra Amministrazione si è posta e che da diversi anni porta avanti con enorme successo.

Il riattamento dell’ex mercato ittico di Piazzetta Scalo è solo l’ultimo, in ordine cronologico, di una serie di progetti. La trasformazione dell’immobile in sede di uffici e servizi dello sportello agro alimentare e la realizzazione al suo interno di uno spazio espositivo di uno scorcio del Mediterraneo con i suoi pesci e le sue piante caratteristiche, renderà l’ex Mercato Ittico centro nevralgico per l’intero settore che unitamente al Mercato Agro Alimentare del Porto Nuovo, darà uno slancio maggiore all’intero comparto e sarà utile soprattutto per lo sviluppo dell’area del porto canale destinato a ritornare volano dell’economia mazarese”.

Nella stessa nota si leggeva: “la Giunta Municipale ha approvato nella seduta di ieri il progetto per la ristrutturazione e riqualificazione del Complesso immobiliare dell’ex Mercato ittico in piazzetta Scalo da destinare a Sportello Agro Alimentare. Il progetto, per un importo complessivo di oltre 800 mila euro, gode di un contributo del Ministero dello Sviluppo Economico nell'ambito delle misure previste dalla progettazione del Patto territoriale gestito da Agriturpesca, che l'ex Provincia aveva posto in liquidazione e che si accinge a rimettere in bonis alla luce dei contributi decretati che prevedono un totale di 1 milione 400 mila euro in questa prima fase con possibilità di ulteriori misure per circa 4 milioni di euro.

Lo studio, elaborato su direttiva del Sindaco dal tecnico comunale Salvatore Ferrara, prevede: ristrutturazione e riqualificazione del fabbricato con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; adeguamento degli impianti tecnologici e dei servizi; riformulazione degli spazi interni adeguandoli alle nuove esigenze di destinazione d’uso; dotazione di appositi spazi espositivi per i prodotti agro – alimentari; realizzazione di locali per attività di seminari di studi, educativi, didattici, laboratorio, front office, con tutti gli arredi e materiali informatici all’uopo destinati; e la creazione di un apposito e ampio contenitore espositivo dove allocare la fauna e la flora marina tipica del mare Mediterraneo.

Lo sportello sarà messo in rete ed a sistema con gli sportelli di Castelvetrano e Campobello di Mazara, i quali beneficeranno anch'essi del contributo ministeriale (circa 600 mila euro complessivi che si vanno ad aggiungere agli 800 mila euro per Mazara del Vallo).Lo sportello sarà al servizio del settore ittico, agricolo e delle rispettive filiere, a conferma che l'agricoltura e la pesca rimangono settori essenziali dell'economia cittadina e di questa parte di territorio, unitamente al terzo grande polmone economico, che è il turismo, che ha ampi margini di miglioramento e che non può prescindere da una pesca e da un'agricoltura di qualità che Mazara è in grado di offrire unitamente alle sue bellezze paesaggistico-monumentali, alla Casbah ed al Satiro”.

Infine la nota concludeva con l’euforica affermazione: “In vista di Expo 2015 la Città si attrezza!”. Cosa dire da parte nostra? Diciamo soltanto che l’Expo fra qualche mese, il 31 ottobre 2015, chiude i battenti ma dello sportello agroalimentare in Città nessuna traccia. (vedi foto n.4)

Ritornando al “nascituro” mercato “agro ittico-alimentare” all’ingrosso del porto nuovo, sappiamo che il Comune aveva offerto qualche anno fa dei box ai grossisti di frutta che erano allocati nel mercato frutta dietro lo Stadio “Vaccara” (da circa un anno chiuso ed ancora in evidente stato di degrado; nel progetto dell’Amministrazione dovrebbe lì sorgere un parco giochi per bambini), questi box –da quanto appreso- non erano stati giudicati adeguati per le loro attività e così questi hanno preferito, dividendosi, continuare l’attività in altri immobili, privati, della Città.Così il Mercato all’ingrosso rimane ancora chiuso e soggetto alla fatiscenza ed all’azione dei vandali (vedi link nostro servizio video dello scorso 13 aprile: https://www.primapaginamazara.it/index.php/prima-pagina-tv/4739-video-il-mercato-ittico-a-mazara-una-cattedrale-nel-deserto ).

Il rischio, alquanto serio, così come detto nel servizio video, è che la struttura rimanga, come è oggi del resto, una cattedrale nel deserto associabile allo stesso deserto politico che ha condannato la marineria mazarese, complice l’Ue, a rimanere ancorata a vecchie pratiche (con relative logiche elettorali) quali fermo biologico e demolizioni di pescherecci.

Mazara del Vallo è sempre più un porto senza pesce, il pesce passa ma non viene venduto qui. Da qualche anno si vedono nelle banchine furgoncini con pesce fresco proveniente da Sciacca (la città che ha già scavalcato Mazara del Vallo per quanto riguarda economia peschereccia). Per non parlare dei rischi sempre più frequenti del pesce scongelato (e ricongelato) venduto da abusivi davanti il mercato ittico al dettaglio di piazzetta dello scalo (vedi foto n.5) e che celano il loro prodotto nelle viuzze della "marina". Alla faccia della salute alimentare!

Francesco Mezzapelle

Rosa Maria Alfieri 

30-08-2015 12,45

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