Ultime della sera: “Karol Wojtyla…un uomo…un santo”

San Giovanni Paolo II - un “Soldato di Dio” - Mistico dei nostri tempi

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
07 Maggio 2021 18:30
Ultime della sera: “Karol Wojtyla…un uomo…un santo”

Oggi 1 Maggio 2011 è il giorno di Karol Wojtyla ma anche il nostro, il giorno di chi gli ha voluto bene, come se ne vuole teneramente ad un padre.

Sono a Fátima uno dei luoghi più importanti del culto mariano, per onorare una promessa fatta: un voto. Giovanni Paolo II era molto legato al santuario di Fátima soprattutto dopo l’attentato subito nel 1981.

A testimonianza di quel triste evento, il papa polacco chiese ed ottenne di far incastonare, tra le pieghe della corona che la statua della Madonna porta sulla testa, il proiettile estrattogli e che quasi lo uccise. Nei pressi della basilica di Fatima inoltre, sempre per volontà del Pontefice, fu collocata una sua statua.

Non potevo mancare l’appuntamento di questo giorno, il primo passo verso la canonizzazione, un giorno di grande festa.

Giovanni Paolo II è proclamato beato, ma per la folla è già santo.

Scene di giubilo e commozione tra i fedeli, sventolio di bandiere, applausi, lacrime, e ancora il grido "santo subito" che echeggia ininterrottamente dal giorno della sua morte.

È il popolo di Karol! Oltre un milione e mezzo i pellegrini coinvolti, con lingue, culture ed età diverse. Poco importa se indossano jeans o veli da suora, scarpe da ginnastica o sandali da frate: Tutti hanno sentito il richiamo, la necessità e la voglia di esserci per lui.

Un uomo, prima che un Papa straordinario che ha cambiato il mondo. Un uomo che con la parola è riuscito ad avvicinare migliaia di persone alla Chiesa.

Un "soldato di Dio", Mistico dei nostri tempi.

Ratzinger ha raccontato di come egli abbia "aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi politici ed economici, invertendo con la forza di un gigante. Forza irreversibile che gli veniva da Dio”.

"La carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e all'ideologia del progresso, egli l'ha legittimamente rivendicata al Cristianesimo, - ha sottolineato Ratzinger - restituendole la fisionomia autentica della speranza".

Karol Wojtyla è il papa dei record, delle innovazioni, dei giovani.

Dopo mille anni è stato il primo papa a essere beatificato dal successore.

Il suo è uno dei pontificati più lunghi della storia, riuscendo a convocare migliaia di giovani in giro per il mondo con le Giornate mondiali della Gioventù.

Ha dialogato con i regimi. Un carisma raro nel saper intessere legami e sviluppare gioia, nel creare svolte epocali.

Anche grazie a lui cade il Muro di Berlino nel 1989: la Cortina di Ferro non esiste più. Amico di Madre Teresa come di Sandro Pertini.

Nel 1986 ha convocato ad Assisi i rappresentanti di ogni religione per la prima Giornata di preghiera per la pace.

Ma la sua vera grandissima rivoluzione è stata questa:

Ha chiesto perdono per gli errori della Chiesa.

Per narrare la sua santità si fa spesso ricorso alle manifestazioni in cui lui è presente in mezzo alle folle, in mezzo alle acclamazioni, nelle celebrazioni delle giornate mondiali della gioventù… Ma credetemi la santità non è in questo o meglio la santità non è questo.

Non è, lasciatemelo dire, questo rumore, queste folle, questo tripudio che lo circonda, che lo rende santo.

La santità sta in ciò da cui questa forza di testimonianza e di annunzio viene fuori. Allora la domanda che ci dobbiamo porre è: da dove gli veniva quella forza per annunziare la speranza, per gridare al mondo l’ottimismo, la fiducia, la gioia nonostante tutto, nonostante le guerre, gli odi, le violenze, nonostante i muri che gli uomini creano per dividersi?

Ecco, noi sappiamo che quello che vediamo all’esterno è il frutto, la manifestazione, l’espressione, ma la santità di Giovanni Paolo II, come di ognuno, è nel segreto… non si vede, o meglio si vede da ciò che produce.

Agostino ci ricorda: quando la tempesta della vita si è abbattuta sulla tua esperienza, solo ciò che resta è autentico. Per questo quando su Giovanni Paolo II si è abbattuta la tempesta della vita, del dolore, dell’attentato, della vecchiaia, di lui ci resta quel segreto dialogo che ha stabilito nell’intimità più profonda con Cristo.

Perché Cristo per lui non era una parola, era la presenza, era l’alimento, era il fondamento, era la radice della sua vita.

di Antonio CARCERANO

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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