Intervista ad Alessandro Antinelli di Rai Sport su Nazionale, Balotelli, Tavecchio e sull’Oscar dello Sport 2014

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Agosto 2014 11:01
Intervista ad Alessandro Antinelli di Rai Sport su Nazionale, Balotelli, Tavecchio e sull’Oscar dello Sport 2014

Lunedì 25 agosto alle ore 21 in piazza della Repubblica si svolgerà la VI edizione dell'Oscar dello Sport 2014, evento organizzato dall'Amministrazione Cristaldi.

Fra le personalità che saranno premiate per essersi distinte nella stagione sportiva trascorsa vi è anche Alessandro Antinelli volto noto del giornalismo sportivo televisivo in quanto inviato di Rai Sport; Antinelli sarà premiato quale migliore giornalista dell'anno. Abbiamo contattato Antinelli il quale, in un intervallo di lavoro, è stato molto disponibile a parlare non solo del premio che ritirerà a Mazara del Vallo ma anche dei recenti avvenimenti calcistici considerato che per Rai Sport segue la Serie A e, ormai da 4 anni, la Nazionale.

Alessandro, sarai premiato con l'Oscar dello Sport come migliore giornalista dell'anno, ciò a compimento di una stagione molto ricca di impegni e che ti ha visto protagonista nel raccontare diversi eventi calcistici.

"Si, sono stato contattato da Pietro Ingargiola (ex assessore allos Sport ed oggi Presidente della Commissione consiliare Turismo e Sport), sono molto lusingato per questo premio che arriva appunto in una stagione molto impegnativa culminata con il Mondiale in Brasile. Un Mondiale che è andato male per i colori azzurri perché come tutti sanno siamo usciti al primo turno, noi di Rai Sport però siamo rimasti a seguire l'evento fino alla finale. Nonostante le continue critiche, la Rai ha seguito l'evento al meglio pur con i tagli da parte dello Stato garantendo un servizio pubblico a circa 20 milioni di italiani appassionati di calcio che hanno seguito la kermesse brasiliana.

Vi è una grande responsabilità al quale siamo chiamati noi giornalisti sportivi, vi sono onori ma soprattutto oneri. Il nostro dovere è quello di fare cronaca sportiva, obiettiva dei fatti raccontati, in Brasile abbiamo fatto un ottimo lavoro. Per me è stato il terzo mondiale con la Rai ed oltre alla cronaca sportiva ho cercato di far conoscere un Paese come il Brasile, era stato così anche per il Sudafrica nel 2010, con la sua gente, i suoi costumi, la vita in generale, che, purtroppo, molti italiani non potranno mai visitare; quindi abbiamo fatto anche cultura, questo rappresenta una delle responsabilità ma anche uno dei motivi per il quale mi piace far questo lavoro".

Parlando specificatamente del Mondiale, perché l'Italia è andata così male? Cosa è stato sbagliato?

"Ho seguito il Mondiale fino alla fine, ho osservato da vicino quasi tutte le squadre e posso dire che l'Italia avrebbe perso contro il 90% delle squadre partecipanti. Anche la prima partita contro l'Inghilterra l'avremmo persa se nella panchina inglese vi fosse stato un tecnico più accorto di Hodgson. Sono stati evidenti i nostri limiti dal punto di vista fisico, a mio parere è stata sbagliata la preparazione a Coverciano, come è possibile che ragazzi poco più che ventenni come Verrati ed Immobile accusino crampi dopo aver giocato un tempo? Al contrario delle ottime spedizioni in Polonia-Ucraina (Europei 2012) e Confederations Cup (Brasile 2013), vi sono state scelte sbagliate da parte di Prandelli, prendi ad esempio Cassano, lo porti al Mondiale e lo fai giocare solo 20 minuti, allora non lo porti o no? Per non parlare anche del ritiro in un resort con molta gente al seguito 5 giorni prima di giocare la partita decisiva con l'Uruguay.

Tutte scelte, a mio avviso, sbagliate"

Uno dei maggiori imputati, anzi forse il numero uno, della debacle in Brasile è stato Balotelli, adesso è arrivata la notizia del suo passaggio dal Milan al Liverpool. Qual è la tua opinione in merito.

