Mazara, canile comunale in immobile confiscato alla mafia. Approvato il progetto

La Giunta Quinci chiede finanziamento da oltre 3 milioni di euro. Il canile in c/da Bianca: ospiterà circa 200 cani

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Aprile 2022 12:15
Mazara, canile comunale in immobile confiscato alla mafia. Approvato il progetto

La Giunta comunale di Mazara del Vallo con delibera n.41 del 21 aprile ha approvato, su proposta dell’assessore comunale ai Lavori Pubblici Michele Reina, il progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di un canile municipale, adibito a rifugio per il ricovero, in un bene confiscato alle mafie, sito in c/da Bianca (vedi foto di copertina). I progetti dell’opera, su un’area di circa 20.000 mq, sono i tecnici comunali arch. Tatiana Perzia e il geom. Salvatore Ferrara.

Si legge nella delibera: “ …è intendimento di questa Amministrazione Comunale partecipare all’avviso pubblico di cui al D.D.G. n. 264/2021 del 23/11/2021 - Agenzia per la Coesione Territoriale, avente ad oggetto : Interventi speciali per la coesione territoriale – Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU;

…- l’importo del progetto di che trattasi, complessivamente ammonta a €. 3.300.000,00 di cui €. 2.320.849,59 per lavori compreso oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso ed €. 1.009.150,41 per somme a disposizione dell’Amministrazione

…INCARICARE il Dirigente del 3° Settore ed il R.U.P. - Geom. Mario D’Agati di adottare tutti gli atti gestionali consequenziali necessari per la presentazione, a mezzo portale telematico, all’Agenzia per la Coesione Territoriale di cui all’Avviso pubblico di cui al D.D.G. n. 264/2021 del 23/11/2021, con scadenza fissata per le ore 12,00 del 22/04/2022, finalizzata all’ammissione a finanziamento pubblico”.

Il progetto una volta realizzato potrebbe far fronte al problema del randagismo imperversante in Città negli ultimi anni e sul quale diverse volte la nostra redazione ha sollevato anche i costi economici. Per farsi un’idea del costo economico, oltre che sociale del fenomeno, basta guardare alcune ultime determine dirigenziali. La determina firmata lo scorso 22 dicembre, la n.2897, da parte della dott.ssa Maria Stella Marino, dirigente del Settore finanziario del Comune di Mazara del Vallo, prevede nell’ambito di un capitolo di spesa per il 2021 di circa 129mila euro, la liquidazione delle fatture n.

81 del 04/10/2021 e n. 87 del 02/11/2021 della ditta RI.CA.RA. s.r.l., per il servizio di accalappiamento cani per 60 interventi, trasporto, custodia, mantenimento e cure sanitarie veterinarie di n.165 cani randagi rinvenuti nel territorio comunale di Mazara del Vallo per un periodo di sette mesi; l’importo complessivo delle due fatture è di circa 33.000 euro. Alla suddetta determina dobbiamo aggiungere anche un’altra determina, la n. 2893, anch’essa firmata ieri dalla stessa dott.ssa Marino attraverso la quale si prevede, nell’ambito di un capitolo di spesa per il 2021 di quasi 40.000 euro, la liquidazione della fattura n.1692/PA del 03/11/2021, per l’affidamento alla associazione ENPA di volontariato di tutela degli animali per un rapporto di collaborazione e di supporto alla gestione del Rifugio Sanitario Municipale (che attualmente è in grado di ospitare temporaneamente un massimo di 77 cani), sito in C/da Affacciata via R. Ballatore; l’importo complessivo della fattura è di 6.651,66 euro.

