Coronavirus, un anno fa la prima vittima a Wuhan e l’inizio dell’incubo

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Gennaio 2021 22:57
Coronavirus, un anno fa la prima vittima a Wuhan e l’inizio dell’incubo

Un anno fa nessuno al mondo si sarebbe mai aspettato che le abitudini sarebbero state sconvolte per qualcosa che non si può vedere a occhio nudo. Era l'11 Gennaio 2020 quando, in tutto il mondo, si diffuse la notizia della morte di una persona a Wuhan, alla quale ne seguiranno purtroppo molte altre, a causa di un virus del tutto sconosciuto e scoperto in Cina nel dicembre dell'anno precedente. Quel pericoloso virus era il Covid-19. Inizialmente la gravità del Covid 19 fu del tutto sottovalutata e fu addirittura scambiato per una semplice influenza, ma poi si registrarono dei casi e decessi anche in America e in Europa e fu allora che l'Oms - Organizzazione Mondiale della Sanità - dichiarò, l'11 marzo, la pandemia globale.

Da quel momento è successo qualcosa che non ha precedenti nella storia dell'umanità: quasi tutto il pianeta in lockdown. Nessuno poteva uscire di casa, per evitare il propagarsi del contagio, senza motivi ben specifici. Le persone hanno dovuto cambiare le proprie abitudini e adattarsi al fatto di non poter incontrare i propri parenti e amici per molti giorni, se non addirittura per molti mesi. A cambiare il proprio stile di vita sono stati soprattutto i giovani, abituati ad andare a scuola, all'università o frequentare la movida del weekend, con la propria comitiva, dopo una settimana dedicata allo studio o al lavoro.

Molti si sono dovuti incontrare, e su questo la tecnologia ha aiutato molto, attraverso delle videochiamate sulle varie piattaforme social come Zoom, WhatsApp, Meet, Teams e Jitsi. Molti hanno festeggiato i propri compleanni, diplomi e lauree a distanza, magari anche brindando, nel totale rispetto delle norme anticovid. Anche nel mondo dell'istruzione c'è stato un cambiamento radicale. Tutte le scuole si sono dovute attrezzare in modo diverso, inizialmente con la DAD e, in un secondo momento, anche con le lezioni miste.

Anche i ragazzi e le ragazze, abituati ad incontrare un proprio compagno nell'atrio o scambiare delle chiacchiere al bar della scuola, sono stati catapultati in un mondo totalmente diverso come è quello della didattica a distanza che, se nei primi mesi dell'anno scolastico 2020-2021 poteva sembrare un ricordo, adesso è stata reintrodotta per una settimana o per tutto il mese di gennaio. Un importante sondaggio, condotto dagli studenti del corso di Scienze della comunicazione dell'università dell'Insubria, ha rilevato come il 57% dei giovani abbia vissuto il Covid con angoscia e preoccupazione manifestando, tuttavia, un grandissimo spirito di adattamento alla realtà che li circonda.

Per quanto riguarda la didattica a distanza, infatti, il 78,8% dei giovani si è dichiarato a favore, anche se molti avrebbero preferito che si svolgesse in maniera diversa. Certamente questo periodo ha insegnato tanto, a non dare nulla per scontato, a godersi ogni singolo momento della propria vita e costruire relazioni nuove e rimodulare le distanze per sentirsi più vicini. Simone Crapanzano

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