Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera inviata dal Comitato per il no. Ecco quanto si legge:
Egregio Sig. Presidente, Le scriviamo in qualità di Comitato “Mazara del Vallo per il No”, animati da un profondo senso di responsabilità civica e dal fermo convincimento che la prossima consultazione referendaria del 22 e 23 marzo debba svolgersi nel segno della massima partecipazione e inclusività. Il diritto di voto, sancito dall’articolo 48 della Costituzione, rappresenta il fondamento della vita democratica del nostro Paese e il principale strumento di partecipazione dei cittadini alla determinazione delle scelte collettive.
Proprio in virtù di tale principio, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua autorevole attenzione una criticità che, a ogni tornata elettorale, rischia di tradursi in una forma di astensionismo involontario e forzato. Ci riferiamo all’impossibilità, per oltre 5 milioni di cittadini fuori sede (tra cui studenti e lavoratori), di esercitare il proprio diritto di voto senza dover affrontare lunghi e onerosi spostamenti verso i comuni di residenza, con costi economici spesso insostenibili. Una condizione che finisce, di fatto, per limitare l’effettiva universalità del diritto di voto e per creare una disparità tra cittadini. Alla luce di quanto esposto, il Comitato che rappresentiamo Le rivolge un rispettoso appello affinché, nel Suo ruolo di custode della Costituzione e garante dell’unità nazionale, voglia farsi portavoce di questa istanza presso le sedi competenti, promuovendo: – la predisposizione di procedure d’urgenza che consentano agli elettori fuori sede di votare nel comune di temporanea dimora per motivi di studio o di lavoro; – l’implementazione di seggi speciali o di modalità di voto alternative, quali il voto per corrispondenza o strumenti digitali sicuri, in grado di ridurre le barriere geografiche ed economiche; – la piena ed effettiva uguaglianza tra tutti i cittadini, evitando che l’esercizio del diritto di voto diventi un privilegio subordinato alla disponibilità economica di sostenere un viaggio. Signor Presidente, una consultazione referendaria chiamata a incidere sul futuro dell’ordinamento e delle leggi dello Stato non può prescindere dal contributo di chi, pur vivendo temporaneamente lontano dal proprio comune di residenza, partecipa quotidianamente alla crescita economica, sociale e culturale del Paese. Considerata la natura del referendum, privo di quorum, nel quale anche un singolo voto può risultare determinante, confidiamo nel Suo autorevole intervento affinché nessun cittadino sia posto nella condizione di dover scegliere tra il proprio percorso di studio o professionale e l’adempimento di un fondamentale dovere civico. Con i sensi della nostra più alta stima e deferente osservanza.