Circa 500 cani randagi sono stati sterilizzati dal Servizio Veterinario dell’Asp di Trapani all’interno del laboratorio del Rifugio sanitario comunale per cani di Mazara del Vallo mentre sono circa 430 i cani che nell'ultimo biennio da Mazara del Vallo sono stati adottati tramite le associazioni animaliste per lo più nel nord Italia. Come noto, i cani che non possono essere reimmessi nel territorio, non adottati e non più trattenibili nel Rifugio Sanitario vengono affidati alla struttura Ricara di Caltanissetta con costi di mantenimento e custodia a carico del Comune: migliaia di euro l’anno. La realizzazione di un grande canile consentirebbe pertanto di azzerare questi costi grazie alla presenza di una struttura comunale in loco.

Nella relazione tecnica allegata al progetto (anch’essa pubblicata sul sito del Comune di Mazara del Vallo) del suddetto canile comunale previsto in contrada Bianca si legge:

Ai sensi dell’art. 11 della L.R. n. 15/2000 il Comune di Mazara del Vallo intende realizzare un canile destinato a rifugio per il ricovero dei cani essendo la città dotata di un rifugio sanitario funzionante. Il canile sarà realizzato in un terreno appartenente all’Amministrazione dello Stato per effetto di una sentenza di confisca di beni dell’autorità giudiziaria e assegnato al Comune di Mazara del Vallo con provvedimento prot. n. 43.924 del 04/12/2003 emanato dal Direttore Centrale dell’Agenzia del Demanio.

Il lotto di terreno si trova in c.da Bianca, è raggiungibile dalla SS115 e dista dall’area urbana della città circa 6 km. Il lotto terreno è pianeggiante ed è iscritto nel NCEU nel foglio di mappa n. 97, particelle nn. 43-59-64-70-72-74 con una superficie complessiva di circa di mq 20.000,00. Il lotto di terreno ricade in zona agricola E1 e parte tracciato metanodotto e la destinazione urbanistica è compatibile con la realizzazione di box destinati alla presenza stanziale di cani e alla realizzazione di manufatti destinati alle attività di gestione del canile. Le nuove costruzioni da destinare ai servizi di gestione del canile-rifugio per il ricovero (edificio uffici, ambulatorio, sala tolettatura, capannoni box cani, ecc.) rispettano le norme tecniche di attuazione del PRG e saranno posizionati adeguatamente distanziati tra di loro e con distanza dai confini del lotto di oltre m 10,00.

L’area destinata alla realizzazione del canile confina a nord-est con una strada di campagna, a sudovest con altre particelle facenti parte del lotto di confisca di beni dell’autorità giudiziaria assegnato al Comune di Mazara del Vallo, a nord-ovest e a sud-est con altro terreno agricolo di proprietà di altre ditte. Il progetto del canile destinato a rifugio per il ricovero prevede la realizzazione di n. 3 edifici e n. 3 capannoni per la custodia dei cani ed ampi spazi verdi.

Sarà realizzata al confine dell’intero lotto il prolungamento di una strada esistente di collegamento con la SS115, all’interno saranno realizzate adeguate vie di ingresso e circolazione nell’area per consentire l’accesso agli utenti, ai fornitori e agli addetti ai lavori; saranno realizzati adeguate aree destinate a parcheggio nonché aree di carico e scarico collocate in modo da arrecare il minore fastidio possibile agli animali presenti nel canile. I criteri dell'attività di progettazione, in termini di benessere degli animali ospitati, sono stati assunti per garantire ampi spazi di vivibilità degli animali all'interno dei recinti a loro destinati, con strutture inserite in un habitat naturale ricco di verde ed in termini di sostenibilità all’insegna

del rispetto ambientale attraverso la collocazione sul lato esposto a sud dei capannoni di pannelli fotovoltaici per il fabbisogno energetico dell’intera struttura. Per quanto riguarda gli aspetti normativi il progetto fa riferimento al D.P.R.S. 12 gennaio 2007, n. 7 “Regolamento esecutivo dell'art. 4 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 15”. Il progetto propone la detenzione dei cani in recinti/box accorpati a gruppi di 4 per un totale di n. 192 cani.

