Mazara, A ditta esterna la riscossione dei tributi. Scelta politica: quali vere ragioni? Depotenziato ad hoc l’ufficio comunale?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
02 Novembre 2016 23:46
Mazara, A ditta esterna la riscossione dei tributi. Scelta politica: quali vere ragioni? Depotenziato ad hoc l’ufficio comunale?

Ha destato molte discussioni, soprattutto sui social network, la nota diramata nelle scorse ore dal Comune attraverso la quale si annuncia la pubblicazione nell’albo pretorio online e nella sezione Amministrazione Trasparente del portale www.comune.mazaradelvallo.tp.it, la delibera n. 153 del 2016 approvata dalla Giunta Municipale presieduta dal Sindaco on. Nicola Cristaldi, per la presa d’atto del capitolato speciale d’appalto per l’affidamento all’esterno del “Servizio di gestione, accertamento e riscossione coattiva di tutte le entrate comunali non prescritte e del servizio di supporto all’attività di accertamento e riscossione di tutte le entrate comunali”.

L’esternalizzazione del servizio di gestione, accertamento e riscossione coattive delle entrate comunali era stata approvata dalla Giunta Cristaldi il 4 agosto 2015 ed approvata dal Consiglio Comunale il 19 ottobre 2015 nonostante il parere contrario del Collegio dei Revisori dei Conti (così come avvenuto nei giorni scorsi con il rendiconto di esercizio del 2015).

Nella suddetta nota si legge che:Il capitolato speciale d’appalto è stato inviato alla Centrale Unica di Committenza di Castelvetrano, alla quale il Comune di Mazara del Vallo aderisce unitamente alle Città di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna, per l’espletamento della gara d’appalto.La durata della concessione è di sei anni.L’importo di gara complessivo presunto a base d’asta ammonta a 9 milioni 850 mila euro oltre Iva ed è calcolato in base:- All’aggio del 3,5% spettante alla società concessionaria per il supporto al servizio di riscossione di tutte le entrate comunali.

Tale aggio è calcolato sul totale delle emissioni per tutta la durata dell’appalto.- All’aggio dell’8% delle somme riscosse anche per le annualità arretrate con riscossione coattiva sulla base dei residui attivi (crediti non prescritti).- All’aggio del 18% sul recupero dell’evasione/elusione.

Ma per comprendere come l’esternalizzazione dei tributi abbia aperto un solco più che politico nel secondo mandato del sindaco Nicola Cristaldi bisognerebbe tornare alla infuocata serata del 19 ottobre del 2015 in Consiglio comunale, quando è stato discusso ed approvato il punto all’ordine del giorno relativo alla delibera n.118 del 4 agosto approvata dalla Giunta Cristaldi.

A votare favorevolmente l’atto, con 14 voti contro i 12 contrari dell’opposizione, era stata buona parte dei consiglieri della maggioranza che appoggia l’Amministrazione Cristaldi: Luigi Firenze, Sara Provenzano, Joselita D’Annibale, Stefania Marascia, Giampaolo Caruso, Viviana Impeduglia, Giuseppe Tumbiolo, Giuseppe Giacalone, Nino Zizzo, Vito Foderà, Isidonia Giacalone, Tonia Pernice. Eccezionalmente a votare l’atto era stato anche il presidente del Consiglio comunale Vito Gancitano che quasi sempre si astiene nelle votazioni.

Facile immaginare che per la sua approvazione alla maggioranza sarebbero serviti anche voti dell’opposizione, ed almeno qualche assenza in queste fila. Ed è qui che emergono alcune considerazioni politiche importanti. Infatti ai 13 voti di consiglieri della maggioranza si aggiunse il voto di Francesco Foggia che in teoria farebbe parte dell’opposizione, aderendo al Psi di Nino Oddo, ma in pratica spesso, anche se indirettamente, appoggia l’Amministrazione Cristaldi con la quale collabora in alcune iniziative “sociali”.

Ovviamente rappresentando un’iniziativa fortemente voluta dal sindaco Cristaldi i suoi fedelissimi erano “chiamati alle armi”. Le motivazioni per il voto favorevole furono espresse in aula dall’assessore comunale al Bilancio e Finanze Vito Billardello, riportate poi in una nota: “Pagare tutti per pagare meno! E’ una frase che sentiamo ripetere spesso e che adesso finalmente potremo mettere in pratica con l’esternalizzazione del servizio di riscossione di tutte le entrate tributarie, nonché del servizio di accertamento.

Con l’esternalizzazione –spiegò Billardello- puntiamo ad incassare gran parte delle risorse dai contribuenti che hanno un’elevata capacità patrimoniale e reddituale. Ciò ci consentirà di attuare una più forte politica sociale prevedendo maggiori agevolazioni ed esenzioni dal pagamento dei tributi per i soggetti senza reddito o con redditi bassi. Con l’esternalizzazione del servizio di riscossione ed accertamento di tutte le entrate, inoltre, non ci sarà nessun costo aggiuntivo per il Comune, così come prevede la legge.

