“Una Punta di Sal”. Mani pulite e mani sporche

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
14 Giugno 2020 08:43
“Una Punta di Sal”. Mani pulite e mani sporche

In 28 anni è cambiato poco o nulla. E’ rimasto il “vizio” di mettere “le mani nella marmellata” della pubblica amministrazione. 28 anni fa lo scandalo “mani pulite”. Sono state riassunte in dieci verbali le malefatte che hanno cambiato la storia d’Italia. Sono interrogatori che hanno scoperchiato il sistema della corruzione nella Prima Repubblica. Le confessioni a valanga del primo arrestato: Mario Chiesa, le tangenti di Bettino Craxi tra piazza Duomo e i conti svizzeri, le corruzioni con la targa del colosso Fiat, i fondi neri versati dall’Eni ai partiti di governo, la maxi-tangente Enimont, le mazzette rosse del “compagno G” e la bustarella della Lega, il brigadiere-eroe che denuncia la Guardia di Finanza e poi lo scontro finale tra Silvio Berlusconi e i magistrati di “Mani Pulite”.

Sono passati 28 anni dall’inizio dell’inchiesta giudiziaria che ha fatto crollare il muro della cosiddetta Tangentopoli. Una corruzione enorme, sistematica, radicata a tutti i livelli, che ha fatto esplodere il nostro debito pubblico e intossicato la politica, l’economia, la pubblica amministrazione, le autorità di controllo. Un sistema che inizia a crollare il 17 febbraio 1992, quando i carabinieri ammanettano Mario Chiesa, presidente socialista di un grande ospizio milanese, il Pio Albergo Trivulzio.

L’ingegner Chiesa ha appena intascato una bustarella di 7 milioni di lire (3.500 euro), portati nel suo ufficio da un piccolo imprenditore di Monza, Luca Magni, che lo ha denunciato all’allora semi-sconosciuto pm Antonio Di Pietro. Quell’arresto, quella piccola tangente, mette in moto una valanga. Alla fine dell'inchiesta ci saranno 1.233 condanne definitive. Oggi, dopo questa “lezione”, sembra che non sia cambiato nulla, perché il sistema “tangenti” è rimasto tale e quale. La Guardia di Finanza in questo mese di giugno, fino al giorno 12 scorso, ha compito in tutta Italia ben 26 operazioni, ecco l’elenco di alcune , di cui tre in Sicilia.

Operazione Gold trash - Scoperta rete di società organizzata per frodare lo Stato Video - Siracusa, 3 giugno 2020 Operazione Mazzetta sicula - Traffico illecito di rifiuti, corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa Catania, 4 giugno 2020 Operazione “All In”.

Le mani della mafia sulle concessioni statali del gioco e delle scommesse. Palermo, 8 giugno 2020 Operazione “Green fraud”. Scoperta frode nel settore dell’efficientamento energetico Video - Sassari, 12 giugno 2020 Operazione “Pupari 2.0” - eseguite 51 perquisizioni locali e 7 ordinanze cautelari Video - Padova, 12 giugno 2020 E queste 26 operazioni riguardano soltanto la Guardia di Finanza, dovremmo aggiungere anche quelle dei Carabinieri, della Polizia e di altre forze di Stato che ogni giorno  trasferiscono in carcere centinaia di presunti corrotti.

Non parliamo poi degli avvisi di garanzia che pervengono ad impiegati e funzionarti della pubblica amministrazione: sono centinaia per non dire migliaia in tutta Italia. Chiariamo per non cadere in equivoci. Questo atto è disposto dal pm durante le indagini investigative e viene notificato all’indagato o al danneggiato dal reato quando la procura ritiene necessario lo svolgimento di un atto garantito, ovvero un indagine per cui la legge richiede la presenza dell’avvocato della parte. L’avviso di garanzia contiene l’invito a nominare un avvocato di fiducia il quale dovrà obbligatoriamente essere presente durante l’interrogatorio, il confronto o l’ispezione ordinata dal pm.

Ricevere un avviso di garanzia non è mai piacevole, tuttavia non significa automaticamente essere colpevoli o sospettati ma indica soltanto un coinvolgimento nell’indagine. Saranno le Forze dell’ordine a procedere e fare chiarezza. La disciplina dell’ informazione di garanzia è contenuta nell’articolo 369 del Codice penale. L’avviso di garanzia è quindi ben poca cosa rispetto ad una accusa specifica di reato e non bisogna, quindi,  colpevolizzare la persona che lo ha ricevuto e bisogna anche tener presente che ormai si vive in un clima di sospetti e di caccia al colpevole.

Il clima però è pesante, e si respira l’aria di “mani pulite” per i tanti reati  che si susseguono su e giù nel tempo. Quasi come 28 anni fa. Salvatore Giacalone

In evidenza