Ultime della sera: “La Parata”

Dell'opportunità di esprimere il proprio parere sulle parate

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
09 Maggio 2022 18:38
Ultime della sera: “La Parata”

Su un alto monte sorgeva un castello buio e tetro nel quale viveva con i suoi sgherri un uomo che si era macchiato di molteplici misfatti. Insieme organizzavano piani di morte e di dolore e sempre insieme avevano deciso una sera, mentre banchettavano lautamente e bevevano un numero indefinito di bicchieri di vino, di realizzare una sfilata che facesse atterrire tutti i popoli della terra. Ridendo e burlandosi di quanti desideravano la pace, organizzarono una parata. “Tutti devono vedere quello che possediamo nel nostro paese” disse l’innominabile, e i suoi amici di tavola, gli “azzeccagarbugliesi”, annuirono, mentre addentavano la cacciagione arrostita per i loro delicati palati.

Così stabilirono il giorno per fare sfilare gli ultimi modelli di armi, cannoni, missili e marchingegni simili. Doveva essere una sfilata con i fiocchi perché nessuno osasse dire che non fossero all’avanguardia nell’ambito militare. Furono felici del risultato della parata. “Dunni c’è vista nun ci vonnu provi” diceva un detto siciliano conosciuto anche in quelle zone ma loro, per essere più precisi, avevano voluto testare in anticipo i modelli della parata per dimostrare la “bontà” dei loro prodotti e affinché non circolasse la voce che la loro merce presentava difetti.

Riunitisi per brindare al successo della parata, uno di loro, in un momento di debolezza, osò pronunciare le seguenti parole: “Non si poteva fare a meno di organizzare una parata militare mentre c’è in corso una guerra?” Del tizio che non aveva bevuto abbastanza, non se ne seppe più nulla.

di Grazia GIOGLIO

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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