Ha 22 anni, è di Mazara del Vallo ed è una studentessa della Bocconi dove frequenta un Master in Finance: Vittoria Giacalone debutta nel mondo editoriale con il suo primo libro, “La logica dell’insensato”.
L'opera nasce da una riflessione profonda sulla società contemporanea e sulla pressione a dover essere sempre produttivi e performanti. Attraverso un'originale contaminazione tra linguaggi tecnici — dall'economia alla finanza, fino alla fisica e alla medicina — e la dimensione emotiva dell'animo umano, il libro propone un percorso per riscoprire il valore del fermarsi e dell'ascolto interiore.
Sinossi:
Logica dell'insensato nasce da una contraddizione profondamente umana: il bisogno di trovare una spiegazione per ogni cosa e l'esistenza di emozioni che sembrano sottrarsi a qualsiasi ordine razionale. Ansia, malinconia, paura, amore e senso di inadeguatezza non seguono formule precise, eppure la mente continua a cercare cause, collegamenti e significati. Ma può esistere una logica anche in ciò che appare insensato?
La storia prende avvio in una città fredda, frenetica e in costante movimento, dominata dalla convinzione che ogni individuo debba produrre, migliorarsi e dimostrare continuamente il proprio valore. In questo luogo nessuno sembra avere il diritto di fermarsi: ogni persona vive rinchiusa in una bolla di doveri, aspettative e obiettivi da raggiungere, nel timore di non essere mai abbastanza.
Esausti per una corsa di cui non ricordano più l'inizio, alcuni personaggi cambiano inconsapevolmente direzione e giungono davanti a un villaggio chiamato L'inumano quotidiano. Il suo nome racchiude un'ironia amara: in una società che considera naturale la frenesia, fermarsi, ascoltarsi e認識ere i propri limiti sembra essere diventato un gesto quasi estraneo all'essere umano.
Il villaggio è un luogo reale, ma rappresenta soprattutto uno spazio interiore. Lontani dal rumore della città e dalle richieste del mondo esterno, i personaggi sono costretti a confrontarsi con ciò che hanno ignorato, represso o tentato di controllare. È proprio in questo territorio sospeso che iniziano a guardarsi davvero, scoprendo che la fragilità non è un guasto da correggere, ma una parte inevitabile della propria identità.
All'interno del villaggio prendono forma figure dal forte valore simbolico. Anastasia incarna l'ansia, gli attacchi di panico, la smania di fare sempre meglio e la sensazione di non essere mai all'altezza. Elaisa attraversa interrogativi sull'essere umano, sull'amore, sui sentimenti e sulle contraddizioni che accompagnano ogni legame. Brunette rappresenta invece la malinconia, l'abbandono a se stessi e quella forma di dolore silenzioso che non sempre riesce a trovare parole per essere raccontata. Ogni personaggio possiede un linguaggio specifico, costruito attraverso immagini, vocaboli e associazioni coerenti con l'emozione che rappresenta. Le loro esperienze si intrecciano in un percorso che non mira a eliminare il disagio, ma a riconoscerlo, attraversarlo e comprenderne le tracce.
Nella seconda parte del libro il tono si transforms. Alla scoperta del villaggio si affianca la testimonianza di chi ha già percorso quello spazio interiore ed è riuscito a raggiungere una nuova consapevolezza. Emergono domande sull'amicizia, sull'identità, sui limiti personali e sul passaggio dalla performance esterna alla dimensione interna. La ricerca non riguarda più soltanto ciò che una persona riesce a fare, ma ciò che è quando smette di misurarsi attraverso le aspettative altrui.
Anche lo stile dell'opera riflette il contrasto centrale tra razionalità e sentimento. L'interiorità viene descritta attraverso un linguaggio insolito, che attinge all'economia, alla finanza, alla matematica, alla fisica e alla medicina. Il mondo delle formule, delle diagnosi, dei calcoli e delle misurazioni diventa così uno strumento per parlare di ciò che non può essere calcolato: la complessità instabile e contraddittoria delle emozioni. Ne nasce un dialogo costante tra ciò che è misurabile e ciò che sfugge a ogni misura, tra il desiderio di controllo e la necessità di accettare l'incertezza.
L'insensato non è soltanto ciò che non possiede un significato, ma anche ciò a cui abbiamo smesso di attribuirne uno o che, per sua natura, resiste al nostro bisogno di spiegazione. Logica dell'insensato intercetta una delle urgenze più profonde della contemporaneità: la fatica di dover essere sempre performanti, lucidi, produttivi e all'altezza.
Per acquistare il libro:
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