Consigliere comunale aggiunto, nessuna candidatura dalla comunità immigrata mazarese. Elezione saltata

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Aprile 2019 14:00
Consigliere comunale aggiunto, nessuna candidatura dalla comunità immigrata mazarese. Elezione saltata

Nessun rappresentante della comunità immigrata mazarese ha avanzato la propria candidatura per l’elezione del nuovo consigliere comunale straniero aggiunto che erano state fissate, così come prevede l’art. 8 del Regolamento comunale approvato dal Consiglio comunale il 10 febbraio 2013, nella domenica successiva a quella fissata per il rinnovo del Consiglio comunale. Pertanto, considerato che il primo turno delle elezioni Amministrative si terrà il 28 aprile, l’elezione del consigliere comunale aggiunto era stata fissata (con la determinata n.33 firmata lo scorso 6 marzo dal sindaco Nicola Cristaldi) il 5 maggio, quindi la domenica precedente all’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco che guiderà la città di Mazara del Vallo fino al maggio del 2024.

Alle ore 12 nessun candidatura è pervenuta presso gli uffici comunali di competenza, nonostante nei giorni scorsi qualcuno si era presentato per chiedere informazioni. Cosa succederà adesso? Una cosa è sicura: l’elezione del Consigliere comunale aggiunto non si terrà il 5 maggio. Potrebbero essere invece i nuovi 30 componenti del consiglio comunale ad apportare una modifica al suddetto Regolamento, affisso all’Albo Pretorio del Comune, per consentire successivamente l’elezione del consigliere comunale aggiunto.

In cosa consiste la figura del Consigliere comunale aggiunto? Si tratta del rappresentante delle comunità immigrata che risiede in Città, una figura (prevista dallo Statuto Comunale all’art.34 comma 4) che partecipa in forma permanente e con funzioni consultive alle sedute del Consiglio comunale “al fine di assicurare la piena integrazione tra le comunità degli immigrati e la cittadinanza mazarese”. Tra i requisiti previsti dei candidati: la maggiore età, l’assenza di condanne penali, la residenza anagrafica nel comune di Mazara del Vallo da almeno 4 anni, la conoscenza della lingua italiana, essere in possesso del permesso o carta di soggiorno.

Nelle scorse elezioni, quelle avvenute l’1 giugno 2014, ad essere eletto consigliere comunale aggiunto fu il  prof. Soualmia Mohamed Alì (in foto2), elezione che ricevette gran sostegno dall’uscente e poi riconfermato sindaco Nicola Cristaldi. In quelle elezioni votò circa il 21% degli aventi diritto.

Tre i candidati che si contesero il ruolo di consigliere: il serbo –kosovaro Sadikov Ahmet nato a Pristina (ex Iugoslavia) il 26/04/1988 che ottenne  80 voti; El Mrieh Karima nata a Khouribga (Marocco) il 10/03/1975 che ottenne 119 voti; e quindi il prof. Soulmia nato a Menzel Mimoun (Tunisia) il 01/04/1973 che ottenne 130 voti. Il prof. Soualmia Mohamed Alì si insediò contestualmente al nuovo Consiglio comunale subentrerà al consigliere straniero aggiunto uscente, Mohamed Soufien Zitoun, il quale al contrario di Soualmia fece sentire molto la voce della comunità immigrata mazarese intervenendo sovente in Consiglio comunale anche se il ruolo consultivo e non uguale a quello degli altri 30 consiglieri comunali che votano i singoli atti portati in Consiglio, un gap che probabilmente dovrebbe essere colmato da un intervento legislativo visto che la comunità immigrata vive la città quanto gli autoctoni.

