Un "video-selfie" per raccontare tre questioni, tre capitoli di una storia tutta mazarese che ormai sembra avere più puntate di una serie televisiva: rifiuti, relitti e porto. Il vicesindaco e assessore all’Ambiente del Comune di Mazara del Vallo, Vito Billardello, alcune ore fa, ha affidato alla propria pagina Facebook un aggiornamento sui tre fronti. Bene. Ma proprio perché si tratta di questioni che i cittadini attendono da tempo, viene spontaneo aggiungere qualche domanda alle sue parole.
Prima puntata: l’isola ecologica del porto nuovo. Billardello annuncia una nuova soluzione per lo smaltimento dei rifiuti in un'area antistante le banchine del "porto nuovo". E qui la domanda nasce quasi spontanea: ma le due isole ecologiche già acquistate e installate qualche anno fa che fine hanno fatto? Non parliamo di strutture immaginarie. Nel 2022 il progetto del FLAG/Distretto della pesca aveva previsto a Mazara due isole ecologiche per i rifiuti marini: una in piazzale G.B.
Quinci e una in viale dei Marinai d’Italia, all’interno dell’area del mercato agroalimentare del porto nuovo. Erano state presentate come strumenti destinati soprattutto a pescatori e diportisti, con la possibilità di conferire diversi materiali, compresi rifiuti derivanti dalle attività di pesca. E allora: perché oggi si parla di una nuova isola ecologica senza prima spiegare che cosa sia successo alle precedenti? Sono funzionanti? Sono utilizzabili? Se non lo sono, perché? E quanto è costato alla collettività acquistare strutture che rischiano di rimanere inutilizzate? Il problema, forse, non è soltanto trovare nuovi contenitori.
È anche riuscire a utilizzare quelli che già ci sono.
Seconda puntata: i relitti nel "porto nuovo" e nel fiume Mazaro. Qui la domanda è ancora più semplice: quando comincia la rimozione? Lo scorso 21 aprile il gruppo mazarese di Fratelli d’Italia (era già uscito dalla Giunta) aveva annunciato un finanziamento regionale di 900 mila euro per la rimozione dei relitti presenti nel fiume e nell’area del porto nuovo (vedi foto da noi scattata lo scorso 17 agosto), parlando di un primo passo verso una più ampia operazione di bonifica e riqualificazione. Sono passati quasi cinque mesi. Il finanziamento è arrivato? Gli atti sono stati completati? Chi deve materialmente effettuare l’intervento? Esiste già un progetto? C'è un cronoprogramma? E soprattutto: quando vedremo finalmente sparire dal fiume quelle carcasse che da anni fanno parte, loro malgrado, del paesaggio mazarese? Perché ormai quei relitti rischiano di diventare patrimonio storico.
Peccato che nessuno abbia mai pensato di inserirli tra i beni culturali.
Terza puntata: il porto di Mazara nell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale. Qui il tema diventa "strategico". Billardello parla dell’iter per l’inserimento del porto mazarese nel sistema portuale. Un obiettivo importante, certamente. Ma anche in questo caso la domanda è: quali sono i tempi reali e quali i passaggi necessari? E soprattutto: si parla di un percorso concreto, con interlocuzioni istituzionali e atti formali (sappiamo soltanto -attraverso la recente Relazione Annuale del Sindaco- che è stato affidato uno studio ad hoc.. La questione merita però chiarezza anche perché l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha già competenze e programmi su infrastrutture portuali importanti, compresi interventi di dragaggio nel porto di Trapani. E allora arriva la domanda delle domande: se Mazara entrasse realmente nel sistema, l’Autorità sarebbe pronta a mettere sul tavolo circa 15 milioni di euro per affrontare dragaggio, bonifica e infrastrutturazione del porto? E con quali tempi? E ancora: quale sarebbe il ruolo di Mazara all’interno del sistema portuale occidentale? Una domanda che non vuole insinuare dubbi, ma semplicemente capire la strategia.
Perché se il porto mazarese deve diventare parte integrante del sistema, bisognerà anche capire quali investimenti sono previsti, quali priorità saranno assegnate e come si concilieranno con lo sviluppo degli altri porti, a cominciare da Trapani. Non sarebbe invece opportuno conoscere già oggi, nero su bianco, quali opere, quali risorse e quale prospettiva industriale attendono il porto di Mazara?
Insomma, il "video-selfie" del vicesindaco Vito Billardello apre tre dossier. E forse, involontariamente, ne apre anche uno quarto: quello dei tempi, delle date. Perché su rifiuti, relitti e dragaggio del porto di Mazara i cittadini hanno già ascoltato diversi annunci. Adesso sarebbe interessante sapere quando arriveranno i cantieri, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali (Regionali e Politiche). E magari sarebbe bello che a parlare fossero non soltanto i video-selfie, ma anche progetti, finanziamenti, determine, cronoprogrammi e ruspe...
Francesco Mezzapelle