A “lezioni di storia” dal Consiglio comunale di Mazara del Vallo

Polemiche e reazioni dopo il "colorito" intervento in aula del consigliere Pietro Marino. Un caso quasi nazionale…

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
25 Giugno 2021 07:21
A “lezioni di storia” dal Consiglio comunale di Mazara del Vallo

Quelle due strade intestate a Mazara del Vallo a politici di destra, negli anni scorsi dalla precedente amministrazione, hanno innescato la polemica nella recente seduta del Consiglio comunale dopo che alcuni consiglieri comunali della maggioranza, Arianna D'Alfio e Gianfranco Casale (entrambi del gruppo Partecipazione Politica), hanno portato all'attenzione dell'assise una petizione popolare lanciata nei giorni precedenti sulla piattaforma on line “Change. Org” insieme ad altre associazioni affinché da due vie di Mazara venisse tolta l'intestazione a Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano (in copertina l’intitolazione della strada sita in contrada Santa Maria), e a Giuseppe Arena, storico dirigente locale del Msi. E' stata contestualmente valutata positivamente una mozione per l'adozione nel comune di una toponomastica "rosa per intitolare strade a donne che si sono contraddistinte nella loro vita per meriti speciali".

L'atto è stato approvato. La tensione è salita in aula però quando Pietro Marino, consigliere comunale eletto nella lista Futuristi e capogruppo del gruppo Via, è intervenuto parlando della mozione dicendo, con molta convinzione, "oltre che parlare dei fascisti come la mettiamo con le affermazioni di chi diceva che i comunisti mangiavano i bambini?". Dichiarazioni, colorite da storpiature di nomi di qualche leader comunista asiatico, che hanno scatenato varie reazioni divenendo un caso quasi nazionale, lo stralcio dell’intervento di Marino è stato pubblicato da diverse testate divenendo virale sul web.

Cosìcchè Marino è stato costretto a spiegare successivamente attraverso una nota: "Trovo veramente paradossale essere chiamato a giustificare una frase pronunziata da milioni di persone da decenni e la cui ironia è evidente mentre il suo significato satirico dovrebbe fare riflettere chiunque, tranne chi non comprende che con questi metodi puerili di aggressione si finisce col cadere nel ridicolo", Marino ha poi sottolineato: "Ho la mia storia personale che dimostra il senso che ho della vera democrazia e della cultura del rispetto verso chiunque, anche verso coloro che non hanno rispetto per me stesso.

Ribadisco - ha detto Pietro Marino - la contraddizione di chi si dichiara democratico a parole e si rinnega con i fatti, alimentando un clima di odio masochistico e dannoso per la collettività. Le strade di ogni citta' d'Italia sono piene di intestazioni a soggetti ben lontani dalla mia cultura ma mai mi sognerei di sminuire il Ruolo avuto nella società e nella storia di questi personaggi. Nessuno mangia bambini- ha concluso Marino - ma è evidente che ci sono soggetti che non avendo argomenti cercano di confondere la mente delle persone senza rendersi conto che confondono la propria

L’intervento di Pietro Marino non sarebbe stato considerato però ironico come lui dice dalla segreteria del movimento VIA che attraverso una nota ha preso così le distanze: “il Movimento VIA nel constatare l’infelice intervento da parte del consigliere Pietro Marino, del consesso civico di Mazara del Vallo, ne delimita i confini al singolo intervento dello stesso. VIA da sempre è per il rispetto di tutti gli avversari politici nella civile, quanto mai democratica, dialettica.

Allo stesso tempo, seppure non ci sia riuscito il consigliere in questione, siamo certi che il suo intervento voleva esortare al rispetto di chi la pensa in maniera diversa senza etichette alcuna. Per fortuna i tempi del comunismo, così come quelli del fascismo, sono raccontati dai libri di storia di cui noi tutti dovremmo averne avuto lettura e studio. Il colorito linguaggio, che non si addice all’aula, ha suscitato delle risate e a tale deve essere confinato quel tipo di intervento”.

Sulla vicenda è intervenuto il circolo di Marsala del Partito della Rifondazione Comunista "Enrico Berlinguer": “il consigliere in questione- si legge attraverso una nota- eletto tramite le libere elezioni, strumento democratico ottenuto a seguito di vent'anni di dittatura fascista grazie al sacrificio di migliaia di comuniste e di comunisti imprigionati, torturati e assassinati durante la guerra di Liberazione dal nazifascismo, ha proferito parole di estrema leggerezza nei confronti della storia del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici e del popolo italiano.

Ripetere ossessivamente una favoletta smentita da decine di studi storiografici condotti con rigore, ossia che i comunisti "mangiano i bambini", condita da riferimenti incomprensibili a uno "zarrismo" russo, a un misterioso Cin Ci Pin e che "in Cina se sbagli mano te la tagliano", è segno di una mentalità persecutoria che vuole ancora cercare di equiparare subdolamente il comunismo al male o alla tirannia. Reputiamo tali inesattezze deprecabili e irrispettose di quanti hanno perduto la vita per ottenere la Libertà in Italia e nel mondo.

Erano comunisti la maggioranza dei detenuti politici nelle patrie galere durante la tirannia di Benito Mussolini, i più memorabili Antonio Gramsci e Umberto Terracini, vero e proprio recordman di prigionia con tredici anni di detenzione illegale; erano comunisti i morti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960; erano comunisti gli operai che scendevano nelle piazze contro le gabbie salariali nel '69, per la giornata lavorativa di 8 ore, per le tutele sindacali, per difendere i lavoratori e le lavoratrici dai licenziamenti pregiudiziali, contro l'eliminazione della scala mobile.

In conclusione del proprio intervento il consigliere comunale Marino ha espresso parole indegne non solamente contro il movimento comunista italiano tutto, ma anche indegne delle Istituzioni democratiche: ‘Quando ci saremo noi, vi spazzeremo!’. Riteniamo simili forme espressive - hanno sottolineato Davide Licari e Davide Pastore, rispettivamente segretario e vice segretario del Circolo “E. Belinguer”- inadeguate e inaccettabili a un rappresentante delle Istituzioni democraticamente eletto.

Inoltre riteniamo doveroso ricordare al consigliere Marino l'inesattezza della teoria dei due opposti estremismi, rievocando la celebre frase riferita dal compagno Vittorio Foa durante un dibattito con un senatore fascista: "Se si parla di morti, va bene. I morti sono morti: rispettiamoli tutti. Ma se si parla di quando erano vivi, erano diversi. Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore. Questa è una differenza capitale".

Sulla questione è intervenuto Giampaolo Caruso, ex consigliere comunale e dirigente di Fratelli d'Italia di Mazara del Vallo, commentando così, la proposta lanciata da alcuni consiglieri della maggioranza: “La proposta di togliere il nome alle strade ad Almirante e ad Arena mi sembra ridicola. Questa sinistra non si preoccupa dei problemi reali della gente e va a caccia a fantasmi pur di esistere ancora. Ma forse è meglio così - aggiunge - perché quando amministrano i problemi si moltiplicano come nella mia città".

Francesco Mezzapelle 

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