Mazara, intervista a Maria Grazia Vitale autrice del Libro su “Mons. Antonio Bellissima”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
09 Marzo 2021 10:18
Mazara, intervista a Maria Grazia Vitale autrice del Libro su “Mons. Antonio Bellissima”

Mons. Antonino Bellissima, ad oggi ultra novantenne, un uomo saggio con un carisma molto particolare, è stato nella nostra città di Mazara parroco della Basilica Cattedrale ed ha lasciato in quasi tutta la popolazione un segno ed un ricordo sempre vivo ed ardente. Maria Grazia Vitale da sempre collaboratrice di P. Bellissima ha voluto scrivere un libro che, come si legge nel testo “non vuole essere la storia di un santo, né di un eroe o di qualsiasi altra persona che abbia compiuto imprese degne di memoria; è soltanto una sintetica cronaca della vita di un sacerdote parroco della Basilica Cattedrale di Mazara per ben 34 anni.” Recentemente abbiamo ospitato nella nostra redazione l'autrice che ha risposto ad alcune nostre domande.

Come ha conosciuto P. Bellissima ? Da bambina ho sempre frequentato la Cattedrale di Mazara ed il parroco di allora ci mandava a fare catechismo dalle suore a Santa Caterina che ci accoglievano con pane e cioccolata. Successivamente con P. Bellissima successe un po di rivoluzione all'interno della parrocchia e personalmente iniziai a seguirlo con l'Azione Cattolica e continuai sin da grande. Successivamente mi sposò e battezzò anche i miei figli; c'è sempre stato un rapporto di amicizia tra di noi, tra la mia famiglia e la sua.

In sintesi, mi ha seguito in tutte le fasi della mia vita. Avendo conosciuto bene mons. Bellissima, come lo descriverebbe ? Un parroco vecchio stile, il vero prete. Nel libro ho raccontato in un capitolo la storia che sin da piccolo lui voleva fare il “parrino” e giocando a casa recitava la messa, faceva l'omelia e si esercitava a ciò che poi realmente sarebbe diventato. Alcuni episodi della sua vita sono infatti raccontati attraverso la sua testimonianza come il giorno della sua nascita che era il dicembre del 1923 mentre al comune volevano registrarlo nel 1924 ma il nonno si oppose e lo fece registrare nel 1923 e per lui fu una fortuna perchè quelli del suo anno non vennero trasferiti fuori dalla Sicilia per fare il militare.

Perchè scrivere un libro su P. Bellissima ? Non sono una scrittrice ma mi piace scrivere, ho vinto il premio Narrativa di Mazara l'anno scorso e sono affascinata dalle storie antiche del secolo scorso. Nutrivo una forte curiosità su come Padre Bellissima da Santa Ninfa fosse arrivato a Mazara, quali i suoi stati i suoi inizi e ne approfittai quando qualche tempo fa Padre Bellissima si trasferì a Mazara dalle suore di Santa Caterina ed allora ci andavo ogni pomeriggio e mi facevo raccontare qualche cosa.

Così tutto ciò che lui mi ha raccontato io l'ho messo per iscritto. Alcuni anedoti, storie particolari sul suo vissuto, il rapporto con i giovani? Tra i giovani di oggi e quelli di ieri c'è una grande differenza oltre che esserci una grande differenza anche nella chiesa. I giovani erano felicissimi di andare in chiesa perchè era lì il loro momento di svago quotidiano. Padre Bellissima si manteneva sulle sue, rispettabile ma che dimostrava affetto e vicinanza, era uno che quando si andava con i campi scout dormiva in tenda insieme ai ragazzi e dentro la sua tenda a terra diceva messa.

All'interno del libro vi sono raccontate tutte le storie di P. Bellissima da quando era bambino nella sua città di Santa Ninfa, la sua storia personale e la sua storia ecclesiastica. Quando diventò parroco in Cattedrale non lo accettarono subito ed iniziarono le critiche “e lei di Mazara chi sapi...a Mazara ci vogliono mazaresi”. Allora successe che dovette andare per un'estrema unzione ad una signora ma non riuscì a trovare la strada non conoscendo il Centro Storico allora si promise che se questa signora fosse morta senza l'estrema unzione lui non avrebbe più fatto il parroco.

Ma per fortuna la signora continuò a vivere. Il progetto sul libro dedicato a Mons. Antonio Bellissima ideato da Maria Grazia Vitale è stato sposato dall'associazione “Alchimie” che ha come scopo quello di valorizzare e custodire ciò che di bello vi è nel nostro territorio ed è proprio l'azione che il nostro giornale sta facendo, raccontare ciò che di bello vi è attorno a noi. Roberto Marrone

In evidenza
Ti potrebbe interessare