Né ci sarà alcuna somma aggiuntiva per i cittadini nella bollettazione. Anzi, prevediamo maggiori ricavi che ci consentiranno di mettere in campo ulteriori azioni tendenti a migliorare i servizi resi ai cittadini. Obiettivo prioritario -sottolineò l’assessore Billardello- è riscuotere gran parte dei circa 34 milioni di euro di residui attivi (crediti vantati dal Comune per mancate entrate tributarie ed extratributarie). Quanto incassato entrerà direttamente nelle casse del Comune.

Pertanto sarà un’attività a rischio zero con innumerevoli vantaggi, compreso quello per i cittadini di potere continuare ad usufruire delle varie agevolazioni inerenti la rateizzazione e l’incremento delle esenzioni per le fasce reddituali più basse. L’Ufficio Tributi del Comune – concludeva Billardello – continuerà ad esercitare un importante compito di supporto alle attività esternalizzate”.

L'opposizione però preannunciò un esposto alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica al fine di capire i motivi dell’approvazione della delibera da parte dei Consiglieri che l’hanno votata favorevolmente nonostante i due pareri contrari dei Revisori dei Conti del Comune che hanno evidenziato serie perplessità sulla convenienza dell'operazione per le casse comunali.

Continuando l’analisi politica a seguito dell’approvazione dell’atto deliberativo, emerse chiaramente (in verità già da qualche tempo era evidente) uno strappo importante di un gruppo della maggioranza dalle direttive del Sindaco. Infatti a votare contrari l’atto, insieme all’opposizione, sono stati i tre consiglieri comunali Giorgio Randazzo, Nicola Norrito e Giuseppe Di Gregorio. Crediamo, vista l’importanza dell’atto, che anche l’assenza quella sera di altri due consiglieri di maggioranza, Pietro Ingargiola ed Emanuela Alagna, non fosse stato un caso. Successivamente a quella seduta Norrito, Randazzo, Di Gregorio ed Ingargiola presero le distanze dalla maggioranza cristaldiana costituendo il gruppo indipendente “Scelta Libera”.

Intrigato anche il discorso per l’opposizione fra i quali votarono contrari all’atto: Andrea Burzotta, Giacomo Mauro, Valeria Alestra, Antonino Gaiazzo, Pasquale Safina, Giacomo Cangemi, Matteo Bommarito, Nino Arena (anche lui come Foggia aderente al Psi) e Nicola La Grutta. All’opposizione sarebbe stato molto utile il voto degli assenti: Teresa Diadema (che nel febbraio 2016 sarebbe stata eletta nuovo segretario cittadino del Pd) e Giovanni Iacono Fullone; la Diadema presentò un certificato medico attestante l’impossibilità a prendere parte alla seduta in quanto fuori sede per un intervento chirurgico.

A tenere alto il vessillo del Pd fu però Giacomo Mauro (oggi capogruppo del PD che ha visto l’ingresso del consigliere Pasquale Safina) che in aula nel corso del dibattito ricordò ai colleghi che "l'articolo 239 del Testo Unico degli Enti Locali prevede per i consiglieri l'obbligo di motivare il voto in difformità al parere dei revisori", cosa che però non era avvenuta.

Insomma la serata del 19 ottobre 2015 evidenziò che maggioranza che aveva portato all’elezione il sindaco Cristaldi non esisteva più di fatto, e l’Amministrazione era stata “aiutata” da alcuni elementi dell’opposizione.

Ritornando all’atto approvato, adesso il Comune dovrebbe avvalersi, attraverso un bando pubblico da espletare, di una società specializzata nelle attività di riscossione coattiva dei tributi e delle entrate. In merito alla presunta società che andrebbe a ricoprire il servizio non mancano certe voci circolanti in Città secondo le quali sarebbe già pronta una società creata ad hoc per potersi accaparrare la gara di appalto. Saranno solo voci…

Gli interrogativi pertanto riguardano la possibilità di un preventivato depotenziamento dell’Ufficio Tributi del Comune vista l’intenzione di esternalizzare il Servizio. Quanto costerà alla comunità tale scelta (ricordiamo che i revisori hanno espresso parere negativo sulla delibera)? Ricordiamo che la delibera di giunta n. 140 del 2015, relativa all’integrazione oraria dei dipendenti precari, predisposta dalla dirigente Marino, per il potenziamento di taluni uffici e servizi di rilevanza strategica: L’integrazione oraria dei precari riguardò diversi uffici, eccezione fatta per l’ufficio tributi. Dimenticanza voluta? (in foto il complesso di Sant'Agnese sede degli uffici finanziari e dei tributi dedl Comune di Mazara) 

