Dragaggio porto canale: forse forse, si parte... Basteranno i soldi rimasti?

Conclusa perizia di variante per deposito fanghi in un cantiere navale. Dubbi sulla qualità dell’opera e sui costi

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
18 Giugno 2021 08:19
Dragaggio porto canale: forse forse, si parte... Basteranno i soldi rimasti?

Sembra che qualcosa finalmente si muova per dare inizio ai tanto attesi lavori di dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo. Secondo quanto si apprende dal collega Salvatore Giacalone, nei giorni scorsi è stata depositata la perizia di variante per il deposito dei fanghi che devono essere estratti dal fiume Mazaro, ovvero del porto – canale. Lo ha assicurato il soggetto attuatore dell’opera, cioè il commissario di governo per il Dissesto Idrogeologico della Regione siciliana, il dott. Maurizio Croce, che ha riferito: “Con il deposito della perizia di variante i fanghi verranno depositati sulla piattaforma di un cantiere navale di Mazara e, successivamente, portati a destinazione. Mercoledì prossimo conto di incontrare il titolare dell’impresa Ecol 2000 per dare inizio ai lavori”.

Sembra proprio che questa volta non ci dovrebbero essere ritardi anche perché il cantiere dove dovrebbero essere depositati fanghi è proprio adiacente il porto, si tratterebbe dell’ex cantiere dei fratelli Giacalone il cui rappresentante nei giorni scorsi avrebbe partecipato ad una riunione tecnico-operativa in Capitaneria di porto lo scorso 16 marzo con il comandante Vincenzo Cascio, rappresentanti della Ecol2000, la ditta (prima classificata nella gara di appalto, tenutasi nei primi mesi del 2016) che avrebbe dovuto iniziare i lavori un anno fa (poi interrotti per vicende giudiziarie), con l’ing.

Giovanni Rizzari, ingegnere idraulico, libero professionista, incaricato dalla Ecol 2000, e con il dott. Alessandro Cavalli nominato mesi fa dalla Prefettura di Palermo per seguire i lavori dopo la farraginosa questione giudiziaria che ha coinvolto l’amministratore delegato della società ECOL 2000 ed il dirigente del Genio civile di Trapani. Presente alla riunione anche il sindaco Salvatore Quinci.

Dopo la riunione i tecnici hanno perlustrato le banchine e altri spazi portuali per redigere una perizia di variante per il deposito dei fanghi e per verificare la situazione della “Colmata B” (ove andrebbero conferiti i fanghi ritenuti non pericolosi). I materiali sabbiosi verranno scaricati nella Colmata B”, mentre gli altri materiali verranno depositati su delle piattaforme e verranno esaminati. In quella stessa giornata sarebbe stata trovata una soluzione: depositare i fanghi negli spazi del cantiere navale; poi toccherà all’Arpa esaminare i materiali depositati. Il rischio è che i lavori si concludano ben oltre la data programmata, fine giugno, entro la quale previsto l’arrivo nella banchina Mokarta del traghetto che dovrà coprire la tratta Mazara-Pantelleria.

Ad oggi non sappiamo se la Ecol2000 dovrebbe comunicare il crono-programma relativo all’esecuzione dei suddetti lavori. Il vero problema è quello però relativo ai soldi rimasti per avviare e completare l’opera. Nel fiume Mazaro ci sono oltre 67000 tonnellate di fango da prelevare. Percorrendo le banchine del porto canale è facilmente visibile il degrado, vedi le diverse isole di sabbia (in copertina tratto davanti piazza Regina) presenti in tutto il tratto che va dal canalone centrale fino al primo ponte sul fiume Mazaro.

Dei due milioni stanziati dalla Regione qualche anno fa sarebbero rimasti appena 600 mila euro. Gli altri soldi dove sono finiti? Redazione di progetti, incarichi, analisi e via dicendo. L’Ecol 2000 avrebbe cercato ditte locali per dare il lavoro in appalto perché con 600 mila euro non riuscirebbe nemmeno a coprire le spese di trasporto della draga e di altre strutture da Messina, sede della Ecol 2000, a Mazara. Sembra che dal fondo iniziale la Regione siciliana abbia pure attinto i soldi per pagare la rimozione degli arbusti accumulati sul letto del fiume a seguito dell’alluvione del novembre 2018.

Inoltre la cifra si sarebbe ulteriormente ridotta per ulteriori spese, tra cui una somma a saldo di 27 mila euro dovuti ad una ditta mazarese per avere eseguito delle opere nei pressi della colmata. Con questa somma residua la Ecol 2000 ce la farebbe a concludere i lavori del dragaggio così come previsti dall’appalto iniziale (lavori illustrati dal presidente della Regione, Nello Musumeci, nell’autunno del 2019 in una conferenza stampa presso la Capitaneria di Porto di Mazara)? Il tanto atteso dragaggio pertanto potrebbe ridursi ad un mero intervento “tampone” riguardando soltanto alcuni tratti del bacino portuale, ed in particolare quello antistante i cantieri e per il relativo transito dei pescherecci.

Nel frattempo aspettiamo che qualcosa si smuova…

Francesco Mezzapelle  

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