“Un uomo, una storia”. Il generale Mokarta (sconfitto) si racconta (post mortem) a Sal Giacalone

La battaglia contro Ruggero D'Altavilla per la riconquista della Città e alcune leggende e false credenze

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Giugno 2026 09:05
“Un uomo, una storia”. Il generale Mokarta (sconfitto) si racconta (post mortem) a Sal Giacalone

Piazza Mokarta di Mazara presenta una singolare curiosità. A ben riflettere è intitolata ad uno sconfitto della storia, ad Abd Allah IbnMankud detto Mokarta, Signore supremo di Mazara, Marsala, Trapani e Sciacca, vinto nel 1075 nella battaglia decisiva dal Conte Ruggero d’Altavilla. Una intitolazione, come si capisce, in contraddizione rispetto all’eterna prassi della condanna degli sconfitti, un Mokarta morente, come vuole un’antica credenza, sotto le zampe del cavallo condotto dal Conte normanno, proprio nelle vicinanze, sopra il portone d’ingresso della Cattedrale (vedi foto). Incontriamo il Generale proprio in piazza Mokarta nei pressi dell’Arco Normanno, l’unico pezzo del Castello distrutto proprio dalle sue truppe saracene.

Generale, cosa le rimane della sconfitta subita da Ruggero?

Una amarezza infinita. Sono morto in battaglia,non è vero che sono finito sotto le zampe del cavalle del conte Ruggero. Di quella battaglia se ne sono dette tante, che avrei sbagliato,per esempio, ad assaltare Mazara invece di lavorare di astuzia, di avere avuto fretta nell’assedio e tante altre cose. Ho ricevuto aspri rimproveri dal mio re di Tunisi Tamimibn al-Mu'izz(regnante dal 1062 al 1108) che tral’altro è mio zio”.

Lei è stato un valoroso condottiero saraceno, nipote appunto del re di Tunisi, che assediò Mazara del Vallo nel tentativo di riconquistare la città dopo la caduta in mano normanna del 1072. E’ così o vi sono altre ragioni?

“No. Non ci sono altri motivi. L'invasione di Mazara del 1075 fu un tentativo di riconquista musulmana. L'attacco mirava a riprendere la città che i Normanni, sotto il comando del Gran Conte Ruggero I d'Altavilla, avevano conquistato solo tre anni prima, nel 1072”.

Lei arrivò sulle nostre coste con una flotta mai vista prima. Perché tanti uomini e tanti armamenti? Riteneva che Ruggero avesse armi più potenti e un gran numero di uomini?

“Io giocavo sulla sorpresa. Nessuno riteneva che Ruggero avesse più armi e uomini di noi però lui conosceva il territorio, la piazza e le strade e la battaglia, infatti, avvenne sulla piazza di fronte al mare dove abbiamo avuto attimi di smarrimento insieme ai soldati. Sulla costa avevamo una flotta imponente, con circa 150 navi. Sbarcammo e abbiamo cinto di assedio il castello di Mazara, dove le forze normanne rimasero asserragliate per circa una settimana ma al settimo o ottavo giorno di assedio, il Conte Ruggero arrivò in soccorso con una schiera di circa 400 cavalieri”.

E fu un intervento decisivo. (tipo arrivano i nostri)

“Proprio così. I cavalieri normanni sbaragliarono i nostri soldati ed io fui sconfitto e fatto prigioniero, secondo alcuni sarei rimasto ucciso ma sono versioni leggendarie. Molti ci hanno ricamato sopra”.

L'episodio ebbe una risonanza tale da entrare profondamente nella cultura popolare siciliana. Piazza Mokarta: una delle piazze principali di Mazara porta ancora oggi il nome del generale sconfitto, il suo nome. Sulla facciata della Cattedrale del Santissimo Salvatore è presente un celebre bassorilievo che raffigura il Conte Ruggero a cavallo mentre travolge Mokarta e i Saraceni. Ma come si spiega che viene ancora oggi ricordato da sconfitto?

“Perché Ruggero d’Altavilla si è dimostrato sempre un gran signore e voi mazaresi sapete cosa ha fatto per questa città. Prometteva e costruiva. Oggi si promette e basta. Mi dispiace che le mie truppe abbiano distrutto il grande Castello ma in guerra non è che si può scegliere cosa distruggere. Si distrugge tutto ciò che capita. E’ rimasto soltanto l’Arco Normanno. Custoditelo perché ancora oggi racconta un pezzo di storia di questa bella città”.

Grazie Generale. Ormai sono trascorsi molti anni ma dalla sue parole percepisco che lei non ha dimenticato piazza Mokarta, il campo di battaglia.

La leggenda più celebre racconta che, durante il momento più critico della battaglia, quando i Normanni stavano per soccombere alla superiorità numerica dei Saraceni, apparve nel cielo Gesù Salvatore.Il Salvatore avrebbe guidato la carica dei cavalieri normanni.Questa visione terrorizzò le truppe di Mokarta, portandole alla rotta.In segno di gratitudine, Ruggero fece costruire la Cattedrale del Santissimo Salvatore, che ancora oggi domina il lungomare.

Alcune varianti locali intrecciano la battaglia con la figura di San Vito, patrono della città.Si narra che il Santo apparve sulle mura per proteggere i cittadini assediati.Questa leggenda serve a giustificare il legame viscerale tra il Santo e la difesa della città dalle incursioni "barbaresche".

Una credenza popolare vuole che la battaglia sia stata così cruenta da far scorrere fiumi di sangue lungo le strade che portavano al mare. Il nome della piazza, dedicato al generale sconfitto, servirebbe da monito eterno sulla forza dei difensori di Mazara.

La Memoria Popolare: la disfatta di Mokarta è scolpita nella memoria locale, rappresentata su un bassorilievo nella facciata della Cattedrale di Mazara e celebrata in un canto popolare raccolto da Giuseppe Pitrè, che recita: "Persi Muarta, e cu vincìu? Ruggeri" (Perse Mokarta, e chi vinse? Ruggero).

Nota: Non bisogna confondere il generale arabo con il sito archeologico di Mokarta, un insediamento preistorico della tarda età del bronzo situato sul Monte Mokarta vicino a Salemi.

Salvatore Giacalone

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