Ecco i nomi dei 17 indagati nell’operazione antimafia condotta questa mattina

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
05 Giugno 2018 22:25
Ecco i nomi dei 17 indagati nell’operazione antimafia condotta questa mattina

Questa mattina il nuovo blitz condotto da 150 agenti della polizia - del Servizio Centrale Operativo, delle squadre mobili di Palermo e di Trapani e del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha portato alla perquisizione di abitazioni, studi professionali, officine, opifici industriali di persone ritenute particolarmente vicine a Matteo Messina Denaro, nelle città di Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara.

Il nuovo filone di indagine vede coinvolte 17 persone, nomi noti e meno noti come quello di Giovanni Adamo, imprenditore edile destinatario di un sequestro di beni per cinque milioni di euro, che insieme al figlio Enrico Maria è accusato di aver fatto affari grazie alla vicinanza con Matteo Messina Denaro. Perquisizioni anche nelle abitazioni di Antonino Accardo, Vincenzo Ampola, Francesco Burrafato, medico chirurgo 76enne, ex primario di Chirurgia dell' ospedale di Castelvetrano, a cui sono stati sequestrati un pc e un tablet.

Leonardo Bianco e Baldassare Di Gregorio, titolare di un'autofficina di Mazara del Vallo, e considerato vicino a Vito Gondola, anziano boss mazarese. Iscritti nel registro degli indagati e oggetto di perquisizione anche Vincenzo Di Gregorio, Giuseppe Giardina, Liborio Maggio, Pietro Martino, imprenditore di Santa Ninfa, Franco Messina (solo omonimo dell'avvocato penalista di Castelvetrano), Epifanio Napoli, imprenditore di Campobello di Mazara, pure lui coinvolto in passato in inchieste giudiziarie; Giuseppina Maria Passanante, Alessio Rallo, imprenditore di Partanna; Bartolomeo Turano, di Salaparuta; Pietro Zerilli e Andrea Zerilli.

Perquisito pure uno studio legale di Castelvetrano. La polizia ha riferito di aver sequestrato diversi documenti di elevato interesse investigativo, un pc e un tablet.

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