Ultime della sera: “In viaggio con Riccardino”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Agosto 2020 18:39
Ultime della sera: “In viaggio con Riccardino”

“Viaggiare s'apparenta alle due più esclusive ed esaltanti esperienze dell'uomo: amare e creare. Saper viaggiare è cosa creativa quanto una seduzione d'amore, una bella pittura, una frase musicale assoluta. Ove poi il luogo da visitare sia l'isola che dico io, ombrosa e lucente, gremita di vita e di morte, crogiolo di razze e crocevia di secoli, l'impresa risulterà più che mai portatrice di turbamento e di rischio: se ogni viaggio significa una scommessa di conoscenza e di felicità, il viaggio in Sicilia è un esame senza confronto, è l'Esame.” (Gesualdo Bufalino) Avevo da poco acquistato Riccardino, il romanzo postumo di Andrea Camilleri, e mi accingevo a leggerlo, quando un'idea mi balenò per la mente: perché non metterlo in valigia e intraprendere con lui quel viaggio che ho sempre desiderato fare ma che, per un motivo o per un altro, ho sempre rimandato, ossia leggerlo mentre mi aggiro tra i quei luoghi che fanno da sfondo alle gesta del commissario più famoso d'Italia, alle sue indagini e a tutto ciò che ruota attorno al commissariato di Vigata? Che esperienza suggestiva sarebbe stata leggere l'ultima indagine di Montalbano direttamente sul luogo, muovendomi tra le strade di Vigata, passeggiando sulla spiaggia di Marinella, curiosando dentro le stanze del commissariato e in quelle del questore di Montelusa, spingendomi addirittura fin dentro la dimora del boss Balduccio Sinagra! La decisione è presto presa.

Prenotiamo una masseria nelle campagne tra Modica e Pozzallo, situata in posizione strategica per visitare i luoghi di cui sopra, mettiamo in valigia i costumi e tutto quanto occorra per una settimana di vacanza, infilo Riccardino in borsa e partiamo. Viaggiare in auto è ciò che preferisco, ove possibile. Proprio perché convinta che il viaggio non sia la meta ma il percorso, l'auto consente un approccio graduale e morbido alla destinazione, l'avvicinamento lento, ti consente anche di non avere una vera destinazione, ti permette di godere delle infinite sfaccettature del paesaggio, scoprire come esso muta; puoi indugiare su un panorama, sulle caratteristiche del territorio, la natura della sua vegetazione: se è arido, incolto e bruciato dal sole o verde e rigoglioso, curato da mani operose.

Poi vedi il mare, i campi che scivolano verso l'infinita distesa azzurra e poi ritornano, seguendo le curve della strada. Il mare che si avvicina e a tratti si allontana, e quando ritorna lo sguardo si posa sulle cale, sulle insenature, ne accarezza le distese sabbiose o la costa rocciosa, le alture a picco sul mare, la ruvidezza degli scogli o le morbide curve di dune sabbiose, con l'aria calda che sferza il viso odorosa di alghe e salsedine. La campagna ragusana è verde, rigogliosa, ricca di coltivazioni.

Lungo la strada incontri le serre, e quella è la piana di Vittoria, con i suoi filari di uva da tavola incappucciati, e poi altre varietà di colture, le aziende agricole, i contadini che manovrano mezzi agricoli modernissimi. Ci sono le industrie casearie, gli allevamenti di bovini, gli agriturismi e le masserie immersi nella campagna. “Là, vicino al mare, è il regno delle serre, delle plastiche bianche, che, se il tramonto le tocca, fiammeggiano come un incendio di fascine lontane. E là si combatte la guerra del sudore e del guadagno”, scrive Bufalino che questo lembo di isola ha, tra tutti, meglio raccontato.

E' una totale immersione in una natura esuberante e generosa, con i suoi alberi di ulivo, di mandorlo e di carrubo, con le strade costeggiate dai muretti a secco su cui si affacciano gelsomini, oleandri e piante di ogni specie. E' stata una scelta felice ambientare la fiction in questi luoghi. Certamente tra i più belli dell'isola, per il paesaggio, per il mare, per i chilometri di sabbia dorata, per l'architettura delle sue città, per quello stile tardo baracco che le impreziosisce. Per la gentilezza, la laboriosità e il senso del bello dei suoi abitanti, per la sua grande civiltà.

Qui non trovi spazzatura abbandonata, non trovi discariche, non trovi distese di terreno incolti, non trovi strade dissestate neanche in mezzo alla campagna. Ragusa, ad esempio, è una città con due ospedali, due ville comunali, tanti giardini e una frazione marinara che è un paese a tutti gli effetti, con tutti i servizi essenziali. Le ville sono curate, custodite e all'interno hanno i parchi gioco per bambini. Il nostro commissario Montalbano non poteva chiedere teatro migliore per le sue storie, non poteva che vivere e muoversi qui, nel luogo che forse più gli assomiglia.

Ed è incredibile che solo dopo questa fiction - l'operazione di marketing turistico più grande e geniale della storia d'Italia - gli italiani abbiano scoperto questa terra cosi affascinante. Scegliere la formula della masseria per le nostre vacanze, si è rivelata, negli ultimi anni, la scelta vincente. Ti permette di vivere la vacanza nel relax, pranzare o cenare sotto un carrubo, saperti orientare tra le contrade e le trazzere, imparare anche a non perderti quando fai ritorno la sera tardi in quelle stradine in mezzo alla campagna che sembrano tutte uguali, poterti rilassare in piscina o sotto un ulivo nelle ore più calde, quando aspetti che il sole cali per poter visitare le città, consumare colazioni a base di prodotti locali e dolci fatti in casa prima di recarti al mare.

Ed è li che la sera, quando tutti si ritiravano dopo le fatiche della giornata, prendevo in mano Riccardino, sotto il carrubo che dominava i grandi spiazzali, nel buio della notte rischiata dal chiarore della luna, avendo come unica compagnia il canto delle cicale. Dopo un viaggio durato circa quattro ore, la nostra prima fermata è Punta secca, la casa di Montalbano a Marinella, e li abbiamo la prima sorpresa. ( fine prima puntata)   Catia Catania

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