Pubblichiamo il testo dell’intervento del sindaco delal Città di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, pronunciato ieri in occasione della Cerimonia di consegna delle Chiavi della Città al Santo Patrono San Vito Martire (vedi foto da noi scattata). Ecco quanto si legge:
"Festino di San Vito – Patrono della Città 2026
Eccellenza reverendissima,
Presidente del Consiglio Comunale,
Signori Assessori della Giunta
Sindaco di Campobello di Mazara Daniele Mangiaracina
Sindaco di Santa Ninfa Carlo Ferreri
Sindaco di Partanna Francesco Li Vigni
Assessore del Comune di Marsala Flavio Coppola
Assessore del Comune di San Vito Lo Capo…………..
Sotto tenente di Vascello Gemma Fancelli
Commissariato di Polizia V.Q.A Dott.ssa Laura Cavasino
Comandante Compagnia dei Carabinieri Maggiore Giuseppe Tomaselli
Luogo tenente Vincenzo Fontana
Tenente Pietro Lo Piano Rametta
Saluto anche le altre autorità presenti, i rappresentanti degli Enti e delle associazioni, i miei concittadini e tutti gli ospiti e i tantissimi turisti presenti in questi giorni di agosto nella nostra città
Buonasera Mazara.
È bello vederti così.
Ci sono giorni nei quali essere Sindaco significa affrontare problemi, prendere decisioni difficili, ascoltare, cercare soluzioni. E poi ci sono giorni come questo, nei quali essere Sindaco significa avere il privilegio di guardare la propria città riunita e ricordarsi perché vale la pena servirla.
Tengo particolarmente a questo momento perché questa sera non devo parlare a una categoria, a un quartiere o a una parte politica. Non devo presentarvi un’opera o affrontare un problema specifico.
Questa sera posso parlare alla città. A tutta la città.
A chi condivide le nostre scelte e a chi le critica. A chi vive San Vito attraverso la fede e a chi lo sente come parte della propria storia familiare. A chi è nato a Mazara e non l’ha mai lasciata, a chi è partito e continua a sentirla casa, a chi è arrivato qui e ha scelto di farne la propria città.
Essere Sindaco significa rappresentare tutto questo: una città nelle sue differenze, nelle sue sensibilità e anche nelle sue contraddizioni. E forse uno dei significati più belli di una grande festa cittadina è proprio ricordarci ciò che, nonostante le nostre differenze, continua a tenerci insieme.
Per Mazara, una parte importante di questo patrimonio comune porta da quasi diciotto secoli un nome: San Vito.
La sua storia comincia qui. Prima di diventare il Santo conosciuto e venerato in tante parti del mondo, Vito era un giovane di questa terra.
Era un mazarese.
Da allora sono passate generazioni e Mazara è profondamente cambiata. Eppure il suo nome è rimasto ed è arrivato fino a noi.
San Vito appartiene alla fede di tanti mazaresi, ma appartiene anche alla memoria collettiva della città. Ed è da questa consapevolezza che nasce la scelta che abbiamo compiuto: investire sul Festino significa investire su una parte della nostra identità.
DALLA CITTA’ ALLA COMUNITA’
In questi anni abbiamo lavorato molto sulla città fisica. Abbiamo investito e continuiamo a investire nelle infrastrutture, negli spazi pubblici, nel recupero dei luoghi e nelle opere necessarie a migliorare concretamente Mazara.
Era necessario farlo e continueremo a farlo.
Oggi si apre una fase ulteriore, alle infrastrutture materiali dobbiamo affiancare con altrettanta determinazione nuove infrastrutture sociali e culturali.
La qualità di una città si misura anche dalla qualità della vita che riusciamo a costruire dentro ciò che abbiamo realizzato.
Questa è una delle sfide che oggi abbiamo davanti.
Dopo aver investito sulla trasformazione dei luoghi, investiremo sempre di più sulle persone che quei luoghi li abitano e sul tessuto sociale che tiene insieme una comunità.
Investimenti infrastrutturali già in cantiere come il rifacimento della zona portuale, il recupero di sant’Agostino, la trasformazione del Complesso Corridoni in un centro giovanile, i nuovi parchi pubblici, gli asili nido di nuova apertura, ma anche strumenti amministrativi come il piano spiagge e il nuovo piano regolatore della Città daranno impulso alla vita economica e sociale, genereranno condizioni per crescere, ci saranno nuovi spazi di aggregazione e nuove occasioni nelle quali le persone smettono di essere semplicemente abitanti dello stesso territorio e tornano a sentirsi parte della stessa città.
È dentro questa visione che colloco anche l’investimento sul Festino.
Non abbiamo voluto semplicemente aggiungere spettacoli al calendario estivo. Abbiamo cercato di rimettere insieme i luoghi di San Vito, la sua storia, la fede, la cultura, la tradizione e la partecipazione popolare, perché il Festino possa essere un grande racconto collettivo nel quale Mazara si riconosce.
Una strada serve alla città di oggi. Una scuola prepara la città di domani. La cultura e la memoria tengono insieme la città di ieri, quella di oggi e quella che verrà.
Un’amministrazione deve saper avere cura di tutte queste dimensioni.
LA PACE RESPONSABILITA’ POLITICA
Dentro questo percorso abbiamo voluto dare spazio quest’anno anche a una parola che il nostro tempo ci obbliga a pronunciare: pace.
