A Gibellina vaccino anti Covid19 somministrato a categorie non a rischio. L’Asp Trapani chiede spiegazioni

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Gennaio 2021 17:04
A Gibellina vaccino anti Covid19 somministrato a categorie non a rischio. L’Asp Trapani chiede spiegazioni

Vaccinazioni: anche in provincia di Trapani ci sono casi anomali.  È il caso delle fiale del vaccino della Pfizer: per ogni fiala si possono ricavare 6 dosi di vaccino anziché le 5 indicate della casa farmaceutica. Accade così che a fine giornata risultino molte più dosi rispetto a quelle programmate. E qui accade la “furbata”: invece che dare la precedenza alle categorie a rischio (come per esempio gli over 80 o soggetti con patologie croniche) ci si affida alla discrezionalità degli operatori sanitari.

Così è accaduto a Gibellina dove il vaccino, per una indicazione data dal sindaco, è stato somministrato, per esempio, anche a docenti o operatori del servizio civile con meno di 40 anni. Così come vigili urbani e insegnanti di scuole medie. Una situazione alquanto imbarazzante che si era verificata anche in un'altra regione italiana qualche giorno fa. Il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera , ha dichiarato di essere stato contattato dal centro vaccinazioni di Salemi perché pare avanzassero dei flaconi.

“ L’ho fatto in buona fede - dichiara Sutera- mi hanno chiamato perché sapevano che a Gibellina abbiamo oltre 50 positivi e mi sono adoperato subito per i soggetti più a rischio. I vigili urbani stanno sempre per strada, i ragazzi del servizio civile e anche le insegnanti che rischiano. Non ho fatto io le vaccinazioni, mi è stato solo chiesto di dare una mano”. L’Asp di Trapani, alla luce delle segnalazioni , ha fatto sapere che sta avviando una indagine interna per capire cosa  sia realmente accaduto.

C’è anche da capire, come mai il centro di vaccinazioni di Salemi abbia chiamato il sindaco di Gibellina. Sui social la gente si è infuriata. Molti hanno postato le foto mentre si vaccinavano e sono state immediatamente rimosse, ma non sono passate inosservate, tanto da far infuriare le persone. Non l'hanno presa bene diversi cittadini che hanno parenti con più di 80 anni e con patologie croniche che avrebbero certamente avuto priorità nel fare il vaccino. Sull’argomento è intervenuta anche l’azienda sanitaria provinciale di Trapani:  “Ho chiesto una relazione scritta - ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp di Trapani, Paolo Zappalà- devo capire cosa sia realmente accaduto.

Stiamo lavorando benissimo e le indicazioni che abbiamo dato noi, ma anche il responsabile della campagna vaccinale, sono precise e rigide cioè di rispettare le priorità previste dalla Regione e dal Ministero”.   Francesca Capizzi

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