L’ospedale “Ajello” perde 18 posti letto e sarà una struttura riabilitativa. Dov’è e dov’è stata la politica?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Maggio 2014 06:43
L’ospedale “Ajello” perde 18 posti letto e sarà una struttura riabilitativa. Dov’è e dov’è stata la politica?

Chi in questi anni facendo informazione, "captando" anche dei messaggi politici o leggendo fra le righe alcune dichiarazioni di "esperti" in materia di sanità circa il futuro dell'ospedale "Ajello"

è stato spesso tacciato di fare la "Cassandra" (la figlia del re Priamo che predisse la rovina di Troia ma non fu ascoltata), di essere disfattista e quant'altro.

Quanto accaduto nell'ultimo mese però sembra avvalorare, purtroppo, con forza la tesi più volte da noi sostenuta e cioè che la ristrutturazione dell'ospedale "Abele Ajello" ha rappresentato un ottimo escamotage politico per potere trasferire reparti e risorse umane di eccellenza del nosocomio mazarese nei due Ospedali "Borsellino" e "Vittorio Emanuele II" che fino a qualche anno fa erano soltanto dei "grandi e bei contenitori".

Lo scorso 2 maggio avevamo parlato di come i vertici dell'Asp di Trapani fosse "uscita allo scoperto", probabilmente non un caso se lo ha fatto in un momento di "confusione elettorale" a Mazara del Vallo. Infatti il 29 aprile, presso l'ospedale "Paolo Borsellino" di Marsala, il direttore generale, Fabrizio De Nicola, annunciò la "rimodulazione della rete ospedaliera" dichiarando: "Nella nostra Provincia gli Ospedali di Trapani e Marsala –si legge nel comunicato dell'Asp- manterranno il ruolo di Strutture di 1° livello e la loro funzione di essere capofila per le altre presenti sul territorio.

L'Ospedale di Marsala rimane insieme a quello di Trapani un punto di riferimento sanitario forte per l'intera Provincia, su questi due Presidi Ospedalieri si punterà con azioni di miglioramento sia in termini di attrezzature sia in termini di risorse umane per le quali dovremo, giustamente, confrontarci con la normativa vigente". Ed ancora De Nicola aggiunse: "la novità a cui andremo incontro –ha aggiunto De Nicola il 29 aprile a Marsala- sarà la costituzione degli Ospedali Riuniti, questo consentirà di rifunzionalizzare tutte le strutture".

A conferma dell'ulteriore declassamento dell'ospedale "Ajello" è giunta la notizia riportata in un editoriale di QuiFinanza.it, il 20 maggio, nel quale l'ospedale Ajello è inserito nella lista di quei presidi ospedalieri che, secondo la riforma della sanità del Ministro Lorenzin, con meno di 60 posti letto dovranno essere convertiti in strutture di riabilitazione. La regione che vedrà la chiusura di parecchie strutture sanitarie sarà proprio la Sicilia con la chiusura/riconversione di ventitré presidi e ben 946 posti letto in meno.

Secondo la riforma, l'Ospedale "Ajello" una volta ristrutturato regredirà a struttura di luogodegenza e riabilitazione perdendo 18 posti letto, come il "Nagar" di Pantelleria. 

Stiano tranquilli i cittadini mazaresi: non sono state solo le scelte "strategiche" da parte dell'Azienda sanitaria provinciale ma è stato soprattutto il "sottosviluppo politico" mazarese e le logiche dei grandi partiti che hanno governato e governano negli ultimi vent'anni a livello nazionale e regionale a determinare la fine della sanità mazarese.Dove è stata la politica mazarese in questi anni mentre l'ospedale Ajello veniva "sventrato" e "scippato" dei suoi migliori professionisti e di mezzi?

Si è assistito ad un "suicidio assistito" pagato circa 32 milioni di euro e cioè attraverso il tanto propagandato finanziamento per la ricostruzione dell'ospedale che dovrebbe essere dotato anche di radioterapia (Trapani che era descritta seconda per tale servizio ne è stata però già dotata).

La chiusura totale dell'ospedale per la "ristrutturazione" e lo spostamento dei reparti a Marsala e Castelvetrano sono stati forse funzionali all'azzeramento dei ricoveri in territorio mazarese al fine di autorizzarne il declassamento in struttura di riabilitazione? Pensiamo che le ultime notizie possano essere una conferma di ciò.

Adesso si spiega pure il perché si è proceduto alla ristrutturazione chiudendo completamente l'ospedale Ajello (ed improvvisando un grande, solo come dimensioni, pronto soccorso in via Livorno) invece di utilizzare i 32 milioni di euro per la ricostruzione di un nuovo e grande ospedale in periferia (e quindi collegato meglio logisticamente) mantenendo nel frattempo aperto lo storico ospedale di via Salemi, l'ospedale, è bene ricordarlo, che salvò molte vite a partire dal terremoto del Belice del 1968.

Qualcuno ha già forse dimenticato che un ex assessore regionale alla Salute, aveva promesso, alla propria città, la nascita di un ospedale di eccellenza dotato perfino di radioterapia? Chi ne ha la possibilità lo rintracci, per favore, e ne chieda l'intervento.

Francesco Mezzapelle

22-05-2014 8,40

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