"Sappiamo del suo screzio con Prandelli nell'intervallo della partita contro l'Uruguay e dell'attacco dei senatori della Nazionale in difesa di Prandelli. Ma Balotelli i problemi li ha sempre creati, in tutte le squadre dove ha giocato. E' un cavallo di razza, il migliore attaccante italiano come mezzi tecnici ma non ha mantenuto la crescita caratteriale, non basta avere i numeri, da qui spiegata la deflagrazione al Mondiale. Già quando era al Manchester City Balotelli finiva sui tabloid inglesi per fatti non sportivi ma soffriva meno la pressione e giocava, ricordo che ha vinto un campionato con Mancini.

Sono sicuro che a Liverpool risentirà meno della pressione e probabilmente giocherà una grande Premier League, non so però se sarà al centro del progetto della nuova Nazionale di Conte al quale nella conferenza stampa di presentazione ho fatto una domanda in merito e mi ha risposto che prioritariamente nel fare le scelte guarderà al valore dell'uomo oltre che ai valori tecnici".

Come giudichi la scelta di Antonio Conte alla guida della Nazionale?

"E' perfetto per guidare la Nazionale, il migliore tecnico italiano in circolazione. Avrà la possibilità di lavorare considerato anche l'abbordabile impegno delle qualificazioni al prossimo Europeo ed anche in prospettiva del Mondiale in Russia".

E sull'elezione di Carlo Tavecchio come presidente della Figc? Non rappresenta certo il cambiamento da molti auspicato

"Tavecchio non è il cambiamento, rappresenta la vecchia nomenclatura del calcio italiano. Ho discusso anche con lui di questo. Aveva già vinto prima delle elezioni, ancor prima di presentare il suo programma, questo è un meccanismo molto italiano. Credo che non si sia mai visto che tutta la stampa chieda un cambiamento e sia contro ad un candidato alla Figc e questi invece vinca le elezioni nonostante le grosse polemiche per certe dichiarazioni nei giorni precedenti alle elezioni. Non ha fatto un passo indietro ed ha vinto grazie al presidente Lotito che lo sosteneva e che è riuscito a tenere saldo il 61% della coalizione a suo favore. Questa è una sconfitta epocale per i media, tv, giornali, radio, ne dobbiamo prendere coscienza".

Alessandro raccontaci, in breve, la tua carriera giornalistica

"Sono stato sempre un appassionato di sport. Fino ad 8 anni fa, quindi a 32 anni, giocavo a pallavolo in Serie C, sfruttavo anche la mia altezza di 1,91. Prima ho lavorato in radio, dal '93 al 2000, poi per ben 9 anni ho lavorato come precario alla Rai, questo voglio sottolinearlo perché non si è raccomandati se si lavora tutti questi anni da precario, ho fatto molta gavetta con Rai Sport fino al contratto firmato nel 2009. In particolare, seguo da vicino la Nazionale, come inviato a bordo campo durante le partite, inoltre seguo il posticipo della Serie A la domenica sera.

Non hai mai svelato la tua passione per qualche squadra di Serie A

"E non lo farò, a Roma però, chi mi conosce bene, sa per quale squadra tifo ma la mia non è una religione bensì un fatto di piacere. I tifosi laziali credono che io sia romanista, i romanisti credono che sia laziale, gli interisti credono che sia juventino, insomma vuol dire che riesco a rimanere imparziale. In un ambiente pieno di faziosi con il mio lavoro potrei non valere niente qualora evidenziassi di tenere per una squadra, ti triterebbero"

Quale consigli daresti ad un giovane aspirante giornalista sportivo?

"Innanzitutto deve avere e lavorare con molta passione in un ambiente che è difficile, deve sentirsi un privilegiato nello svolgere questo lavoro. Deve però non sentirsi protagonista ma raccontare i fatti così come si svolgono pur mettendoci del proprio, deve sentirsi ed essere utile a quanti lo seguono rimanendo ovviamente imparziale. Insomma serve molta serietà".

Allora ci vediamo a Mazara del Vallo il 25 agosto

"Si, non vedo l'ora di conoscerla, sarà la mia prima volta a Mazara del Vallo. Ringrazio ancora gli organizzatori per aver pensato a me nell'assegnare il premio. Un abbraccio ai lettori di primapaginamazara.it. Arrivederci a presto"

Francesco Mezzapelle

22-08-2014 12,45

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