In progetto Sportello Agroalimentare. Ma il pesce dov’è?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
18 Febbraio 2016 11:09
In progetto Sportello Agroalimentare. Ma il pesce dov’è?

Questa mattina è arrivato dal Comune un nota con attraverso la quale si annuncia “un investimento di 831 mila euro, interamente finanziato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per la ristrutturazione e riqualificazione del complesso dell’ex mercato ittico all’ingrosso di piazzetta dello Scalo (quello dove avveniva fino alla primavera del 2012 la caratteristica asta del pesce fresco), destinandolo a Sportello Agroalimentare.

Il progetto prevede con spazi espositivi dei prodotti tipici della terra e del mare e con la realizzazione di un ampio contenitore dove allocata fauna e flora marina tipica del mar Mediterraneo.

“Con l’attuazione di questo progetto, a costo zero per le casse comunali, doteremo la Città di un luogo di attrazione per turisti e visitatori, ma anche per seminari scientifici e di studio –ha detto l’Assessore comunale allo Sviluppo Economico Vito Vassallo annunciando che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato il suddetto finanziamento di 831 mila euro. “L’Amministrazione comunale –ha sottolineato lo stesso Vassallo- è riuscita a recuperare dalle risorse destinate al Patto Territoriale per l’Agricoltura, la Pesca e l’Agriturismo. Un finanziamento che rischiava di andare perduto per la messa in liquidazione della società Agriturpesca srl a cui è subentrata, nelle competenze di soggetto titolare del Patto Territoriale, l’ex Provincia di Trapani ora Libero Consorzio Comunale di Trapani”.

La Giunta Cristaldi, nel novembre 2014 aveva approvato il progetto tecnico esecutivo di ristrutturazione e riqualificazione del complesso dell’ex mercato ittico di piazzetta dello Scalo, redatto su incarico dell’Amministrazione dal geometra Salvatore Ferrara dell’ufficio tecnico comunale. Il quadro economico prevede circa 498 mila euro per lavori, dei quali 406 mila euro per lavori a base d’asta, 88 mila 500 euro per costo di manodopera non soggetto a ribasso, 3 mila 500 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso e circa 330 mila euro per somme a disposizione dell’Amministrazione. L'Amministrazione Comunale è al lavoro per avviare l'iter delle procedure di gara.

Insomma sarebbe anche un bel progetto qualora venisse non solo completato ma anche reso pienamente funzionale lo stesso sportello agroalimentare, magari messo in rete. Già il 27 novembre 2014 l’Amministrazione Cristaldi aveva annunciato questo progetto assicurando il suo completamento in vista dell’Expo 2015 infatti la nota concludeva con l’euforica affermazione: “In vista di Expo 2015 la Città si attrezza!”. Come avevamo previsto, alla chiusura dell’Expo, il 31 ottobre 2015, dello sportello agroalimentare in Città nessuna traccia.

Comunque speriamo che adesso l’opera possa essere completata e ciò anche in considerazione che la stessa struttura ha ospitato –come detto- per circa un ventennio la caratteristica asta del pesce fresco che attirava cittadini, commercianti, ristoratori e turisti. Nel maggio del 2012 l'Amministrazione Cristaldi, attraverso un atto firmato dall'allora assessore alla Pesca, Giovanni Quinci, decise di chiudere quei locali definiti -in una nota- "troppo onerosi per le casse comunali". Quindi la struttura in questione fu volontariamente chiusa .

Ciò provocò la reazione dei pescatori che vivono di quella attività che in quelle nuove condizioni non consentiva più gli stessi ricavi mettendo quasi in ginocchio l'economia di trenta famiglie. Incontrarono l'Amministrazione offrendo la disponibilità ad aumentare il canone per l'utilizzo della struttura, adeguata e vicina al luogo di sbarco del pesce e di ormeggio dei loro natanti, e per coprire i costi annuali per il suo mantenimento.

Perché nella redazione del progetto dello "sportello agroalimentare" che sorgerà nell'ex mercato ittico (vedi foto n.2) di piazzetta dello scalo non è stata presa in considerazione la possibilità di ripristinare l'asta del pesce fresco? (per renderci conto di cosa era il l'asta del pesce fresco basta cliccare sul link e vedere il video girato da un turista negli anni scorsi: https://www.youtube.com/watch?v=00TCNxxI30o ).