A ricoprire la carica di consigliere comunale aggiunto fin dal 2002 (l’istituzione della carica fu voluta dall’allora sindaco Nicolò Vella) è stato il giovane Mohamed Mohammed Soufien Zitoun (in foto3), allora venne nominato su segnalazione del consolato di Tunisia a Palermo. Successivamente Zitoun fu votato dai cittadini extracomunitari residenti nel territorio per ben due volte, nel 2006 sotto l’Amministrazione Macaddino e nel 2009 in contemporanea con l’insediamento dell’Amministrazione Cristaldi ed il suo mandato è scaduto alla fine della prima sindacatura Cristaldi; a Mohammed Zitoun nel 2014 fu conferita la cittadinanza italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ad ogni modo il consigliere comunale aggiunto rappresenta non solo la sua comunità di origine ma l’intera comunità immigrata residente sul territorio mazarese e costituita in prevalenza da: tunisini, slavi, marocchini, somali, sub-sahariani, nepalesi e cinesi. Insomma una comunità immigrata che, rispetto a circa 25 anni fa, è molto variegata e pertanto ad qui la necessità che la prossima Amministrazione avvii fin da subito un dialogo costruttivo e non di facciata, senza non privilegi, con la comunità immigrata, attraverso un lavoro con le giovani generazioni al fine di creare un clima di convivenza civile che veda in primis il rispetto di tutte le culture presenti in città.

Uno strumento che potrebbe certamente contribuire a tal fine è l’istituzione della Consulta degli Immigrati, da tempo propagandata ma mai attuata. Bisogna anche dire che molti giovani immigrati ad oggi hanno anche la nazionalità italiana; infatti alcuni di loro sono presenti nelle liste per le elezioni Amministrative ed una volta eletti avrebbero compiti non solo consultivi ma gli stessi diritti di tutti gli altri consiglieri comunali. L’integrazione così come pubblicizzata negli ultimi decenni a Mazara del Vallo è stata infatti soltanto una chimera utilizzata per alzare i riflettori sulla città nascondendo i veri problemi quali la disoccupazione crescente fra la comunità immigrata, vedi la crisi della pesca, ed il fenomeno della microcriminalità giovanile che spesso vede protagonisti giovani immigrati.

Avete provato a far un giro nella casbah ed in particolare nella via Bagno e viuzze limitrofe nel tardo pomeriggio? Dovrebbe sorgere il dubbio che alcune iniziative, anche encomiabili, nel centro storico mazarese, possano alimentare la ghettizzazione degli immigrati nel centro storico. Gli sforzi fatti in questi anni dovrebbero essere rafforzati nel prossimo quinquennio “liberando” il centro storico. Pensiamo ad esempio alla cosiddetta “Casa Tunisia” realizzata in via Bagno ed inaugurata in pompa magna nel 2013 ma di fatto rimasta chiusa in questi anni e solo ad uso e consumo di pochissimi.

Cos’è stata l’integrazione a Mazara del Vallo? Senza scomodare studiosi di storia e scienze sociali di fama mondiale, possiamo ben affermare che la vera integrazione si è realizzata all’interno dei pescherecci mazaresi dove per più di 300 giorno all’anno pescatori mazaresi, maghrebini ed anche subsahariani condividevano gli stessi spazi, lavoravano gomito a gomito e ciò avveniva nel rispetto delle rispettive identità culturali e religiose. L’utilizzo del tempo passato non è un caso nel descrivere l’integrazione all’interno del peschereccio e ciò perchè questo modello è in forte crisi con l’agonia del comparto peschereccio mazarese molto ridotto negli ultimi anni.

Le gravi problematiche economiche del comparto peschereccio mazarese hanno alimentato le tensioni fra marittimi italiani e stranieri, vedi anche qualche caso di cronaca. Inoltre, molta manovalanza tunisina acquisite le competenze è ritornata nella madre patria dove ha acquistato vecchi pescherecci condotti nelle zone di pesca storicamente frequentate dai mazaresi, da qui la concorrenza agguerrita negli stessi mercati del pesce grazie a costi di produzione bassissimi e mancanza di normative. Quando penso all’integrazione a Mazara del Vallo, considerando che gran parte della comunità maghrebina e slava vive nel centro storico, mi tornano in mente alcune immagini relative ad una coppia separata in casa, marito e moglie che dividono lo stesso appartamento delimitando i propri spazi, a volte si sfiorano ma non si guardano.

  Francesco Mezzapelle

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