Bollo auto e moto, la “carezza” del Governo Meloni arriva nel 2027. Coincidenze elettorali?

Il risparmio degli automobilisti non diventi un buco nei bilanci delle Regioni. In Sicilia tornato lo "straccia bollo"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
17 Settembre 2026 08:52
Bollo auto e moto, la “carezza” del Governo Meloni arriva nel 2027. Coincidenze elettorali?

La sospensione del bollo per auto e moto nel 2027 apre una questione che va oltre il semplice risparmio per gli automobilisti: chi pagherà il conto delle minori entrate regionali? E soprattutto, perché proprio nell'anno delle elezioni politiche e regionali?

Un anno senza bollo, ma il conto chi lo paga? La misura annunciata da Giorgia Meloni prevede, secondo la bozza del decreto e le dichiarazioni del Governo, l'esenzione dal bollo per il 2027 sulle autovetture fino a 80 kW, circa 110 cavalli. Il beneficio riguarderebbe un solo veicolo regolarmente assicurato per persona, con estensione a determinate condizioni anche a motocicli e ciclomotori. Una platea potenziale di quasi 14,5 milioni di veicoli. Una notizia che farà certamente sorridere milioni di automobilisti, soprattutto quelli che ogni anno vedono il bollo come una tassa da pagare senza ricevere in cambio una strada senza buche, un parcheggio in più o un servizio pubblico impeccabile. Ma la domanda sorge spontanea: il Governo ha trovato una soluzione strutturale oppure ha semplicemente scelto il momento più opportuno per fare un regalo agli elettori?

Il 2027 non sarà un anno qualunque. Sarà l'anno delle elezioni politiche e regionali. E una misura che alleggerisce le spese di milioni di famiglie proprio alla vigilia del voto è destinata, inevitabilmente, ad alimentare il dibattito politico. L'abolizione è stata presentata come strutturale, ma l'esenzione descritta nella bozza riguarda i versamenti con scadenza nel corso del 2027. Sarà quindi fondamentale verificare il testo definitivo e la sua effettiva durata. 

Il bollo auto è un'entrata regionale. E qui si apre il capitolo più delicato: come verranno compensate le minori entrate delle Regioni? Se lo Stato decide di rinunciare a una parte significativa di un tributo destinato alle amministrazioni regionali, non può limitarsi ad annunciare il beneficio ai cittadini senza chiarire con quali risorse saranno garantiti i servizi. Sanità, trasporti, manutenzione delle strade e altre competenze regionali non si finanziano con gli annunci, ma con risorse concrete. La domanda, dunque, è semplice: arriveranno trasferimenti statali adeguati e certi, oppure le Regioni saranno chiamate a colmare il vuoto con altre tasse, tagli o rinunce? Il risparmio di oggi non dovrebbe trasformarsi in un problema di domani.

In Sicilia, intanto, c'è già lo “straccia bollo”. Mentre Roma annuncia il bollo alleggerito per il 2027, in Sicilia è tornato lo “straccia bollo”, una misura che consente di regolarizzare i pagamenti non effettuati, totalmente o parzialmente, fino al 31 dicembre 2025, senza sanzioni e interessi. La Regione Siciliana ha previsto la possibilità di mettersi in regola entro il 31 ottobre 2026, secondo le modalità che saranno definite dal decreto attuativo. Un'occasione per chi ha accumulato arretrati, ma anche un provvedimento che punta a recuperare entrate regionali. 

Insomma, tra un bollo che si annuncia cancellato, uno “straccia bollo” che invita a pagare il passato e le elezioni che si avvicinano, agli automobilisti non resta che attendere i dettagli. Con una speranza: che, almeno questa volta, a pagare il conto della politica non siano sempre e soltanto i cittadini.

Francesco Mezzapelle

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