Una trapanese a Roma per coltivare il suo sogno: tra arte, montaggio e regia

Si tratta della giovane Martina Di Bella che racconta la sua vita dietro le telecamere e l'esordio da regista.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
04 Maggio 2021 07:30
Una trapanese a Roma per coltivare il suo sogno: tra arte, montaggio e regia

Questa è la storia di una trapanese, Martina Di Bella, andata a Roma per inseguire il suo sogno, fatto di arte, montaggio e regia. L’abbiamo contattata per farci raccontare le sue prime esperienze. «Il mio percorso da montatrice è iniziato nel 2018, mi occupavo (e mi occupo ancora) di eventi, di video musicali e backstage di alcuni ballerini. Otto mesi fa sono stata contattata per montare un cortometraggio di un festival in corso, ero abbastanza scettica, perché fino a quel momento non mi sarei voluta immergere nel mondo del cinema, ma limitarmi a quello televisivo (percorso che sto ancora intraprendendo in un centro sperimentale tv a Roma).

Per un'esperienza personale decisi di accettare e fin da subito mi innamorai del settore. In quella occasione, vincemmo 3 premi al “48h film festival” come miglior scenografia, miglior uso della frase e migliori costumi. Da quel momento mi accorsi che forse potevo far anche questo. Decisi così, di creare il mio cortometraggio, dove oltre ad essere montatrice sono la regista». Onori ed oneri di questa prima scelta da regista? «È un investimento vero e proprio, non solo economico ma anche dal punto di vista delle esperienze lavorative.

Essere giudicata da centinaia di persone, il mio piccolo film che viene proiettato davanti a molti giudici esperti, insomma è una grande emozione». Qual è il tuo primo corto? Raccontaci un po’ la trama. «‘Il caso born’, che ha come protagonisti due giornalisti e un caporedattore (Valeria Zazzaretta, Matteo Maraviglia e Francesco Castiglione). Il giovane giornalista Marco è alle prese con un caso che non lo fa dormire la notte e si batte per poter scrivere più articoli su questa vicenda.

Contrariamente, il Sig. Gei, caporedattore, è deciso nel non pubblicare queste notizie sul suo quotidiano. Anna, giornalista seria ed intraprendente, è d'accordo con Marco, ma segue il volere del capo. Posso solo limitarmi ad una descrizione dei personaggi, in quanto la vera trama potrà uscire solo dopo aver terminato i festival. Sono abbastanza contenta di come sta venendo, ma ancora le riprese non sono finite. Ci siamo fermati per motivi personali e lavorativi ma presto ricominceremo e finalmente potrò iniziare questo mio nuovo percorso!».

Il Covid è stato compagno di sventure per tutto il 2020 e parte del 2021, come avete vissuto e come state vivendo le difficoltà tra lavoro e pandemia? «Il covid è stato un problema per l'organizzazione, io e il mio team avevamo deciso di girare il corto dal 19 marzo, proprio quando tutta Italia è rientrata in zona rossa. Abbiamo dovuto rimandare tante prove e tanti giorni di riprese. Abbiamo iniziato sabato 3 aprile e stiamo ancora attendendo alcune norme per ricominciare in sicurezza».Pietro Vultaggio

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