Ieri sera, domenica 4 gennaio, è andata in onda su Rai3 una puntata (si può vedere su RaiPlay) di "Report" nella quale attraverso un servizio, a cura di Paolo Mondani (con la collaborazione di Marco Bova e Roberto Persia), intitolato "La banalità del nero" dedicata nuovamente alle stragi degli anni ’90, fra indagini, memoria e verità incompiute, ricostruendo gli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino e le sue indagini sulla morte dell’amico Giovanni Falcone. Si è parlato della possibile "pista nera" relativa alle stragi di Capaci e via D'Amelio, nonostante proprio un mese fa il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, durante la sua audizione davanti alla Commissione antimafia, quella pista venne derubricata a “zero tagliato”.
Nell'inchiesta di Report si parla del terrorista di estrema destra Stefano Delle Chiaie, il fondatore di Avanguardia Nazionale deceduto il 10 settembre 2019, che si trovava in Sicilia in quel maggio del 1992. È la voce di Alberto Lo Cicero, collaboratore di giustizia, che racconta, l’audio in esclusiva a Report, ad un pm il 5 giugno 2007, i sopralluoghi che Stefano Delle Chiaie avrebbe compiuto sui luoghi della strage di Capaci. Lo Cicero racconta di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992, in contatto con ambienti mafiosi, e cita l’incontro con il boss Mariano Troia.
Nell'inchiesta diverse testimonianze importanti, fra conferme e smentite, di ex magistrati, collaboratori di giustizia, ex rappresentanti forze dell'ordine (vedi anche il dott. Rino Germanà che la mafia tentò di uccidere in un blitz nel lungomare di Tonnarella di Mazara del Vallo il 14 settembre 1992) e pure qualche noto ex parlamentare siciliano. Probabilmente lo stesso Paolo Borsellino (che doveva interrogare proprio Lo Cicero nei giorni successivi a quel tragico 19 luglio dove in via D'Amelio perse la vita insieme agli uomini della sua scorta) avrebbe capito che dietro alla mafia dei corleonesi nell'organizzazione della strage di Capaci vi fossero apparati dei servizi segreti deviati supportati, come già sarebbe avvenuto in altre stragi degli anni di piombo, da elementi dell'estrema destra eversiva esperti in esplosivi.
Nei giorni scorsi era emersa la notizia relativa al tentativo di bloccare la messa in onda del servizio di Report, poi però andato regolarmente in onda. Così aveva scritto il coordinatore di "Articolo 21", Giuseppe Giulietti, a nome di tutta l’associazione: "come sempre queste inchieste giornalistiche sono ritenute urticanti da chi non vuole che si torni su alcuni dei misteri irrisolti d’Italia, che pesano ancora sulla nostra vita quotidiana. Ci si augura che in Rai ritrovino un po’ di dignità e mandino in monda la puntata altrimenti chiederemo che venga proiettata in tutte le piazze italiane perché si comprendano i motivi del tentativo, speriamo non riuscito, di oscurarla. E al contempo ci auguriamo che tutte le forze politiche, sociali e sindacali vogliano alzare la voce e promuovere iniziative unitarie”.
Francesco Mezzapelle