Martedì 17 marzo 2026 alle ore 20,30 presso il Cinema Multisala Grillo di Mazara del Vallo sarà proiettato in anteprima nazionale il film "Lo Scuru", diretto da Giuseppe William Lombardo e tratto dall'omonimo libro di Orazio Labbate; la pellicola è prodotta da “Grey Ladder Productions” e distribuito da “Academy Two”. Nel cast del lungometraggio: Fabrizio Falco, Fabrizio Ferracane, Simona Malato, Vincenzo Pirrotta, Daniela Scattolini, Giuditta Perriera e Filippo Luna; alla presentazione-evento il regista e alcuni attori dialogheranno con il pubblico in sala attraverso un mini-dibattito moderato dal direttore di PrimaPaginaSicilia, il giornalista Francesco Mezzapelle.
“Lo Scuru” segna il debutto al cinema per Giuseppe William Lombardo, che porta per la prima volta sul grande schermo l’universo visionario e inquieto del romanzo omonimo di Orazio Labbate (candidato ai Premi Strega 2026 con il suo ultimo libro "Chianafera"), edito Bompiani, trasformando il gotico siciliano in opera cinematografica. Il film si colloca in un territorio unico, sospeso tra letteratura e cinema, tra parola e immagine, restituendo in forma visiva quell’oscurità poetica che finora aveva abitato solo la pagina scritta.
L’opera nasce dal desiderio di raccontare una Sicilia lontana dai cliché dei paesaggi da cartolina: un’isola interiore, segnata da vento, superstizioni e presenze invisibili. In questa terra arcaica e ferita, la luce e l’ombra si affrontano continuamente, fondendo sacro e profano, vita e morte. Con questo primo film, Lombardo tratteggia la Sicilia come un luogo dove la spiritualità si intreccia con la follia, dove il confine tra fede e ossessione è sottile come una lama. “Lo Scuru” diventa così un viaggio dentro la mente e l’anima, una discesa negli abissi della psiche che riflette le stesse esperienze di dolore e introspezione del regista siciliano: un’opera intensa e poetica che attraversa l’ombra per ritrovare la luce.
Un film che parla della morte per raccontare la vita, che abita l’oscurità per illuminare il mistero del mondo e dell’anima.
Trama. Un giovane, tormentato da incubi e dal peso di una diagnosi di schizofrenia, torna nella sua terra: la Sicilia. Parte alla ricerca di risposte ai propri dubbi più oscuri, inseguendo il senso di un passato che continua a gravare su di lui, forse nascosto nei sussurri delle campagne e nei silenzi delle chiese. La memoria collettiva, i riti, la terra stessa: tutto sembra custodire le tracce di misteri che non smettono di ardere, tra gli incendi e i fantasmi che popolano l’isola. Attraversando mari neri, paesi addormentati e superstizioni antiche che ancora incutono timore, il giovane scopre che la spiritualità della Sicilia non offre una via di fuga dal dolore, ma ne è lo specchio più profondo — un cammino attraverso l’ombra, necessario per ritrovare la luce.
“Lo Scuru” diventa così un viaggio interiore, un attraversamento dell’ombra per riconquistare la luce; un racconto di identità, fede e memoria che si confonde e mischia con il respiro stesso della terra siciliana.
“Visivamente il film –sottolinea Lombardo- guarda molto al lavoro sul B/N del fotografo Ferdinando Scianna. L’opera del fotografo siciliano è da sempre strettamente legato ai temi della mia terra, del ricordo, di una memoria che è fatta di pensieri, di miti antichi, di riti ancestrali immersi nella modernità. Quella modernità visionaria e perturbante che Scianna immette e crea nei suoi lavori la sento vicina al sud della Sicilia, non solo come folklorismo, ma anche come corruzione dell'attualità, distorsione della realtà nei luoghi fra Gela e Butera.
Il film è un continuo oscillare di luci e ombre: l’uscire dalla luce e l’entrare nella tenebra, e viceversa, sia a livello di immagine cinematografica che di racconto psicologico. Come le fotografie di Scianna, Lo Scuru è un film da luci e ombre, cioè da bianco e nero: il film gioca in particolare sul chiaro-scuro, specchio stilistico dell’anima. La sua luce ha dei bianchi abbacinanti, quelli della Sicilia assolata; ma è anche un luogo d’oscurità, quella del dubbio e della macerazione.
La Sicilia come terra dove la luce e il nero del lutto convivono insieme”.
Giuseppe William Lombardo nasce il 23 febbraio 1994 a Palermo e, già durante gli anni del liceo, entra in contatto con il mondo del teatro classico, collaborando come assistente alla regia per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico e lavorando con Roberta Torre. Da allora il suo percorso è segnato da una costante ricerca estetica e da un profondo interesse per le zone d’ombra dell’animo umano. Con “La Particella Fantasma”, suo ultimo cortometraggio presentato come evento speciale alla Festa del Cinema di Roma 2021 e dedicato al mistero della scomparsa del fisico Ettore Majorana, Lombardo esplora già il confine sottile tra scienza e metafisica, tra razionalità e inquietudine. Oggi, con “Lo Scuru”, il tour promozionale siciliano è gestito da “Sudtitles”, firma un film che affonda le radici nel mito e nella psiche, dentro una Sicilia arcaica e perturbante, sospesa tra fede popolare e superstizione, tra eros e thanatos.