Mazara, imam Naes: “la difficoltà è trovare un lavoro, ciò vale anche per me. Il resto è pregiudizio: un vero islamico è per la pace”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
18 Gennaio 2015 12:18
Mazara, imam Naes: “la difficoltà è trovare un lavoro, ciò vale anche per me. Il resto è pregiudizio: un vero islamico è per la pace”

"Dopo i tragici fatti di Parigi mi continuano a chiamare da redazioni tv, radio e giornali. Dico loro che non mi si deve cercare per fare notizia sulle mie dichiarazioni in merito ai fatti. Io sono un religioso, sono per la pace, l'unica cosa che mi manca, e che torno a chiedere, è un lavoro per potere sfamare la mia famiglia". Così a seguito di un incontro si sfoga Ridha Naes , secondo imam della moschea di Mazara del Vallo che avevamo intervistato lo scorso settembre in merito alla proclamazione dello Stato dell'Isis a cavallo fra Siria ed Iraq.

Ridha Naes ha confermato quanto detto in quell'intervista: "Su di noi islamici prevalgono spesso dei pregiudizi a causa di vicende legate al terrorismo o a fatti di violenza che non hanno nulla che vedere con la religione; siamo tutti fratelli, è scritto pure sul Corano".

Ridha Naes è un giovane tunisino di 33 anni (in foto), una persona molto disponibile a parlare della sua vita e, purtroppo, delle sue difficoltà di coniugare la sua attività di maestro di preghiera con un lavoro che ad oggi non riesce a trovare. Ridha è nato a Madhia (citta gemellata con Mazara del Vallo in quanto origine di molti pescatori tunisini che lavorano su pescherecci mazaresi), ha condotto studi presso la scuola marittima del suo Paese e poi ha studiato in una scuola coranica, vive da 2 anni in Italia con regolare permesso di soggiorno; è sposato con due figli ma la sua famiglia vive a Madhia.

Ridha Naes, non potendo pagare un affitto per mancanza di lavoro dorme nella "moschea" di Mazara del Vallo sita in via S. Francesco 13, si tratta di un piccolo edificio a due piani che da circa 20 anni è l'unico luogo di culto per la grande comunità di religione musulmana rappresentata da maghrebini, slavi, somali ed altre nazioni residenti in Città.

"Cerco quotidianamente –ha detto- un lavoro presso qualche impresa peschereccia o anche in altre attività importante che siano oneste. Mi chiedono sempre la stessa cosa e cioè di tagliarmi la barba, spiego loro che per il mio ruolo di imam non posso, la legge coranica non me lo consente. Eppure –ha spiegato Ridha Naes- ho studiato ed ho lavorato in questo settore; la mia è stata sempre una famiglia di pescatori, mio fratello morto in mare in un peschereccio tunisino affondato. Ho difficoltà a vivere, non posso mandare dei soldi alla mia famiglia in Tunisia, vivo grazie solo a degli aiuti che mi danno dei fratelli che vengono a pregare in moschea, ma è davvero poco". (chi ha la possibilità di dare un lavoro al giovane Ridha Naes può chiedere di lui presso la "moschea" o rivolgersi alla nostra redazione).

Ridha Naes ammette l'esistenza di un pregiudizio diffuso nei confronti dei musulmani: "purtroppo viene spesso legata la figura di un musulmano ad un possibile terrorista, in questo periodo inoltre questo sentimento sembra diffuso a causa delle violenze commesse dall'esercito dell'Isis. Voglio ricordare che il Corano e la legge islamica vede tutti fratelli, cristiani e musulmani in particolare perché crediamo in un solo Dio".

Francesco Mezzapelle

18-01-2015 13,00

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