Ieri pomeriggio l’inaugurazione dell’expo di Blue Sea Land: descrizione degli eventi

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
11 Ottobre 2014 15:19
Ieri pomeriggio l’inaugurazione dell’expo di Blue Sea Land: descrizione degli eventi

Con il taglio del nastro affidato all'Ambasciatore della Mauritania in Italia, S.E. Mariem Aouffa ed al capo della comunità Bektashi dell'Albania, Baba Mondi,

ieri pomeriggio presso piazza della Repubblica di Mazara del Vallo è stato inaugurato l'expo di Blue Sea Land 2014, manifestazione patrocinata anche da Expo 2015 Milano. Fino al 12 ottobre i visitatori avranno modo di interagire, conoscere, assaporare i prodotti frutto del lavoro del mare e della terra, partecipare ad incontri seminariali, dibattiti grazie alla collaborazione di Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero Affari Esteri e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (che sarà presente con un proprio stand), Assessorati delle Attività Produttive e delle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Sicilia, Confindustria Sicilia, I.T.A., Anci Sicilia, Distretti Siciliani e Gambero Rosso.

All'inaugurazione presenti diverse autorità istituzionali, fra i quali anche il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, rappresentanti delle diverse forze dell'ordine ed il Comandante della Regione Militare Sud, Gen. Corrado Dalzini.

La cerimonia di inaugurazione è iniziata con una sfilata delle delegazioni straniere partecipanti (Tanzania, Guinea Equatoriale, Congo Brazzaville, Ghana, Kenia, Libia, Nigeria, Angola, Malta, Maldive, Costa D'Avorio, Egitto, Oman, Algeria, Gabon, Principato di Monaco, Mauritania, Tunisia, Senegal, Marocco, Burkina Faso, Turchia, Cipro, Germania, Polonia e Repubblica Ceca) accompagnate dai piccoli studenti degli Istituti scolastici primari della Città.

Emozionante l'esibizione della fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani che ha fatto il giro delle principali vie del centro storico cittadino.

Finita l'inaugurazione ha preso vita il villaggio espositivo di Blue Sea Land 2014.

Fino 12 ottobre i visitatori avranno modo di interagire, conoscere, assaporare i prodotti frutto del lavoro del mare e della terra, partecipare ad incontri seminariali, dibattiti grazie alla collaborazione di Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero Affari Esteri e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (che sarà presente con un proprio stand), Assessorati delle Attività Produttive e delle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Sicilia, Confindustria Sicilia, I.T.A., Anci Sicilia, Distretti Siciliani e Gambero Rosso.

Alla blue economy è dedicato uno spazio ad hoc con uno stand in piazza della Repubblica dove si terranno interessanti workshop con la presentazione dei progetti innovativi, sperimentazioni e relative applicazioni nel settore agro-alimentare promossi nell'ambito della blue economy.

Nell'ambito della manifestazione si svolgono presso l'Aula Magna del Seminario Vescovile "Blue Business": un fitto calendario di incontri "b2b" dove buyers nazionali ed internazionali incontreranno produttori della filiera agroalimentare ed ittica con possibilità concrete di interazioni economiche. "Blue Security" è lo spazio invece dove saranno presenti gli stand dell'esercito, delle forze dell'ordine e delle organizzazioni di volontariato.

Blue Sea Land luogo ove i sapori incontrano l'arte e la cultura. Nello stesso palcoscenico interculturale, attraverso la rassegna "Blue Show", si incroceranno suoni, colori, manifestazioni artistico-culturali, sportive ed enogastronomiche che racconteranno storie di uomini di terra e di mare.

Altra tappa di Blue Sea Land a Marsala dove oggi pomeriggio al Teatro Impero si terrà il convegno "Mediterraneo: Ambiente e Risorse" a cura del Rotary International con la partecipazione di tutti i rappresentanti dei Club Rotary D'Italia.

Con Blue Sea Land riprende il prestigioso Premio internazionale Al Idrisi. Domenica alle 11,30 si terrà, presso lo stand Blue Economy la conferenza-stampa di presentazione con l'annuncio dei vincitori. Il Premio "Al Idrisi" è stato istituito dall'Osservatorio mediterraneo del Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con la Regione Siciliana ed assegnato fino al 2012 ad eminenti protagonisti del dialogo interculturale (Azulay, Walesa, Pujol etc.), riprenderà ad iniziativa di HUB-Siciliainternazionale, dei Rettori delle Universita' siciliane e del Distretto Produttivo della Pesca.

Blue Sea Land anche luogo di dialogo interculturale ed interreligioso. Nel tardo pomeriggio di domenica 12 ottobre nella casbah mazarese si terrà un evento di grande significato. I rappresentanti delle religioni Cattolica, Ebraica, Bektashi e Musulmana pregheranno insieme per la pace dei popoli.

Protagonista indiscusso di Blue Sea Land è il modello della blue economy, la filosofia produttiva, al quale ormai da più di sei anni guarda il Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap, che, pur partendo dal mare, si estende a tutte le filiere produttive attraverso la rigenerazione delle risorse e la conservazione delle energie del pianeta.

Di blue economy e scambi commerciali nel nuovo scenario internazionale si è parlato ieri mattina, presso l'Aula consiliare "31 marzo 1946" di Mazara del Vallo" nel corso del convegno di inaugurazione di Blue Sea Land 2014, l'Expo delle eccellenze agro-ittiche-alimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente allargato; a moderare l'incontro è stato l'Ambasciatore Umberto Vattani, Presidente della Venice International University.

