Mazara, “far west “in via Adria (ed in Città): “comitato criminale organizzato”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
16 Settembre 2014 07:28
Mazara, “far west “in via Adria (ed in Città): “comitato criminale organizzato”

Inutili gli allarmi, gli appelli alle istituzioni, lo Stato in bolletta non potenzia gli organici, né adegua il numero di agenti di polizia e di carabinieri a una città che vede moltipli- care i casi di microcriminalità.

In questo contesto l'utilizzo di tecnologie, quali la videosorveglianza, si dimostrano inefficaci di fronte a leggi garantiste che tutelano quanti commettono crimini reiteratamente. Così avviene che la criminalità, non comprendiamo perché ancora si continui a definirla "micro" quando si è in presenza di una rete organizzata, prenda in mano alcune vie e piazze della città dove quotidianamente avvengono scippi, rapine e furti in generale.

Il caso più esemplare è quello di via Gian Giacomo Adria (vedi foto), l'importante arteria che collega il porto canale a corso Vittorio Veneto. Sono tartassati quanti abitano o esercitano le loro attività in quella via. Qualche giorno fa è stata scippata una turista che nel modo di difendersi si è fatta male ad una spalla, pochi giorni prima una coppia di anziani residenti nella vicinissima via San Francesco è stata inseguita e scippata. Alcuni mesi fa un cittadino che ha un'attività di compravendita di oro è stato seguito all'uscita del suo negozio e minacciato con una pistola ed inseguito e costretto a lasciare l'incasso al malvivente che certamente, come negli altri casi di criminalità avvenuti nella zona, gode della copertura di una rete di persone, sarebbero giovani immigrati; insomma esiste in quella zona e fino a piazza Regina una vero e proprio "comitato del crimine".

A ferro ed a fuoco sono state messe le abitazioni, molte abitate da pensionati, e gli esercizi commerciali che hanno ricevuto la sgradita visita di questi "bravi ragazzi" subendo furti per decine di migliaia di euro; i criminali sono abili esperti ad aprire perfino le saracinesche senza apportare nessun danno: dei veri professionisti del mestiere. Sono scattate pure le denunce alle forze dell'ordine supportate anche da riprese di telecamere private poste a sorveglianza dei negozi, purtroppo per gli inquirenti le riprese delle malefatte non possono essere utilizzate in quanto le azioni criminose sono condotte dai criminali indossando cappellini, occhiali scuri e felpe col cappuccio che non ne permetterebbero il riconoscimento, eppure sembrano sempre gli stessi personaggi ma le autorità giudiziarie non danno autorizzazione a procedere.

Anche quando avvengono i fermi spesso il giorno dopo il malvivente, a causa dicevamo di leggi troppo garantiste, viene rilasciato e ritorna alla sua vita normale, cioè a delinquere. Abbiamo sentito alcuni di questi abitanti e commercianti vittime di furti e rapine, non vogliono che si facci il loro nome, hanno fatto le denunce ma dicono di sentirsi a rischio di ritorsioni da parte di questi criminali organizzati.

Così i cittadini residenti ed esercenti in via Adria chiedono di incontrare il primo cittadino mazarese e vogliono rivolgersi al Prefetto di Trapani stanchi di questa situazione; diversi esercventi sono pronti a trasferire altrove le loro attività.  Ormai il fenomeno ha assunto le dimensioni di una vera e propria piaga sociale, non si registrano più casi isolati e sporadici ma scippi e furti in città sono all'ordine non più giornaliero ma orario.

In questo scenario si spiegherebbero anche le brutte avventure di cittadini e visitatori ed anche la recente che ha visto protagonista il sindaco Nicola Cristaldi alla vigilia di Ferragosto quando uno di questi criminali operante nel centro storico gli ha portato via il borsello con all'interno la sua pistola regolarmente registrata e recuperata dalle forze dell'ordine alcuni giorni dopo attraverso una non meglio specificata operazione.

Purtroppo si parla sempre della tanto attesa videosorveglianza comunale, ma non stiamo rischiando, tutti, di presentarla come la soluzione (sarebbero previste 32 telecamere in tutto) del problema microcriminalità quando sarebbe soltanto uno strumento di deterrenza che a quanto pare però serve davvero a poco?

Francesco Mezzapelle

16-09-2014 9,15

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