App sul cellullare per segnalare parcheggiatori abusivi. Anche a Mazara diverse segnalazioni. Ma serve una legge per incriminarli.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
28 Ottobre 2016 07:53
App sul cellullare per segnalare parcheggiatori abusivi. Anche a Mazara diverse segnalazioni. Ma serve una legge per incriminarli.

Non passa settimana senza che la nostra redazione affronti l’annoso problema dei parcheggiatori abusivi a Mazara del Vallo. Oggi, ci riporta alla questione un’iniziativa che ha del sorprendente. Proviene da Napoli, è un’applicazione per cellulari e ha lo scopo di demoralizzare i parcheggiatori abusivi, grazie a delle segnalazioni (anonime) immediate che gli automobilisti possono effettuare e che rimangono visibili anche per gli utenti successivi. Si chiama Parcheggiatori, una vera e propria community di automobilisti, scaricabile su tutti i sistemi operativi di telefonia mobile (ed ha già all’attivo mille download).

L’automobilista che la scarica può, in qualsiasi momento, segnalare la presenza di un abusivo tramite il bottoncino giallo (quello con segno +) in basso a destra (vedi foto n.1) da dove spunterà una schermata in cui è possibile inserire i dati significativi della denuncia, come la cifra richiesta dall’abusivo o addirittura, la possibile elargizione di minacce, bestemmie o percosse dell’abusivo o anche dei danni riportati al mezzo parcheggiato senza il pagamento del “pizzo” (rigatura, ammaccatura, foratura pneumatici, rottura vetri o specchietto).

Anche a Mazara del Vallo, grazie ad alcuni cittadini che si sono trovati alle prese con i parcheggiatori abusivi, sono stati segnalati, già dal 2013, dei casi ed i luoghi dove agiscono, ed anche il modus operandi, di questi "gentiluomini". Le maggiori segnalazioni sono avvenute nel “regno dei parcheggiatori” cioè piazzale G.B. Quinci, ma anche nel lungomare Mazzini (ma tutto il lungomare in pratica), piazza Porta Palermo; recente, circa una settimana, la segnalazione in via Castiglione (foto n.

2). Nessuno ha ancora però segnalato altri luoghi del centro divenuti “posti di lavoro” per i parcheggiatori abusivi, cioè piazza Santa Veneranda, piazza San Michele ed il piazzale Alcide De Gasperi (davanti la stazione) dove il parcheggiatore arriva, soprattutto nelle serate di fine settimana, con la sua bici che con accuratezza attacca con un catenaccio ad un palo e poi inizia le sue ore di lavoro vessando cittadini e residenti.

Chissà che la nuova “app” non possa essere utile alle forze dell’ordine che agiscono nel territorio mazarese al fine di prevenire o sgominare questa piaga ormai sociale, magari anche attraverso l’utilizzo del sistema di videosorveglianza cittadina che ha la sua centrale operativa presso il Comando della Polizia Municipale.

Il Comune di Napoli e quello di Palermo hanno già aderito alla sponsorizzazione dell’uso di questa applicazione, si attende risposta all’adesione anche da parte del comune di Roma, altra città “violentata” dai parcheggiatori abusivi e maggiormente bisognosa di desiderare la scomparsa di questo fenomeno cosi dilagante.

Ma approfondiamo la questione dei parcheggiatori abusivi facendo riferimento ad altri contesti ed al sistema normativo che purtroppo presenta diverse lacune in materia. Sarà per le sue origine totalmente connaturate in contesti socio politici di non troppo benessere economico che la figura del parcheggiatore abusivo ormai è entrata a far parte della normalità in certi territori del sud, ma, se si effettua una ricerca approfondita sul web, si scopre che molto probabilmente il fenomeno ha origine a Napoli ma è diffuso in tutto il mondo: in Brasile i parcheggiatori abusivi sono chiamati "flanelinha", in Messico "freneleros", in Spagna "gorrillas"; nomi diversi ma unico e identico atteggiamento: chiedere soldi agli automobilisti in cambio della custodia dell’auto parcheggiata che, non sempre, si rivela una proposta per cui l’automobilista possa avere diritto di scelta, nella peggiore delle ipotesi, di fronte ad un “no” il parcheggiatore reagisce con le percosse e, nelle migliori, con offese e minacce.

E’ recentissima infatti (15 ottobre 2016) la notizia di una signora 50enne di Firenze picchiata con un ombrello dal parcheggiatore perché si è rifiutata di pagare “il pizzo”.

