Mazara, “implicazioni filosofico-morali delle giare in mezzo alle strade”. Lettera di una visitatrice occasionale

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
27 Agosto 2015 10:09
Mazara, “implicazioni filosofico-morali delle giare in mezzo alle strade”. Lettera di una visitatrice occasionale

Arrivando a Mazara del Vallo l’odorato viene risvegliato da effluvi maleodoranti diffusi nell’aria; la vista di cumuli di immondizia dentro i pochi cassonetti sparsi sul ciglio delle strade dà la risposta al perché della puzza. Molti comuni anche in Sicilia sono passati alla raccolta differenziata ma Mazara del Vallo che forse non ama i cambiamenti preferisce la sicurezza e la semplicità dei cassonetti da riempire con sacchetti di ciò che si vuole. Vi è un non so ché di anarchico in questa scelta; è come se gli amministratori mazaresi dicessero: “L’immondizia è nostra e ce la gestiamo noi!”.

Altro aspetto che attira l’attenzione di un visitatore della ridente cittadina marinara è la presenza ingombrante, evidente, massiccia delle giare che sono ovunque. Non si può rimanere indifferenti alla loro collocazione in luoghi strani e inconsueti come in mezzo alle strade che grazie alla loro larghezza sono state ristrette con un serie di giare poste su piedistalli fungendo da spartitraffico.

Vedendole per la prima volta non ci si può esimere dal porre una domanda esistenziale: Perché proprio una giara in mezzo alla strada? Vi può essere qualche senso profondo di tale collocazione? L’amministratore che ha elaborato questo progetto così ambizioso ha voluto trasmettere alla sua cittadinanza qualche oscuro messaggio? Vuole forse dire che nel mezzo del nostro percorso fisico e spirituale occorre porre qualcosa? La giara ha un significato altro, implica una considerazione sull’importanza del conservare, del mettere dentro?

E così mentre rifletto sulle implicazioni filosofico-morali della giara in mezzo alle strade, ecco che mi ritrovo a passeggiare sul lungomare e i miei pensieri si arricchiscono di altre considerazioni perché le giare sono anche qui, sempre sul loro bel piedistallo a fare mostra di sé, altezzose e fisse con in cima fiori, piante o in alcuni casi immondizia. Mi sposto sulla strada dello struscio, con gli occhi pieni delle giare viste precedentemente e con tante domande che si affollano nella mente; in cosa mi imbatto anche qui? Loro, sempre loro, le giare; sono tante, pitturate in modo diverso, alcune presentano solo delle pennellate di colore diverso buttate lì forse da qualche bambino che si è divertito a riempirne le superficie; su altre ci sono immagini astratte.

Mi soffermo e mi domando: “Cosa voleva dire l’artista?”. Probabilmente vi sono elementi di riflessione profonda: in una giara ho colto il caos dell’inizio dell’universo, in un’altra l’oceano e il mare fonti di vita, in un’altra ancora la natura allo stato primordiale. Che profondità queste immagini che si trovano impresse sulle giare!

Sicuramente i mazaresi come tutti i siciliani in generale amano approfondire e penetrare il senso nascosto e misterioso della vita. Del resto la terra siciliana ha dato i natali a Verga, Pirandello, Sciascia, Camilleri che sono grandi esempi di questo desiderio di guardare dentro, di comprendere e far capire in cosa consiste l’anima del popolo siciliano.

Il siciliano è come un equilibrista che cerca di arrivare alla fine del suo percorso senza cadere e sprofondare nel nulla e nel corso dei secoli ha affinato la sua abilità nel trovare un equilibrio fra i diversi problemi che attanagliano la nostra bella isola. Facendo un elenco approssimativo dai problemi più gravi e sedimentati a quelli più leggeri e superabili direi che possiamo partire dalla Mafia, per passare poi alla classe di amministratori incapaci che si alternano fra destra a sinistra senza risolvere nulla, proseguiamo con la mancanza di iniziativa imprenditoriale, con l’incapacità di rispettare il codice stradale, con il caldo soffocante di luglio e agosto, con l’esagerata ospitalità siciliana che ti costringe a mangiare e mettere su chili difficili da smaltire, per finire con la creatività degli amministratori mazaresi che invece di coprire le falle delle strade con il catrame, vi pongono sopra una bella giara.

Di fronte a questi problemi però il popolo siciliano orgogliosamente ha una parola d’ordine che si leva in alto da tutti gli angoli della Trinacria: “FUTTITINNI”. Ogni siciliano viene considerato un mafioso e rappresentato con coppola e lupara? Futtitinni, è tutto folklore.

Gli amministratori comunali, provinciali e regionali siedono sulle loro poltrone, prendono il loro bel stipendio e non fanno assolutamente nulla per i cittadini? Futtitinni, magari prima o poi qualche briciola arriva anche noi.La terra siciliana si potrebbe sfruttare maggiormente per il turismo e si potrebbero creare tanti posti di lavoro in questo settore? Sì, ma futtitinni e cerca di farti assumere al comune, alla provincia o alla regione.

Devi dare precedenza a chi viene da destra, non devi usare il clacson in maniera impropria, devi usare il casco sulla moto e la cintura sull’auto? Dovresti ma tu siciliano, in quanto tale, futtitinni e guida alla maniera che sai cioè guarda avanti e vai, vai, vai.Fa un caldo da morire, non si riesce a trovare sollievo da nessuna parte? Vai a farti un bel bagno al mare e futtitinni di tutto il resto.Non riesci a mangiare anche il cannolo dopo aver mangiato due porzioni di pasta a forno, la caponata e un’arancina? Futtitinni e mangia perché se rifiuti il siciliano si offende.

Perché a Mazara, invece di riparare le strade e creare occasioni di lavoro, ci sono tante giare? Boh…futtitinni e pensa alla salute perché in Sicilia essere curiosi e fare domande può avere anche gravi effetti collaterali.

Giusi Paladino

(in foto Franco Franchi e Ciccio Ingrassia interpreti cinematografici del racconto "La Giara" di Luigi Pirandello) 

27-08-2015 11,30

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