Lo facciamo mentre nel mondo continuano guerre che pensavamo appartenessero a un’altra stagione della storia, mentre popolazioni intere sono costrette ad abbandonare le proprie case e mentre, ancora una volta, sono i civili e i bambini a pagare il prezzo più alto.
Di fronte a tutto questo una città può sentirsi piccola. Un Sindaco può pensare di non avere strumenti per incidere sui grandi conflitti del mondo.
Ed è vero: un Comune non ferma una guerra.
Ma sarebbe un errore pensare che per questo la pace non ci riguardi.
Perché la pace è anche una responsabilità politica.
È il modo nel quale scegliamo di organizzare la convivenza. È la capacità delle istituzioni di ridurre le distanze, di non lasciare indietro chi è più fragile, di contrastare la marginalità prima che diventi esclusione, di offrire ai giovani opportunità prima che il disagio trovi altre strade.
E Mazara può parlare di questo con una voce particolare.
Siamo una città mediterranea nella quale da generazioni convivono storie, culture e religioni diverse. Per noi il Mediterraneo è la nostra geografia, è la nostra storia ed è la nostra vita quotidiana.
Questo non significa raccontarci una convivenza senza difficoltà. Sarebbe falso. L’incontro tra differenze richiede lavoro, regole, rispetto, conoscenza reciproca e politiche capaci di accompagnarlo.
La convivenza va costruita ed è in parte compito anche delle classi dirigenti costruirla.
Per questo parlare di pace a Mazara significa certamente guardare con angoscia alle guerre del mondo, ma significa anche assumere una responsabilità qui: lavorare perché le differenze non diventino muri, perché il disagio non produca esclusione e perché soprattutto i nostri ragazzi possano crescere dentro una comunità capace di educare, accompagnare e offrire possibilità.
C’è poi un’altra forma di pace che riguarda direttamente la qualità della nostra vita pubblica.
Possiamo avere idee diverse e dobbiamo poterle esprimere con forza. La democrazia vive del confronto e anche del conflitto politico. Ma una comunità si impoverisce quando il confronto diventa disprezzo, quando chi non la pensa come noi smette di essere un avversario e diventa un nemico. E oggi purtroppo assistiamo a tutto questo: i grandi leader politici mondiali sdoganano le peggiori pulsioni umane, la lotta politica a tutti i livelli ormai si combatte sui social con strumenti di manipolazione incontrollabili; piuttosto che formare una nuova classe di cittadini informati, consapevoli e dunque responsabili, in grado di costruire una nuova classe dirigente più preparata della precedente, in grado di assumere domani la guida delle comunità nazionali e locali in un modo migliore di quello attuale, si alimenta la disgregazione sociale e l’odio sui social; fenomeni ormai strutturali che fanno parte in modo pregnante della vita delle nostre piccole e grandi comunità.
Non dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo per costruire insieme Mazara.
Dobbiamo però ricordarci che, alla fine di ogni discussione, la città rimane la casa comune.
Forse è proprio questo il contributo più concreto che una città può dare alla cultura della pace: dimostrare ogni giorno che persone diverse possono convivere, confrontarsi e costruire qualcosa insieme nella vita vera che, per fortuna, continua ad essere reale e contrapposta al campo virtuale dei social dove qualunque frustrazione e forma di infelicità individuale e diffusa trova sfogo contro un nemico facile Bersaglio.
UNA CITTA’ CHE APPARTIENE A TUTTI
E allora torniamo a San Vito.
San Vito appartiene alla storia di Mazara e quella storia appartiene a tutti.
È per questo che il Festino può diventare qualcosa di più di una festa: un momento nel quale una comunità si ritrova intorno a ciò che condivide.
Desidero ringraziare Sua Eccellenza il Vescovo, la Diocesi, gli uffici comunali, le associazioni, gli operatori, gli sponsor, la regista Carla Favata e il suo corpo di ballo, i volontari, la Lega Navale e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questa edizione.
Tra qualche giorno le luci si spegneranno e la città tornerà alla sua quotidianità. Se avremo fatto bene questo lavoro, però, non dovrà rimanere soltanto il ricordo di una bella festa.
Dovrà rimanere qualcosa nel nostro modo di sentirci parte di questa città.
Le amministrazioni passano, come è giusto che sia. Le istituzioni restano.
La città resta.
Il nostro compito è migliorarla. Renderla più efficiente, più giusta, più bella. Ma anche più unita, più colta, più capace di offrire opportunità e di prendersi cura delle persone.
E quando arriverà il momento di consegnarla a chi verrà dopo di noi, non conterà soltanto ciò che saremo riusciti a costruire.
Conterà anche la comunità che saremo stati capaci di costruire dentro quella città.
San Vito è parte della nostra storia.
Mazara è la nostra casa comune.
Abbiamo il dovere di custodire ciò che abbiamo ricevuto e la responsabilità di migliorare ciò che consegneremo.
Cari concittadini,affidiamo a San Vito le nostre famiglie, i nostri anziani, i nostri giovani, il nostro mare, che è vita e sostegno per la nostra città. Che ci accompagni e ci protegga, e che ci dia la forza di essere una comunità unita e solidale.Oggi più che mai rinnoviamo la promessa di camminare insieme, uniti, guidati dalla forza di San Vito.Buon Festino di San Vito a tutti voi, Buona festa, Mazara
Viva San Vito! Viva Mazara del Vallo! Viva i mazaresi, ovunque essi siano!"