50° anniversario del rapimento di Franca Viola, la ragazza che con il suo No cambierà per sempre il nostro destino

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
27 Dicembre 2015 14:18
50° anniversario del rapimento di Franca Viola, la ragazza che con il suo No cambierà per sempre il nostro destino

Ci troviamo ad Alcamo, in provincia di Trapani. L’anno è il 1965, il 26 dicembre 1965. Ad Alcamo vive una giovane donna, si chiama Franca Viola. Ha 17 anni ed è molto bella. E’ cosi bella che non passa inosservata agli occhi del giovane boss locale, Filippo Melodia.

Filippo la vuole, questa ragazza. Deve essere sua. Ma il padre di Franca, onesto lavoratore, bracciante agricolo, uomo tutto d’un pezzo, di sani valori, e soprattutto di grande dignità, si oppone a questo matrimonio. Sua figlia Franca non andrà in sposa ad uno sbruffone, tracotante, prepotente piccolo mafioso di provincia.

Filippo non accetta il rifiuto, organizza una spedizione con i suoi scagnozzi e rapisce Franca. Nei suoi piani sarà una fuitina in piena regola, a quel punto il padre di Franca si troverà di fronte al fatto compiuto e di fronte alla figlia ormai compromessa e disonorata, sarà costretto ad acconsentire al matrimonio riparatore. “Niente ci fu, si dirà..come tutte le volte…non è successo niente….”.

Vigeva ancora in Italia, allora, il codice Rocco. Una legge medievale, che considerava ancora la donna alla stregua di un oggetto, priva di qualsiasi volontà, autodeterminazione, libertà di scelta. La legge prevedeva pene irrisorie per i delitti d’onore, una donna che veniva abusata e costretta con la violenza ai rapporti sessuali poteva liberarsi dall’onta del disonore sposando il suo aguzzino, la violenza sessuale era considerata un reato contro la morale e non contro la persona. Leggi medievali, liberticide, che umiliavano le donne asservendole alla volontà degli uomini.

Per questo Filippo Melodia, quando rapisce Franca, pensa di trovarsi in una botte di ferro. Ma le cose andranno diversamente. Lui ancora non sa che Franca diventerà il simbolo del riscatto di tutte le donne siciliane dall’umiliazione e dall’oscurantismo . Franca sarà la prima donna, che con coraggio e determinazione, e tutta la forza, la bellezza, la luminosità dei suoi 17 anni, denuncerà l’uomo che l’ha rapita e abusata e rifiuterà il matrimonio riparatore riprendendosi in mano la sua vita.

Il padre di Franca, infatti, nei giorni della finta "fuitina", (cioè del rapimento) in un primo momento finge di acconsentire alla “paciata”, come si dice in gergo, ma in realtà allerta le forze dell’ordine, Franca viene liberata e portata via dalla polizia e Filippo Melodia arrestato. Il finale, questa volta sarà tutto da riscrivere.…

Bernardo, il padre di Franca, non darà in sposa sua figlia a chi l’ha oltraggiata. Anche lui deve lavare l’affronto, ma lo farà in modo diverso. O l’ammazza o cerca una soluzione, e lui quella soluzione la trova. Ha bussato a tante porte, ha corso, si è sentito appoggiato. Qualcuno ha pensato di fargliela pagare, a quel malacarne attaccabrighe di Filippo. Bernardo, forte dell’appoggio di tenti, in paese, si rivolge ai carabinieri.

E cosi, per uno strano caso del destino, per la ribellione di un padre alle leggi scritte e a quelle non scritte, per un no silenzioso, mai urlato, di una giovane donna, per una serie di circostanze forse fortuite , forse no, la storia fa capolino in una piccola città della Sicilia occidentale, e ne stravolge le regole, la cultura, i destini di tutte le donne.

Tutti i giornali parlano di lei, della ragazza che non vuole la riparazione, di questa ragazza che con il suo no inaspettato salverà tante donne, tante vite, tanti destini segnati, perché grazie a lei tante ragazze potranno ripetere questo gesto senza andare incontro ad un futuro di vergogna, disonore, segregazione e Franca passerà alla storia come colei che ha combattutto la più grande battaglia contro il delitto d’onore.

“E’ una grande battaglia civile”, cosi la definisce l’avvocato che la difende, l’on Ludovico Corrao. Filippo Melodia viene condannato a 11 anni di prigione, e il suo nome resterà sempre legato a quello di questa ragazza che lo ha fatto condannare, “ il cui no risuona per tutta l’Italia, un no che fa scruscio, un no che cambia la storia”, come scrive la scrittrice palermitana Beatrice Monroy nel libro a lei dedicato.

E ancora :“ Tu Franca, li in mezzo sei una cosa silenziosa. Per alcuni sei stata una cosa da rapire per dimostrare la propria potenza e stabilire il proprio potere, per altri sei una cosa da esibire per una battaglia civile, per cambiare una legge e modificare i costumi.Invece noi preferiremmo stare con te. Vorremmo farti compagnia nella stanzuccia dove il tuo corpo è stato marchiato, dove è stata segnata una traccia che non potrà mai più essere rimossa. Adesso tu fai parte di noi, le donne rapite, stuprate. Chiamiamoci tutte Franca Viola perché di te rimarrà il nome , mentre di noi rimarrà solo il silenzio.

Tu, Franca, potrai sparire nel silenzio, forse potrai ritornare a vivere, se riuscirai a dimenticare, a curare le tue ferite, mentre il mito di te, la Franca Viola eroina, libera, felice, entrerà in tutte le case degli italiani. A questo punto potremmo chiamare questa storia: il sacrificio di Franca oppure la ragazza che parlò una volta sola. Ma c’è anche un altro nome che vorremmo dare a questa storia… tu ti sei mantenuta lontano dal clamore, dalla pubblicità,, hai scelto, hai preteso una vita comune e questa la potremo chiamare, la scelta di Franca. Questa strettoia della storia, questa, cara, libertà delle donne, non era certamente prevista nel piccolo calcolo degli uomini in lotta e invece è proprio questa ad essere rimasta. Per questo, Franca sei nei nostri cuori, per sempre” ( Beatrice Monroy).

Catia Catania

27-12-2015 15,00

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