Il rifugio per il ricovero è una struttura destinata al ricovero di animali randagi che hanno favorevolmente superato il periodo di osservazione presso un rifugio sanitario e dovendo gli animali permanere in questa struttura per un periodo più lungo, rispetto ad un rifugio sanitario, essa sarà dotata di box di adeguate dimensioni, non trascurando la necessità di disporre comunque di un certo numero di box di isolamento, destinati appunto a ricoverare soggetti che possono ammalarsi durante il periodo di permanenza nel canile.

Per il rifugio per il ricovero dei cani è prevista la presenza di:

- un’area sanitaria costituita da:

un locale adibito ad ambulatorio con dotazione strumentale sufficiente a fare fronte a tutti gli interventi medico-veterinari erogati in una struttura di pronto soccorso; un locale adibito al ricovero, cura ed osservazione dei cuccioli; una zona di isolamento dei soggetti ospitati che consenta la custodia, l’osservazione e la cura individuale delle patologie conclamate una zona dedicata all’osservazione dei soggetti in ingresso adeguata cella frigorifera per il temporaneo stoccaggio degli animali morti, per il successivo smaltimento in accordo alla vigente normativa;

- un’area destinata ai servizi costituita da:

parcheggio; locale di accoglienza; locale amministrativo; locale spogliatoio con servizi igienici per gli addetti; deposito e dispensa, locale per le operazioni di pulizia, lavaggio e disinfezione dei materiali e delle attrezzature; locale adibito alla pulizia e lavaggio degli animali;zona riservata alle operazioni di carico e scarico. L’area destinata ai servizi amministrativi e al deposito sarà funzionalmente separata dall’area di confinamento degli animali e il suo accesso dall’esterno sarà funzionalmente separato da detta zona di confinamento così come lo sarà la zona parcheggio per gli automezzi e la zona per le operazioni di carico e scarico.

L’area destinata al ricovero dei cani del rifugio per il ricovero comprenderà:

una zona di isolamento in cui saranno presenti n. 6 box chiusi, costituiti da una superficie coperta perimetrata da pannelli che impediranno la messa a fuoco dell’orizzonte visivo, realizzati in maniera da impedire la possibilità al singolo soggetto di entrare in contatto con gli altri animali; una zona di confinamento in cui saranno presenti n. 42 box aperti, costituiti da una zona di riposo di 6 mq (3x2), coperta e chiusa su tre lati, e da un’area esterna aperta e recintata di 12 mq (3x4),in parte riparata da una tettoia (2 m lineari); una zona esterna recintata provvista di zona d’ombra situata in prossimità dei box aperti, nella quale gli animali potranno muoversi liberamente individualmente o in gruppo, conformemente ai loro bisogni etologici.

Tutti i box, (in cui non deve essere superato il limite di 4 animali) saranno dotati di porta in modo da consentire il confinamento del cane ospitato nella parte coperta o in quella aperta, e quindi consentire la pulizia e la disinfezione dei box. I divisori tra i box saranno costruiti in modo che i cani non si feriscano l’uno con l’altro e la recinzione avrà maglie con luce non superiore a 2 cm per lato. Pertanto nella zona di isolamento del rifugio per il ricovero al massimo potranno essere ricoverati 6 cani, mentre nella zona di confinamento dei box aperti al massimo potranno essere ricoverati 168 cani.

I tre capannoni al cui interno troveremo in ognuno n. 16 box, saranno realizzati con struttura portante in muratura e copertura a falde con capriate metalliche, le strutture dei box, sia aperti che chiusi, saranno realizzate con elementi in acciaio scatolare e pannellatura con pannelli metallici coibentati prefabbricati.

I tre capannoni saranno dotati di tre impianti fotovoltaici installati su una falda del tetto esposta a sud. Le medesime strutture saranno dotate anche di un impianto solare autonomo per produzione di acqua sanitaria (circa 250 l/giorno a 40 °C) del tipo a circolazione naturale”.

Francesco Mezzapelle 

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