Ultime della sera: “Gli amici della strada”

Angeli circondano i nostri passi e incrociano i nostri sguardi…

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Dicembre 2021 19:00
Ultime della sera: “Gli amici della strada”

Nella mia nuova veste di camminatore, attraverso le vie della città un po' preso dai miei pensieri ma anche attento a cogliere dettagli, particolari, persone e situazioni che prima mi lasciavo frettolosamente alle spalle ovvero che non avevo avuto né modo né cura di attenzionare.

La curiosità non è solamente donna ma è soprattutto frutto del nostro sguardo e degli altri sensi che lo circondano.

Guardare e notare in maniera interessata ci arricchisce di tante piccole manifestazioni e attenzioni che possono agire anche sul nostro essere, sul nostro intimo e aiutarci a cambiare le nostre rigidità.

Guardo così con stupore e meraviglia il piccolo giardino di casa e apprezzo le belle piante con i loro colori che in altri momenti non destavano per nulla il mio interesse. Le guardo e, perché no, le saluto con un piccolo gesto.

Quello che però mi colpisce camminando sono le persone e le situazioni tra esse che mi capita di condividere, attraversare, ascoltare, immaginare.

Spesso faccio voli pindarici ma molte altre volte devo stare molto basso perché la realtà che mi si presenta è molto triste e dietro la vita di quelle persone ci sono storie e situazioni non solo drammatiche ma anche di stenti dove l’arte di arrangiarsi è il quotidiano svolgersi delle giornate. Proverò a darvi uno rappresentazione di tali situazioni che attraverso nei miei 5 km di strada.

Già sulla strada di casa e già di prima mattina, uomini con biciclette attrezzate da grosse ceste sul retro, rovistano tra i cassonetti alla ricerca di qualcosa di recuperabile da portare via o di rottami in ferro da rivendere.

Davanti al supermercato, una giovane Rom da una parte e un giovane magrebino dall’altra, chiedono aiuto agli avventori.

Sul lungo viale che percorro, teneri Vù cumprà si alternano davanti a bar, negozi, farmacie e tanti di loro sono ormai di casa e aspettano di rivedere il prima possibile lo sguardo amico di qualche abituale frequentatore che li consideri come è giusto che sia.

Ma è attraversando il sottopasso ferroviario che il mio stomaco viene colpito e il mio umore si incupisce: quattro uomini distesi tra improbabili coperture di cartone, coperte e quanto altro dormono allineati mentre la gente passa in fretta nelle diverse direzioni anche con bici e monopattini. In realtà il sottopasso è un luogo di vita perché un “homeless” vi abita da tempo sfruttando un piccolo magazzino di servizio e utilizzando questo luogo come posto da tenere in ordine e pulito per quanti vi passano. Insieme alla cura e igiene il nostro amico offre anche buona musica ai passanti con una vecchia radio tuttavia efficiente incurante degli altri ancora a riposo. Insieme a lui alcuni amici, spesso diversi, che chiedono aiuto ai passanti mostrando sempre e comunque un sorriso e un saluto.

Aldilà del tunnel sui lunghi viali sfrecciano auto, bus, moto; al di sopra viaggiano veloci i treni con il carico di passeggeri. Al crocevia di una una di queste strade, un’anziana signora passa la sua giornata a chiedere qualcosa ai conducenti delle auto che si fermano al rosso del semaforo.

Potrei anche continuare con altre situazioni ma mi fermo; mi fermo così come provo a soffermarmi su ognuna delle storie di questi uomini e donne che incontro. Mi piacerebbe sapere da dove arrivano, cosa li ha portati da noi, cosa hanno lasciato, cosa immaginavano della loro nuova vita e come immaginano il loro futuro?

Li vedo sereni, sorridenti, tenaci, impegnati, cordiali, stanchi ma contenti, affannati ma ordinati con le loro poche cose. Mi piacerebbe vedere una loro giornata tipo e capire come si possono risolvere le esigenze ordinarie all’interno di una vita poco ordinaria per noi.

Cerco anche io di essere cordiale e sorridente con loro regalando almeno un sorriso che non mi costa nulla. Tuttavia dentro di me mi sento già molto a disagio perché la mia impotenza mi spiazza e il loro coraggio mi fa sentire molto piccolo e inadeguato oltre che fuori posto in un mondo fatto di strade dove io posso passare ma dove loro sono costretti a soffermarsi.

Mi chiedo ogni volta cosa potrò fare in più rispetto al poco che faccio e, nonostante il mio passo e la mia mente mi conducano ancora avanti, sono consapevole che una parte di me è rimasta con loro: la forza della loro vita mi è d’insegnamento e cerco di svoltare un angolo consolandomi col pensiero che un giorno qualcuno di loro potrà raccontare una storia di successo.

Incrociare i loro sguardi e le loro storie mi ha già reso più ricco.

Grazie amici della strada !!!

di Mare CALMO

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

Per contatti, suggerimenti, articoli e altro scrivete a: amicidipenna2020@gmail.com

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