In Italia nascono sempre meno bambini, a causa di un crollo della fecondità, invecchiamento della popolazione, precarietà economica e difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia. I numeri dell’Istat danno forma a un vuoto incolmabile. Nel 2024 sono nati in Italia solo 369.944 bambini. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18. Quasi una donna su due, tra i 18 e i 49 anni, non ha figli. Non per rifiuto della maternità, ma per impossibilità di conciliarla con il resto della vita.L’età media al primo parto supera i 32 anni, l’indipendenza economica arriva tardi, la stabilità lavorativa ancora più tardi.
Un esempio ci viene da Mazara del Vallo che a fine dello scorso mese di Luglio, quindi 2025, la popolazione era di 50.038 abitanti, gli anziani erano il 27% della popolazione e i giovani il 23%. La popolazione di Mazara del Vallo ha registrato un decremento negli ultimi anni, in linea con il trend generale della Sicilia. Dopo un incremento tra il 1991 e il 2001, c'è stata una diminuzione costante. Nel 2011, la popolazione residente era di 49.995 abitanti, mostrando già un calo rispetto ai 50.377 del 2001.
La fotografia della città, quindi, ci dice che gli anziani aumentano e molti giovani vanno via. Ecco alcuni dati e il posto in classifica di Mazara rispetto ad altri Comuni in Italia delle stesse dimensioni: Tasso di Natalità: 8,5‰ (ovvero 992° posto su 7896 comuni); Tasso di Mortalità: 11,4‰ (ovvero 5192° posto su 7896 comuni); Tasso Migratorio: 2,8‰ (ovvero 4257° posto su 7896 comuni). Fin qui sembrerebbe solo – si fa per dire – una questione di demografia e di diritti. Invece è soprattutto un problema di potere e di rappresentanza.
Che riguarda donne e uomini, giovani e anziani. Indistintamente. Perché quelle nascite che mancano oggi sono i lavoratori che mancheranno domani. E senza lavoratori non ci sono salari, senza salari non ci sono contributi, senza contributi non ci sono pensioni. I partiti parlano a chi vota ancora, e cioè agli over, mentre ormai i disertori alle urne sono stabilmente il 60% degli aventi diritto al voto. E tra chi è più disinteressato alla democrazia partecipativa ci sono, guarda caso, proprio gli under 40.
Si sta dunque allargando, nel silenzio dei più, una frattura già profondissima, perché chi oggi ha trent’anni paga, contribuisce, sostiene il sistema, ma non si sente rappresentato. E smette di credere che quel sistema, un giorno, ricambierà. Ogni volta che la politica promette pensioni “più facili” senza dire chi le finanzierà, ogni volta che rinvia una riforma strutturale per evitare uno scontro immediato, scarica il costo su chi non ha voce. È una politica del rinvio, una politica del crepuscolo.
Difende il presente, protegge chi è già arrivato, ma consuma il futuro senza dichiararlo.La via d’uscita esiste, ed è persino evidente. Più occupazione giovanile, più partecipazione femminile, salari credibili, servizi che rendano compatibile il lavoro con la vita. Dove le donne lavorano di più e meglio, nascono anche più figli. Dove i giovani entrano prima nel lavoro, cresce la base contributiva. Non è lavoro contro famiglia: è lavoro che rende possibile una famiglia. Ma questa strada richiede una scelta politica netta: investire sull’alba, non limitarsi a sorvegliare il tramonto. Sono dati che devono far riflettere.
Nella Bibbia i figli sono descritti come una benedizione e una ricchezza, paragonati a “frecce nelle mani di un prode”, che simboleggia la forza e la gioia che danno ai genitori.
Salvatore Giacalone