"Gli ultimi cento anni –ha spiegato il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap, Giovanni Tumbiolo- sono stati segnati dalla corsa verso le fonti energetiche vedi in primis il petrolio, il nuovo millennio sarà invece dedicato al bene più prezioso e cioè all'acqua, e proprio da questa considerazione nasce la blue economy il cui primo principio stabilisce la responsabilità individuale e collettiva nei confronti delle risorse; questa filosofia produttiva sul quale si basa un nuovo modello di sviluppo parte dal mare ma si estende alle risorse terrestri".

Tumbiolo ha aggiunto: "Oggi purtroppo i produttori non influiscono sul prezzo dei prodotti che viene deciso negli ulteriori passaggi e nella grande distribuzione, bisogna pertanto accorciare la filiera, ecco il perché della nascita dei distretti produttivi che rappresentano l'economia reale, quella dei territori".

Nino Salerno, Vice-Presidente Confindustria Sicilia, ha sottolineato: "bisogna rendere sempre più il territorio siciliano aperto allo sviluppo, in questo la politica ha grandi responsabilità e deve guardare alla realtà dei distretti produttivi dell'agroalimentare"

Roberto Lovato, Dirigente ITA (ex ICE) area Agroalimentare e Vini: "La Sicilia ha una produzione agroalimentare molto vasta e con prodotti unici al mondo, vedi l'arancia rossa con quelle proprie caratteristiche non uguali, l'uva da tavola. Per non parlare dei vitigni, in Italia si coltivano ben 500 tipi di vitigni, in Francia soltanto 50; la Sicilia in questa produzione è la regione capofila e pertanto bisogna incentivare e sostenere lo sviluppo di interazioni fra aziende siciliane ed operatori internazionali, promuovere le aziende vitivinicole siciliane nel mondo.

L'ITA sta organizzando la manifestazione "Italian Wine week" a New York, protagoniste le produzioni vinicole di quattro regioni: Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Siamo impegnati in diverse attività rivolte a favorire la possibilità di partecipazione di aziende siciliane, esse hanno valori unici da portare nei mercati internazionali, dobbiamo utilizzare queste opportunità: imprenditori utilizzate i nostri servizi perché vi sono ancora nicchie di mercato in cerca prodotti eccezionali come quelli siciliani"

Federica Argentati, Presidente Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia: "cooperazione blu significa anche riuscire a cooperare con paesi competitors, che hanno costi più bassi dei nostri, non solo Spagna ma anche Tunisia, Marocco e Turchia. Parliamo tutti di cooperazione ma è molto difficile nei fatti, ma questo è necessariamente il futuro, i distretti sono strumenti da utilizzare e occasioni come queste dobbiamo sfruttarle al massimo. Voglio lanciare una proposta come presidente del distretto Agrumi di Sicilia: l'agricoltura può svolgere un ruolo determinante, il sistema siciliano non può impegnarsi in mega progetti, servono piccoli progetti ma fattibili, individuiamo dei Paesi e scambiamoci esperienze nel lavoro specializzato".

Massimo Bertollo, rappresentante italiano dell'Unido (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale): "le risorse dovrebbero rimanere alle generazioni future, così come avvenuto in passato. L'Unido guarda all'aspetto dell'inclusione in modo che tutti i produttori possano beneficiare di un nuovo sviluppo economico. Cosa fa in questo senso l'Unido? Abbiamo uffici che monitorano le produzioni nei Paesi di sviluppo, ad esempio in Senegal e Costa d'Avorio forniamo supporto scientifico e competenze tecniche per controlli della qualità e per la soddisfazione della produzione interna. Abbiamo anche spiegato ai Vietnamiti il concetto di cluster d'impresa, quello dei distretti che rappresentano diversi attori sociali e l'intera filiera produttiva. Siamo a disposizione per creare collaborazioni".

E' intervenuto il Sen. Antonio D'Alì, rappresentante del Senato Italiano al Parlamento Euro-Mediterraneo: "ringrazio per l'invito gli organizzatori. Vi è una grande lentezza per quanto riguarda la cooperazione nell'area mediterranea per diverse ragioni. Innanzitutto vi l'Ue non considera il Mediterraneo per le sue peculiarità e specificità produttive, allora dobbiamo trovare collaborazioni fra Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Vi è l'esigenza di un "codice mediterraneo", bisogna riprendere e dare attuazione all'ipotesi di un'area di libero scambio nel Mediterraneo per dare a questa area centralità, dobbiamo recuperare questa idea accantonata, la cultura è il filo conduttore di tutto.

Dal punto di vista ambientale il Mediterraneo sta vivendo una grave situazione, in particolare il rischio inquinamento di idrocarburi, ciò anche per il transito di navi merci, più del 60% traffico internazionale passa per il Mediterraneo; per non parlare della questione estrattiva, sono aumentate le esplorazioni di giacimenti di gas e petrolio, il Mediterraneo è ridotto ad una groviera, a pagarne le conseguenze le attività della pesca e del turismo; rischiamo il tracollo ambientale del Mediterraneo.

Servirebbe una moratoria internazionale"

Vittorio Sandalli, Vice Direttore Centrale per l'Internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie Territoriali–Ministero degli Affari Esteri ha concluso i lavori ribadendo il sostegno del Ministero degli Esteri alle iniziative economiche in un momento decisamente difficile negli equilibri internazionali".

Nella foto, da sx Giovanni Tumbiolo_Baba Mondi_ Mariem Aouffa_Leopoldo Falco-Umberto Vattani- Forze dell'ordine

(Comunicato)

11/10/14  17,00

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