“Il mare di Vita e Chadi”. Intervista all’autrice Valentina Carmen Chisari

Il racconto della giornalista catanese ha come protagonisti una bambina di Mazara del Vallo ed un bambino tunisino

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
26 Febbraio 2022 10:15
“Il mare di Vita e Chadi”. Intervista all’autrice Valentina Carmen Chisari

Si intitola “Il mare di Vita e Chadi” il racconto, edito da Scatole Parlanti, della giornalista siciliana Valentina Carmen Chisari. Il libro parla di una bambina di Mazara del Vallo e di un bambino tunisino, divisi dal mare ma uniti dalla loro immaginazione e dai sogni. “Vita e Chadi –si legge nella sinossi del libro- non si sono mai incontrati ma le loro esistenze si sono incrociate grazie ai rispettivi genitori e alla storia di un naufragio che ha segnato il destino del padre di Chadi. In seguito alla scoperta di due fotografie, Vita e Chadi utilizzeranno la fantasia per raggiungersi e superare le distanze, le paure degli adulti e i confini che aspettano solo di essere infranti. Dove l’unica cosa da fare è lasciarsi cullare dal vento e dai desideri. Senza limiti. Con un sorriso”. (In foto collage di copertina Valentina Carmen Chisari e la copertina de “Il mare di Vita e Chadi”)

Valentina Carmen Chisari, nata a Catania nel 1981, si è laureata in Scienze politiche nel 2005. Dopo l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti, ha iniziato a collaborare con varie testate. Attualmente si occupa anche di progetti formativi di lettura rivolti agli studenti delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado. Abbiamo contattato la stessa collega autrice del bel racconto e le abbiamo chiesto di come sia nata l’idea de “Il mare di Vita e Chadi”. Ecco quanto ci ha detto:

Mi piace dire che ‘Il mare di Vita e Chadi’ sia un racconto figlio del fato. È nato infatti durante la quarantena, in quel periodo che nessuno avrebbe pensato di vivere, in cui non ci si poteva incontrare e anche per i più piccoli era impossibile giocare con i loro coetanei; ho iniziato, così, a scrivere nell’intento di unire due bimbi lontani, non per loro volontà, ma desiderosi di stare insieme. Al centro della storia ci sono una bambina di nome Vita di Mazara del Vallo e un bambino tunisino di nome Chadi, divisi dal mare ma che, con l’aiuto della loro immaginazione, riusciranno ad avvicinarsi.

I due protagonisti, infatti, non si sono mai incontrati, ma le loro esistenze sono sempre state unite da un naufragio che ha segnato la vita di Chadi e che ha aperto a Vita un universo fatto di pensieri, sogni e speranze. Il libro parla di lontananze fisiche (in realtà, durante la scrittura, ho scoperto che la distanza tra Mazara e Tunisi è inferiore a quella che c’è tra il paese della provincia trapanese e Catania), ma anche di barriere costruite dai “grandi”, fatte di paure e bisogni di protezione nei confronti dei figli.

Lo scenario del racconto vede al centro il mondo dei pescatori mazaresi e tunisini, da sempre legati da un rapporto simbiotico attraverso il mare che li avvicina, ma anche li divide. Grazie alla fantasia e ai meravigliosi giochi di parole della scuola di Gianni Rodari a cui mi sono ispirata, Vita e Chadi costruiranno il loro mondo segreto con un finale aperto, che lascia il lettore libero di credere in ogni cosa possa accadere. La narrazione è arricchita dalle illustrazioni di Francesca Barcellona, cara amica e artista catanese”.

“Il mare di Vita e Chadi” è il secondo libro per bambini di Valentina Carmen Chisari: nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro di filastrocche e racconti illustrati per bambini, “Racconti dall’isola magica – La Sicilia e i suoi colori” (Edizioni Brancato). Nel 2019 ha curato una rubrica tv sulla letteratura per l’infanzia e ha inaugurato a Catania un ciclo di incontri di lettura condivisa aperto a tutti. L’autrice ci racconta così la sua passione per la lettura e scrittura:

Prima ancora di scrivere per i più piccoli, sono una giornalista dal 2005 e sono sempre stata innamorata della carta stampata, ricordo ancora quando ho visto per la prima volta la mia firma su un giornale. Negli anni, ho collaborato anche con testate online per le quali ho ricoperto il ruolo di responsabile editoriale, ma l’emozione del cartaceo, sia per i giornali che per i libri, non ha pari. Come mamma di due bambini e come lettrice volontaria “Nati per Leggere”, il programma nazionale di promozione della lettura rivolto alle famiglie con bambini di età compresa tra gli zero e i sei anni, riconosco il valore indiscutibile del libro come strumento di trasmissione di emozioni, di cultura e libertà; ma sono anche un’ottima “navigatrice”, i social sono un prezioso strumento che può avvicinare e creare proficue collaborazioni.

Da adulti consapevoli, credo che abbiamo il dovere di far conoscere alle nuove generazioni ciò che è utile a creare le fondamenta di una crescita sana e forte, insieme agli strumenti per poter diffondere bellezza.

Sono sempre stata un’appassionata della lettura, da piccola mia mamma comprava ogni settimana il “Topolino” e lo nascondeva sotto il sedile della macchina, per farlo trovare a me all’uscita di scuola. Adoravo rifugiarmi nel mio mondo personalissimo fatto di universi immaginari, dove tutto poteva accadere. Oggi, da genitori, si tende a riempire ogni spazio vuoto dei propri figli, colmandoli talvolta con strumenti sbagliati; credo al contrario che “la noia”, lo spazio-tempo in cui il pensiero possa vagare leggero, sia qualcosa di cui nessuno dovrebbe essere privato.

L’immaginazione è un dono innato nei bambini, sta a noi far sì che la loro fantasia possa viaggiare libera, senza confini e il più a lungo possibile. E, in questa direzione, il libro è di certo il migliore amico che si possa presentare al proprio figlio. Nella totale convinzione che i libri riescano anche ad unire le persone, nel 2019 ho ideato il ciclo di incontri di lettura condivisa “Lectura City Catania”, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del comune di Catania. Il mio intento è quello di continuare a credere nella forza della condivisione, il mio motto infatti è “la cultura è di tutti” perché credo che ogni persona debba avere il diritto di espressione di sé e, farlo attraverso degli stralci di libri, credo che sia una preziosa opportunità.

Riguardo a “Il mare di Vita e Chadi”, sono molto contenta in quanto due scuole di Catania lo hanno scelto per alcune classi di primaria e secondaria di primo grado. Il mio obiettivo è anche quello di coinvolgere le comunità tunisine locali attraverso delle associazioni di riferimento, per accorciare distanze e creare nuove opportunità di crescita culturale reciproca, si sono già creati dei contatti e spero che presto si concretizzeranno in vere collaborazioni. Poter fare conoscere alla comunità mazarese e tunisina "Il mare di Vita e Chadi" è un privilegio che dà significato alla stessa stesura del libro, nato proprio per eliminare le distanze e utilizzare la fantasia per realizzare tutti i sogni.

Dei piccoli, ma anche dei grandi”.

Francesco Mezzapelle

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