Campobello di Mazara, il sindaco Mangiaracina invia una lettera aperta alla Regione siciliana sui Comuni in dissesto

Mangiaracina fa un appello per l'approvazione di una "Legge Salva Comuni"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
15 Settembre 2026 10:25
Campobello di Mazara, il sindaco Mangiaracina invia una lettera aperta alla Regione siciliana sui Comuni in dissesto

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

Signor Presidente, Onorevoli Deputati, rivolgo a Voi questo appello non soltanto nella qualità di Sindaco di Campobello di Mazara, Comune che si trova ad affrontare la difficile condizione del dissesto finanziario, ma nella convinzione che la crisi finanziaria degli enti locali abbia ormai assunto in Sicilia una dimensione tale da richiedere una risposta organica, straordinaria e strutturale da parte della Regione. I dati descrivono una situazione che non può essere considerata marginale. Secondo i dati del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, richiamati dalla Banca d'Italia e aggiornati al 7 aprile 2026, 63 Comuni siciliani hanno dichiarato lo stato di dissesto finanziario, circa un quarto dei quali da oltre cinque anni, mentre altri 38 Comuni sono in riequilibrio finanziario.

Dietro questi numeri ci sono comunità, famiglie, imprese e territori che rischiano di vedere compromesse per anni le proprie possibilità di crescita. Il dissesto finanziario di un Comune non è soltanto una questione contabile. È una condizione che incide profondamente sulla capacità dell'Ente di programmare, investire, garantire servizi, effettuare manutenzioni, sostenere le politiche sociali, promuovere lo sviluppo economico e turistico e dare risposte tempestive alle esigenze quotidiane dei cittadini.

Uscire dal dissesto significa affrontare contemporaneamente due questioni fondamentali: la definizione e la liquidazione della massa passiva pregressa e il raggiungimento delle condizioni necessarie per l'approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Si tratta di un percorso estremamente complesso, che richiede rigore amministrativo, responsabilità e capacità di risanamento, ma che in moltissimi casi necessita anche di risorse finanziarie che i Comuni, proprio perché in dissesto, non sono materialmente nelle condizioni di reperire autonomamente.

Va riconosciuto che la Regione Siciliana ha già dimostrato attenzione verso questa problematica. Nel 2026 ha destinato 5 milioni di euro a 35 Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, in dissesto alla data del 31 gennaio 2026 e da non oltre cinque anni, per sostenere spese per servizi e personale o la copertura del disavanzo. È un segnale importante, che può rappresentare il punto di partenza per un intervento più ampio e strutturale. Ritengo che sia arrivato il momento di compiere un passo ulteriore.

Chiedo pertanto al Presidente della Regione e all'Assemblea Regionale Siciliana di valutare l'approvazione di una vera e propria “Legge Salva Comuni in dissesto”, attraverso l'istituzione di un Fondo regionale straordinario e pluriennale destinato agli enti locali siciliani che abbiano dichiarato il dissesto finanziario e che abbiano concretamente avviato un percorso serio e verificabile di risanamento.Non chiediamo una sanatoria indiscriminata né risorse prive di condizioni. Chiediamo che la Regione possa accompagnare i Comuni nel percorso di uscita dal dissesto, subordinando gli interventi finanziari alla presentazione di precisi programmi di risanamento, alla verifica degli equilibri strutturali, al miglioramento della capacità di riscossione delle entrate, alla razionalizzazione della spesa e al rispetto di obiettivi e tempi determinati.

Le risorse regionali potrebbero essere utilizzate, nel rispetto della normativa statale e delle competenze in materia di finanza pubblica, per contribuire alla riduzione della massa debitoria, sostenere il percorso verso il bilancio stabilmente riequilibrato e consentire agli enti di recuperare progressivamente una condizione di normalità amministrativa, finanziaria e gestionale. Occorre costruire un meccanismo che premi chi risana, chi riduce il debito, chi recupera capacità di riscossione e chi dimostra concretamente di voler uscire dal dissesto.

La Regione non deve sostituirsi alla responsabilità dei Comuni, ma può e deve accompagnarli verso il risanamento. Mantenere per molti anni un Comune in una condizione di dissesto significa mantenere in difficoltà un'intera comunità. Significa limitare gli investimenti, rallentare la manutenzione del territorio, comprimere i servizi e ridurre le opportunità di sviluppo. E tutto questo ricade soprattutto sui cittadini. Un Comune che esce dal dissesto torna a programmare. Un Comune che torna a programmare può investire.

Un Comune che torna a investire crea sviluppo, servizi e opportunità. Per questo considero una "Legge Salva Comuni" non una semplice misura finanziaria, ma una legge per la crescita e lo sviluppo della Sicilia. La Regione Siciliana ha oggi l'opportunità di costruire un modello innovativo di sostegno agli enti locali in crisi, attraverso un fondo pluriennale e criteri oggettivi che consentano di accompagnare progressivamente i Comuni fuori dal dissesto. Rivolgo pertanto un appello al Presidente Renato Schifani, al Governo regionale, al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana e, senza distinzione politica, a tutti i Deputati regionali di maggioranza e di opposizione.

Su una questione come questa non possono esserci appartenenze politiche. Ci sono gli interessi dei Comuni siciliani e delle comunità che siamo stati chiamati ad amministrare. Chiedo quindi che possa essere aperto rapidamente un confronto istituzionale con i Sindaci dei Comuni interessati e che si lavori alla predisposizione di una norma regionale specifica, individuando le necessarie risorse finanziarie e costruendo un percorso che consenta agli enti che ne possiedono le condizioni di chiudere definitivamente la stagione del dissesto e tornare alla normalità amministrativa.

I Sindaci sono pronti a fare la propria parte. Chiediamo alla Regione Siciliana e all'Assemblea Regionale Siciliana di fare, insieme a noi, la propria. Salvare finanziariamente un Comune significa restituire futuro alla sua comunità. 

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