Mazara, la maggioranza trova i numeri ed approva il “Piano Tari 2017” modificato dalla Giunta dopo la bocciatura dell’opposizione del 29 marzo. (Chi ha votato e come)

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
01 Aprile 2017 10:32
Mazara, la maggioranza trova i numeri ed approva il “Piano Tari 2017” modificato dalla Giunta dopo la bocciatura dell’opposizione del 29 marzo. (Chi ha votato e come)

Come era prevedibile la maggioranza che sostiene l’Ammi- nistrazione Cristaldi non steccato la seconda occasione messa a disposizione dalla Giunta e dalla dirigente del II settore, dott. Stella Marino, per rimediare, prima dell’irreparabile, alla debacle del 29 marzo quando l’opposizione con un colpo di mano riuscì a bocciare il “Piano economico finanziario (Pef) e determinazione delle tariffe per la Tassa sui Rifiuti Tari del 2017” (delibera approvata in giunta il 10 marzo)a seguito di una votazione in aula finita in partita (11-11).

Quella bocciatura non è stata presa tanto bene dal Sindaco Cristaldi che avrebbe impartito l’ordine di ripresentare la delibera con delle modifiche “sulla base –così riportava una nota del Comune diramata nel pomeriggio del 30 marzo- dell'elenco delle imprese operanti sul territorio di Mazara del Vallo, che è stato trasmesso in questi giorni su richiesta del dirigente del settore finanziario dalla Camera di Commercio di Trapani. A seguito di questa comunicazione, la tariffa viene rideterminata –si legge sempre- con un'ulteriore previsione di riduzione tariffale di circa il 15% per le famiglie, rispetto alle tariffe 2014, e per circa il 20% per le imprese, sempre rispetto alle tariffe in vigore dal 2014”.

La nuova delibera riportata in aula necessariamente ieri pomeriggio (il termine per l’approvazione definitiva scadeva alla mezzanotte) è stata firmata dal sindaco Nicola Cristaldi in quanto assente l’Assessore alle Finanze Vito Billardello che ad inizio della seduta del 29 marzo aveva accusato un malore prima di intervenire sull’atto in questione.

La Giunta ha così riproposto al Consiglio Comunale il Piano economico finanziario con le modifiche, chiedendo la discussione ed approvazione urgente al Consiglio Comunale "per consentire la determinazione delle tariffe 2017 Tari e consentire la riduzione tariffale". Il Presidente del consiglio comunale, Vito Gancitano, sentiti i capigruppo, aveva convocato il Consiglio comunale con carattere d'urgenza.

Nella seduta di ieri sera la maggioranza si è presentata in aula a ranghi completi e fin dalla discussione e messa al voto dei 15 emendamenti ripresentati dall’opposizione si è capito che stavolta non ci sarebbe stato spazio per un nuovo “cul de sac”. In aula non sono mancati i momenti di grande tensione fra alcuni esponenti dell’opposizione, vedi in primis Randazzo (Scelta Libera), che ha annunciato di inviare alal Finanza l'elenco delle utenze scoperte, La Grutta (M5S), Mauro (Pd) e Arena (F.I) , con il presidente Gancitano, con la dirigente Marino e con alcuni esponenti della maggioranza ed anche con il consigliere Francesco Foggia che seppur formalmente all’opposizione (fa parte del Psi di Nino Oddo) vota spesso gli atti della maggioranza, (nel caso specifico Foggi ha motivato la sua decisione con l’abbassamento delle tariffe proposto dall’Amministrazione). 

L’opposizione, con diversi interventi, ha stigmatizzato l’eccessivo aumento del costo generale del servizio di raccolta rifiuti in città quantificato circa 13 milioni di euro per l’anno 2017 rispetto al 2014 (allora erano state approvate le ultime tariffe) quando il costo del servizio era stato quantificato in 8.174.890,50 euro.

Antonino Arena: “perché il 29 marzo l’Amministrazione ed il dirigente Marino non hanno riportato queste nuove modifiche? Quindi quella delibera vi erano dati sbagliati o camuffati? Ci portano in Consiglio delibere non veritiere, chi ha sbagliato? Perchè si scoprono queste novità dopo la bocciatura del Piano nel pomeriggio del 29 marzo”. Nicola Norrito (gruppo misto) ha aggiunto: come si fanno a coprire i costi generali di 13 milioni di euro con entrate presunte?".