Ma cosa li rende cosi temerari da poter mietere panico tra gli automobilisti? Ebbene, sembrerebbe che il parcheggiatore abusivo, non solo non rientri in una categoria lavorativa vera e propria, ma non rientra nemmeno tra le fattispecie di truffa, di conseguenza, non è reato, non si rischia dunque il penale, bensì è soltanto un illecito sanzionabile con una multa amministrativa, cosi recita l’articolo 7 comma 15-bis del Codice della Strada:

“…Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 765 a euro 3.076. Se nell'attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI…”

Entrando nello specifico dell’interpretazione di questa norma, emerge la possibilità che questa sia riferita a quei soggetti che sfruttano un’area adibita a parcheggio anche da non proprietari della stessa, sfruttandone la capienza per far parcheggiare le auto senza avere nessun tipo di autorizzazione, è in questo caso che, dunque, parte l’illecito sanzionabile, ma per quanto riguarda la figura del parcheggiatore abusivo “ambulante”, che si incontra per strada in qualunque punto della città, esso non è definibile come criminale, a meno che non vi sia da parte sua un atteggiamento violento che possa sfociare dunque nel reato di estorsione o violenza a terzi, colui che si ritrova a domandare soldi in cambio della custodia dell’auto parcheggiata, non commette nessun reato.

Potrebbe essere assurdo non ritenere un reato già il semplice fatto che i proventi di questo “lavoro” non siano dichiarati (evasione fiscale), oppure che non vi sia autorizzazione alcuna allo sfruttamento di suoli comunali che sono sfruttati a scopo di lucro da chicchessia (abusivismo) ma, a rendere ancora più liberalizzato l’ormai folkloristico ruolo di parcheggiatore abusivo, vi è la sentenza della Corte Costituzionale 15936/2013 la quale, accoglie il ricorso di un uomo condannato dal tribunale di Salerno (ex articolo 650 del C.p.) per non aver ottemperato ad un provvedimento del questore che, per ragioni di ordine pubblico, aveva espressamente vietato l’esercizio dell’attività nei pressi dell’ospedale comunale, spiegando che:

“Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 650 c.p. è necessario che: a) l’inosservanza riguardi un ordine specifico impartito ad un soggetto determinato, in occasione di eventi o circostanze tali da far ritenere necessario che proprio quel soggetto ponga in essere una certe condotta, ovvero si astenga da una certa condotta; e ciò per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico o di igiene o di giustizia; b) l’inosservanza riguardi un provvedimento adottato in relazione a situazioni non prefigurate da alcuna specifica previsione normativa che comporti una specifica ed autonoma sanzione”.

Per cui, osserva la Corte Costituzionale:

“non ha le caratteristiche sopra indicate (e quindi la sua inosservanza non può integrare il reato di cui all’art. 650 c.p.) una disposizione data in via preventiva ad una generalità di soggetti e con carattere regolamentare, come accaduto nel caso in esame, dove il provvedimento questori le riguardava in via generale tutti i parcheggiatori abusivi e risultava adottato in via del tutto generale alla stregua di disposizione tipicamente regolamentare”.

In conclusione, sembrerebbe necessaria più che in qualunque altra specifica situazione di illecito, la denuncia da parte dell’automobilista leso per percosse, minacce o qualunque altra forma incivile di interazione da parte di questi personaggi per far si che sia loro imputabile almeno il reato di estorsione o lesioni gravi, unico modo per rendere perseguibile penalmente un parcheggiatore abusivo.Sembra l’ennesima circostanza per la quale deve essere premura del cittadino denunciare e quindi esporsi in prima persona per vedere tutelato il diritto alla propria sicurezza personale, piuttosto che essere tutelato dalle forze dell’ordine affinchè punisca chi commette un illecito che tutto sembra fuorchè amministrativo.

Non è infatti un caso che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando abbia recentemente cercato di trovare una soluzione al problema, inviando una nota ai presidenti dei gruppi parlamentari e alle commissioni di Giustizia delle Camere, con la quale ha avanzato la proposta di modifica del Codice della Strada, che possa permettere alle forze dell’ordine di intervenire efficacemente per contrastare questa grave piaga sociale ormai diffusa ovunque in tutta Italia, ma che nel caso specifico del sud, a detta del sindaco Leoluca Orlando, a Palermo il fenomeno è strettamente legato alle organizzazioni criminali.

Non è la prima volta che, analizzando la questione da tutti i punti di vista, si arriva all’amara conclusione che il disagio apportato da questo fenomeno in quelle città che ambiscono ad uno sviluppo turistico del territorio, già affaticato da cattiva gestione del bene comune, si ritrovino ulteriormente in difficoltà a valorizzare un territorio che ha un potenziale turistico notevole e il bisogno di rendere sicuri i luoghi visitabili anche dai turisti, come rimane sicuramente allarmante la situazione di tutti i cittadini che devono subire questi soprusi rischiando, il più delle volte, la propria incolumità.

Sensibilizzare gli automobilisti al non pagamento del “pizzo” rimane doveroso ai fini di demoralizzare questo atteggiamento criminale, ma sicuramente rimane complicato entrare nel merito dell’incapacità di dire no, quando si sceglie di non reagire o protestare contro questi personaggi in quei casi in cui vi è prole al seguito o persone da proteggere da potenziali percosse.

Francesco Mezzapelle

28-10-2016 9,30

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