Mazara senza “Consulta degli Immigrati” (prevista da Regolamento). Il caso “Casa Tunisia”

Redazione Prima Pagina Mazara
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12 Maggio 2018 09:24
Mazara senza “Consulta degli Immigrati” (prevista da Regolamento). Il caso “Casa Tunisia”

Nonostante in questi anni si siano succedute diverse iniziative promosse, o anche solo patrocinate, dall’Amministrazione comunale volte a rappresentare la Città come un modello di integrazione multiculturale molti dubbi permangono invece sull’effettiva partecipazione della comunità immigrata (maghrebini e slavi i più numerosi) alla vita politica, sociale e culturale della Città. Non basta organizzare tavole rotonde sui temi del dialogo interculturale e interreligioso e sulle questioni connesse alle libertà e ai diritti degli immigrati.

L’immigrazione tunisina a Mazara risale ai primi anni ’70, si trattava per lo più di pescatori che arrivavano dalla cittadina marittima di Mahdia: fecero la fortuna della nascente classe armatoriale mazarese e contribuirono concretamente a fare di Mazara del Vallo il primo porto peschereccio del Mediterraneo. Oggi vi è una terza generazione, nipoti degli stessi primi immigrati nati a Mazara del Vallo. Nonostante questo risulta innegabile una certa distanza fra la comunità immigrata e quella autoctona.

Il docente universitario Karim Hannachi vive da più di trentanni a Mazara del Vallo. Hannachi è stato protagonista anche di uno dei primi casi di matrimoni misti essendo sposato con una mazarese dalla cui unione ha avuto due figli. Hannachi, docente di lingua araba alla Facoltà di Lingue e Letteratura di Ragusa, è originario di Nefta, città del sudovest della Tunisia. Karim Hannachi ha lavorato come redattore di “Non solo nero”, settimanale di Raidue con servizi di attualità sulla vita degli extracomunitari in Italia.

Nel dicembre del 2013, a seguito della veemente protesta di diversi esponenti della comunità maghrebina dopo il taglio del nastro dei locali di “Casa Tunisia” (voluta dall’Amministrazione Cristaldi e realizzata con un contributo dell’Assessorato regionale alla Famiglia di 200 mila euro e con un contributo del Comune di 20 mila euro), il prof. Hannachi (in foto copertina a dx con altri immigrati davanti Casa Tunisia nella kasbah mazarese) lamentò il mancato coinvolgimento della comunità immigrata mazarese nella gestione dello stessa “Casa Tunisia”: “siamo contenti di questo spazio, davvero bello, non c’è niente da dire, pensato per la comunità immigrata.

Quello che non condividiamo –disse- è il processo decisionale per l’affidamento degli stessi locali con il mancato coinvolgimento dell’intera comunità. L’amministrazione comunale – dichiarò al sottoscritto Hannachi- non ha ascoltato la comunità immigrata come del resto non hanno fatto, cosa ancor più grave, sia il console che l’ambasciatore. Chiedevamo semplicemente di far partecipare tutta la comunità tunisina mazarese; un approccio che parta dal basso ed invece non decisioni calate dall’alto”.

Ricordiamo che il sindaco Cristaldi, con la firma di un protocollo, affidò la gestione di “Casa Tunisia” all’associazione “Amici senza frontiere” rappresentata dal prof. Soualmia Mohamed Ali, questi poi nella scorsa primavera venne eletto (suscitando molte polemiche e dubbi fra la comunità immigrata circa lo svolgimento delle elezioni) consigliere comunale aggiunto. Ancora oggi “Casa Tunisia” risulta un luogo chiuso alla comunità immigrata. I suoi cancelli infatti sono quasi sempre chiusi, la struttura è utilizzata solo per corsi di formazione della suddetta Associazione; stranamente negli ultimi mesi l’Amministrazione Cristaldi, a parte qualche comunicato, non parla più di multiculturalismo ed integrazione.

Chissà forse per ragioni politiche? In quella stessa occasione Hannachi, insieme ad alcuni membri dell’Associazione “Voce del migrante tunisino”, Hannachi ne è il presidente, denunciò la mancanza in Città della “Consulta degli immigrati” che peraltro è stata più volte richiesta dall’ex consigliere comunale aggiunto Mohammed Zitoun Soufien. Hannachi così spiegò: “il coinvolgimento e l’affidamento della struttura andava effettuato attraverso un organo, previsto all’art.34 e 34bis dello Statuto Comunale, la “Consulta degli immigrati” che purtroppo questa Amministrazione non ha istituito, l’ultima Consulta risale a più di dieci anni fa quando era sindaco Nicola Vella”.

L’art. 34 bis dello Statuto Comunale recita così: “Il comune, vista la presenza nel territorio di diverse comunità di cittadini residenti provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea, istituisce e disciplina con apposito regolamento, la “Consulta dei migranti” che ha finalità di evidenziare ed approfondire tutte le esigenze della comunità e di richiedere appropriati interventi”. Come mai nessun rappresentante dell'opposizione ed in particolare il Pd, storicamente sensibile al tema degli immigrati, non abbia presentato un'interrogazione con richiesta di risposta scritta all'Amministrazione? Francesco Mezzapelle

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