Prima il vice sindaco Bonanno e poi la dirigente Marino (in foto copertina un momento del suo intervento) hanno informato i consiglieri di aver ricevuto i nuovi dati per la riformulazione ed ha affermato che l’Ufficio Aro del Comune ha ricevuto il 29 marzo un file dalla Camera di Commercio di Trapani con altre 785 utente non domestiche che sia aggiungono alle nuove 8.995 utenze domestiche scoperte nei giorni scorsi e quindi aumentata la platea dei contribuenti per l’emissione della Tari con previsione di emissione complessiva di circa 9 212.594, 33 euro, suddivisi in circa 6.800.000 per utenze domestiche e 2.371.000 euro per utenze non domestiche.

Così l’abbattimento medio è del 17,75% domestiche e del 20,51% per utenze non domestiche. Il nostro motto è “pagare tutti per pagare di meno”. Il tutto – ha proseguito Bonanno – a fronte di un costo complessivo di circa 13 milioni di euro, che però tiene conto sia dei maggiori costi sostenuti nell’anno 2016 per l’emergenza rifiuti per circa 1.760.000 euro che dei costi generali di gestione compresi quelli relativi alla quota delle spese di personale amministrativo della Srr che competono al nostro Comune, per circa 914 mila euro.

Restiamo ora in attesa della piena attuazione del piano Aro – ha concluso Bonanno – che avverrà con l’assegnazione quinquennale del servizio rifiuti dopo il completamento della procedura d’appalto in corso all’Ufficio regionale delle Gare d’Appalto. Ciò consentirà un'ottimizzazione del servizio ed una sostanziale riduzione dei costi”.

“Le verifiche nella banca dati –ha affermato la dirigente Marino- sono ancora in corso d’opera e continueranno. Stiamo lavorando quotidianamente di concerto con l’ufficio tecnico per rendere congrua una banca dati”.

Nel corso del dibattito sugli emendamenti l’opposizione ha chiesto anche il perché uno stesso emendamento già presentato il 29 marzo riporti parere di inammissibilità e prima invece inammissibile. “Cosa cambiato rispetto all’altro giorno?”. Stefania Marascia, consigliere di maggioranza, ha a sua volta chiesto all’opposizione: “perché questo accanimento sugli emendamenti quando il 29 marzo li avete ritirati per andare subito a votare e bocciare l’atto generale?”.

Dei sedici emendamenti presentati dall'opposizione consiliare: 6 sono stati dichiarati improponibili, uno non è stato trattato per un refuso segnalato dal segretario generale e 9 sono stati bocciati. Così si è arrivati alla votazione della delibera in generale dopo che il consigliere Pietro Ingargiola (Scelta Libera) ha abbandonato l‘aula mostrando (Ingargiola è stato arbitro in categorie superiori)il cartellino rosso (vedi foton .2) al Consiglio comunale per l’atteggiamento generale nell’affrontare la discussione. Prima era uscito dall'aula anche il consigliere Nicola Norrito mentre Francesco Di Liberti (che nei prossimi giorni insieme a Mauro e Safina dovrebbe ricostituire il gruppo consiliare del Pd dopo le dimissioni da consigliere di Teresa Diadema) era rientrato giusto in tempo per votare contrario all'atto.

Al momento della votazione in aula vi erano 26 consiglieri (non hanno partecipato alla seduta Matteo Bommarito, Giuseppe Di Gregorio). L’atto è stato approvato con 15 voti favorevoli ed 11 contrari.

Favorevoli: Giampaolo Caruso, Stefania Marascia, Viviana Impeduglia, Antonino Zizzo, Luigi Firenze, Giuseppe Tumbiolo, Isidonia Giacalone, Tonia Pernice, Sara Provenzano, Vito Foderà, Emanuela Alagna, Giuseppe Giacalone, Joselita D’Annibale, il presidente del consiglio comunale Vito Gancitano, ed il neo presidente del Consiglio comunale Francesco Foggia.

Contrari invece: Giorgio Randazzo, Nicola La Grutta, Giacomo Cangemi, Pasquale Safina, Giacomo Mauro, Francesco Di Liberti, Giovanni Iacono Fullone, Valeria Alestra, Antonino Gaiazzo, Antonino Arena e Andrea Burzotta.

Francesco Mezzapelle

01-04-2017 12,00

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