Ultime della sera: “Da Comune a Principato, per Gallitello è un attimo”

L’evoluzione di un’idea che diventa sogno, che si trasforma in realtà. Almeno sui social il passo è brevissimo

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
04 Agosto 2021 18:30
Ultime della sera: “Da Comune a Principato, per Gallitello è un attimo”

E’ nato come un gioco una quindicina d’anni fa. Conosco un tipo, uno interessante, uno di quelli che potrebbe valerne la pena… Avete presente? Ci incontriamo, ci frequentiamo, ci innamoriamo. Lui è di Santa Ninfa, io di Trapani. Soprattutto i primi tempi è stato un bel viaggiare, per entrambi in verità ma per lui in particolare. E ogni volta che chiedevo: “Amore dove sei?” la risposta era sempre la stessa… “A Gallitello vita mia, 30 minuti e sono da te”.

All’inizio tutto ok ma col passare del tempo il tarlo si insinuò nella mia mente. Premetto che del Belice fino a quel momento avevo sentito parlare poco, anzi pochissimo. E a parte il discorso del terremoto per il resto davvero rari e frammentati ricordi: ora per un matrimonio, ora per qualcosa di lavoro che ho perso tra i meandri della memoria, ora per qualche racconto fatto in un giorno qualunque rispetto a un argomento qualunque. Di Gallitello però mai nulla.

Cominciai ad allungare l’occhio mentre i cartelli stradali incrociavano a ritroso le mie corse verso Santa Ninfa. E iniziai a registrare il luogo, le distanze, i tempi di percorrenza. Fino a quando un giorno presi la macchina e andai a Gallitello. Non è che non mi fidassi di quell’uomo che da lì a qualche tempo sarebbe diventato mio marito… Semplicemente avevo bisogno, necessità, urgenza di verificare (deformazione professionale la chiamano). Ma soprattutto avevo l’esigenza di spegnere una volta per tutte quella fastidiosissima lampadina che si accendeva nella mia mente ogni qual volta sentivo parlare di quel luogo… Ma che diavolo c’era a Gallitello???

Niente, a Gallitello non c’era niente! Chilometri e chilometri di un bel nulla. Girai l’auto e tornai a casa. Da un lato certamente sollevata, dall’altro divorata dai sensi di colpa per la mancata fiducia verso quello che professavo ai quattro venti essere il grande amore della mia vita.

All’inizio non parlai con nessuno dell’accaduto, per mesi mi tenni dentro quel segreto indecisa se raccontarlo o meno. Poi cominciai a scherzarci su: prima le battute su una seconda casa e una seconda famiglia che il mio lui aveva certamente messo su da quelle parti, a seguire i racconti dettagliati dei film che mi erano passati nella testa. E giù a ridere con i nostri amici di sempre e a raccontare delle meraviglie di Gallitello e del suo territorio, della sua perfezione e vastità. Della ridente cittadina e della sua gente immaginaria.

Un punto sull’autostrada che quell’uomo che sarebbe poi diventato mio marito aveva solo preso come riferimento visibile dai cartelli per farmi capire che stava arrivando da me, anche se era ancora in studio a Santa Ninfa. Un modo per dire: “Non temere vita mia, 30 minuti e sono da te”. Il suo modo di accorciare le distanze, insomma. Un modo dolcissimo di dire senza dire, il bene serbato e l’amore non ancora confessato.

Per anni abbiamo riso e scherzato, tra noi e con gli altri, su Gallitello e la sua sostanza. E ogni volta che in autostrada incontriamo un cartello è una festa, per noi e per chi ci conosce.

Fino a quando, qualche settimana fa, guardando sulla bacheca Facebook è ritornato prepotente il nome di Gallitello. Ma non della località e basta ma apprendo addirittura della nascita di un nuovo Comune. Si lo so che l’ultimo nato è quello di Misiliscemi… E si state tranquilli: non faccio confusione. Qui si tratta proprio del Comune di Gallitello!!! Con tanto di sindaco, giunta e consiglio comunale. Con uffici, dipartimenti e apparati che concedono onorificenze e cittadinanze onorarie a destra e a manca!!! Con tanto di farmacia e farmacista regolarmente “abbusivo” e pizzicagnoli e commerciati nei vari settori pronti per il businnes della vita.

E visto che parliamo di ministri con e senza portafoglio e di nomine di ambasciatori nel mondo a nome e per conto del sempre vivo nel mio cuore luogo di Gallitello, vado oltre e propongo altro: perché non trasformare in un Granducato o addirittura in un Principato codesto regio sito, ormai conosciuto e rinomato in tutto il mondo? Ne parlerò col sindaco: dottor, commendator, egregia eminenza, F.C.S (i trapanesi non avranno bisogno di traduzioni), Roberto Rubino di cui raccoglierò l’intervista a breve e vi aggiornerò sull’evoluzione delle cose.

Se sognare non costa nulla, scrivere divertendosi ancora meno ed entrambi gli esercizi fanno bene all’anima… Eccoci qua! Dunque preparate velette e cappelli dame e cavalieri, frac e livree, abiti lunghi e code scure… Principi, Conti e Granduchesse siate pronti: è di nuovo il vostro tempo… L’era del Gattopardo sta per tornare e stavolta per restare!

di Carmela BARBARA

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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