"Siamo costretti a vendere il pesce come gli abusivi, con il carrello in banchina ed in scarse condizioni igieniche" –a denunciarlo furono i proprietari dei piccoli motopesca "Celestino", "Nuova Stella", "S.Elisabetta", "Nuova Tilde Oscar", "Katiuscia", "Delfino" e "Luciano". Queste imbarcazioni effettuano l'attività di pesca giornaliera entro le 12 miglia. Per circa un ventennio questi pescatori, una volta sbarcato il pesce fresco, alle tre di ogni pomeriggio, hanno portato il pesce all'interno della struttura di piazzetta dello scalo (vedi foto) per la folcloristica asta del pesce. Adesso questi pescatori, con grande disagio, sono costretti a scendere il pesce e venderlo in banchina (vedi foto n.1) sotto la luce del sole o anche sotto la pioggia.

Ad occuparsi della struttura che ospitava il mercato del pesce negli ultimi anni è stato un "contrattista", Giuseppe Pantaleo, pagato al 70% dalla Regione e per il 20% dal Comune; lo stesso con note spese e documenti ha dimostrato che ogni anno le spese fra servizi vari e pulizia della struttura non superavano i 20.000 euro, una cifra ben al di sotto dei circa 100.000 euro di cui parlava l'Amministrazione in merito al mantenimento della struttura di piazza dello Scalo.

L'Amministrazione non ritornò indietro sulla sua decisione anzi dopo alcuni mesi, vedi una nota stampa del 12 febbraio 2013, annunciò la concessione in comodato d'uso gratuito alla sezione mazarese dell'Iamc-Cnr della struttura di piazzetta dello scalo quale sede alternativa di quella sita in via Vaccara. La concessione sarebbe stata per sei anni, rinnovabili, i lavori di adeguamento sarebbero stati però a carico dello stesso Istituto; l'accordo probabilmente rientrava nella collaborazione offerta dal Cnr per il prelevamento ed analisi dei fanghi presenti all'interno del porto canale la cui riqualificazione, a partire dal dragaggio, è stata più volte annunciata con tanto di finanziamenti in arrivo, vi sarebbe una prima trance di 2.100.000 euro. Non sappiamo perchè non se ne fece nulla.

In merito alla situazione in cui versano gli operatori della piccola pesca l'Amministrazione ha avanzato l'ipotesi di potere loro usufruire del grande mercato agro-alimentare (destinato originariamente a mercato ittico all'ingrosso) del porto nuovo che ancora non è aperto; un ipotesi che non ha convinto gli stessi operatori perchè il luogo è scomodo rispetto alle banchine di ormeggio dei loro natanti.

Mazara del Vallo è sempre più un porto senza pesce (vale la stessa cosa sia per il fresco che per il congelato), il pesce passa ma non viene venduto qui. Da qualche anno si vedono nelle banchine furgoncini con pesce fresco proveniente da Sciacca (la città che ha già scavalcato Mazara del Vallo per quanto riguarda economia peschereccia). Per non parlare dei rischi sempre più frequenti del pesce scongelato (e ricongelato), alla faccia della sicurezza alimentare, venduto da abusivi che operano (vedi foto n.4) proprio in piazzetta dello scalo davanti al mercato al dettaglio del pesce fresco dove operatori invece pagano le tasse.  

Ritornando al “nascituro” mercato “agro ittico-alimentare” all’ingrosso del porto nuovo (vedi foto n.4), sappiamo che il Comune aveva offerto qualche anno fa dei box ai grossisti di frutta che erano allocati nel mercato frutta dietro lo Stadio “Vaccara” (da circa un anno chiuso ed ancora in evidente stato di degrado; nel progetto dell’Amministrazione dovrebbe lì sorgere un parco giochi per bambini), questi box –da quanto appreso- non erano stati giudicati adeguati per le loro attività e così questi hanno preferito, dividendosi, continuare l’attività in altri immobili, privati, della Città.

Così il Mercato all’ingrosso rimane ancora chiuso e soggetto alla fatiscenza ed all’azione dei vandali (vedi link nostro servizio video dello scorso 13 aprile: https://www.primapaginamazara.it/index.php/prima-pagina-tv/4739-video-il-mercato-ittico-a-mazara-una-cattedrale-nel-deserto ). Il rischio, alquanto serio, così come detto nel servizio video, è che la struttura rimanga, come è oggi del resto, una cattedrale nel deserto associabile allo stesso deserto politico che ha condannato la marineria mazarese, complice l’Ue, a rimanere ancorata a vecchie pratiche (con relative logiche elettorali) quali fermo biologico e demolizioni di pescherecci.

Francesco Mezzapelle

18-02-2016 12,00

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