Lo scorso 1 ottobre in un comunicato del Pd mazarese nel quale si criticava l’accavallamento delle scadenze tributarie per i cittadini concentrato nell'arco di poche settimane si leggeva: “…Oltretutto sono tanti i contribuenti che, legittimamente, si recano presso gli uffici tributi per chiarimenti o per chiedere ulteriori rateizzazioni, determinando code interminabili con appuntamenti fissati fino a febbraio del prossimo anno. Tutto ciò causato dalla volontà dell' amministrazione di svuotare gli uffici del personale, che, essendo insufficiente, non riesce a far fronte all' enorme carico di lavoro. Non si è infatti voluto potenziare l'ufficio tributi con le risorse umane necessarie, puntando solo all'esternalizzazione del servizio - portandone in Consiglio la relativa delibera - ma non ancora partito”.

Ancor più duro era stato il comunicato del Pd mazarese del 25 ottobre 2015 (quando ancora non era stata eletta la nuova segreteria) che definiva così la scelta di esternalizzate il servizio di riscossione dei tributi: “miope e scellerata, ingiusta e iniqua per i cittadini, dispendiosa per il Comune e umiliante per gli stessi dipendenti comunali che potrebbero assolvere al servizio se messi nelle condizioni di poterlo fare. La spiegazione di tale scelta da parte dell’amministrazione consiste nel fatto che ci sono più di 34 milioni di residui attivi, fra tasse e tributi locali, che l’Ente non riesce a riscuotere e che bisogna assolutamente far entrare nelle casse comunali.

I motivi per cui non si riesce ad incassare questa ingente somma di denaro, ai quali stranamente l’amministrazione non fa riferimento, sembrano essere la mancanza di una formazione adeguata e la riduzione del personale competente.Perché allora non si procede ad un aggiornamento e ad un incremento del personale piuttosto che ricorrere all’esternalizzazione del servizio? Perplessità fra l’altro manifestata dal Collegio dei Revisori dei Conti che, con nota del 27.08.2015 prot.

gen. 51553, chiedeva l’integrazione della relazione, oggetto di parere, circa il prospetto comparativo dei costi che l’ente avrebbe sostenuto per l’assunzione di personale specializzato. Richiesta inevasa che ha determinato il parere negativo dello stesso Collegio.Il progressivo depotenziamento dell’ufficio tributi, nel corso degli ultimi anni, dimostra chiaramente la volontà premeditata dell’amministrazione Cristaldi di affidare all’esterno la riscossione degli stessi.Quali interessi ci sono dietro? Si vuole forse creare l’ennesimo carrozzone clientelare in vista della prossima campagna elettorale? Quale ragione ha spinto il Consiglio comunale ad adottare una così importante deliberazione con il parere negativo del Collegio dei Revisori dei Conti? Tra l’altro all’interno del provvedimento non solo manca l’analisi costi-benefici ma non viene indicata nemmeno la percentuale che verrà data alla ditta che si aggiudicherà il servizio per il suo svolgimento.Il problema dell’evasione fiscale posto strumentalmente dall’amministrazione è un problema serio e che va affrontato da una prospettiva completamente diversa.

Il risanamento dei conti del Comune e l’equità fiscale cominciano innanzitutto da un rapporto corretto tra amministrazione e cittadini. È necessaria una pacificazione con gli utenti morosi che per difficoltà oggettive non riescono a pagare i tributi. Bisogna prima di tutto chiedersi perché alcuni cittadini non riescono ad adempiere a questo dovere e creare di conseguenza le condizioni per cui chi si trova in difficoltà possa essere aiutato. Solo così è possibile ricostruire il patto sociale su cui si fonda la nostra comunità.

Se poi si vogliono scovare davvero i furbetti del fisco il Comune ha già tutti gli strumenti necessari per farlo.L’amministrazione Cristaldi invece ha scelto di mettere le mani nelle tasche dei cittadini e svuotarle fino dell’ultimo centesimo. Come se i cittadini fossero delle mucche da mungere”.

Sulla questione intervenne anche il Centro Studi La Voce che in una nota scriveva: “…a nostro parere, il ricorso all’esternalizzazione del servizio di riscossione di tutte le entrate tributarie, extra tributarie e patrimoniali del comune di Mazara del Vallo è frutto di conclamata incapacità della dirigenza burocratica, e anche della mancanza di indirizzi efficaci della classe politica con a capo Cristaldi. Questa strana scelta servirà a chiudere una gestione superficiale dell’ufficio tributi, in particolare le gravissime carezze nella riscossione dei fitti attivi, spesso andati in prescrizione, mentre si continuano a pagare fitti passivi per locali inutilizzati, come abbiamo denunciato più volte”.

Francesco Mezzapelle

3-11-2016 00,45

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