Trapani, arrestato dalla Polizia un noto truffatore seriale

Redazione Prima Pagina Mazara
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31 Marzo 2021 00:27
Trapani, arrestato dalla Polizia un noto truffatore seriale

Nel pomeriggio dello scorso 26 Marzo, il personale dell’Aliquota Polizia di Stato della sezione di Polizia Giudiziaria ha tratto in arresto Giorgio Covato (Scicli 26 Agosto 1980), noto truffatore seriale, colto in flagranza del relitto di truffa in danno di un esercente trapanese. Nello specifico, Covato è stato colto nell’atto di ricevere la somma di 100 euro (due banconote da 50 euro) che l’esercente gli aveva appena consegnato per presunte spese da marche da bollo, e che corrispondevano a quelle che la stessa persona offesa aveva proceduto a fotografare precedentemente alla consegna, le cui immagini erano state trasmesse alla Polizia il giorno prima.

L’arrestato, di fatto, aveva indotto il commerciante in errore con artifizi e raggiri consistenti nell’affermare di essere un appartenente alla Guardia di Finanza, a nome Thomas, e nell’offrirsi ad aiutarlo con la famiglia nelle pratiche relative ad una procedura esecutiva pendente presso il tribunale di Trapani; a riguardo della quale nelle giornate precedenti si era fatto consegnare la somma di 430 euro per “diritti di cancelleria”. L’attività di indagine scaturiva dalla denuncia-querela sporta dal commerciante che riferiva che il precedente lunedì 22 si era presentato presso il negozio un individuo di nome Thomas, il quale dichiarava essere in servizio da pochi giorni presso la Procura di Trapani.

Questo si rivolgeva alla figlia dell’esercente, e dopo essersi complimentato per la buona fattura di un uovo di Pasqua esposto in vetrina, proponeva alla ragazza di organizzare un sorteggio avente come premio proprio quell’uovo chiedendole il numero di telefono per successivi contatti. La capacità di esposizione dei fatti dell’individuo, l’appartenenza all’Aliquota della Guardia di Finanza, la conoscenza approfondita delle procedure, sommati alla speranza di dare una svolta alla difficile situazione processuale, inducevano il commerciante a convincersi della buona fede del “Thomas” ed a corrispondergli, tramite la figlia, la somma richiestagli.

Ad un certo punto però, avendo il commerciante anche appreso dalla figlia che il “Thomas” si era rifiutato in più occasioni di esibire il distintivo di riconoscimento mostrandosi offeso della sua mancanza di fiducia, aveva cominciato ad insospettirsi di essere stato raggirato e si era dunque recato presso gli uffici della Procura per riferire l’accaduto. Dagli accertamenti immediatamente svolti sulla base delle indicazioni ricevute dal commerciante, il personale dell’Aliquota riusciva ad identificare l’uomo per poi organizzare le fasi d’indagini successive.

Cosicché il Thomas si presentava presso il negozio e consegnava alla moglie dell’esercente il blocchetto dei biglietti invenduti, ma non il denaro incassato dalla vendita effettuata ai colleghi, che affermava sarebbero stati consegnati da una collega in busta chiusa. Il Covato comunicava all’esercente di avere speso 106 euro per l’acquisto di marche da bollo e lo informava che avrebbe ricevuto la documentazione la settimana successiva; al momento della restituzione dei due soldi (con due banconote da 50 euro e una da 10) scattava il blitz della Polizia che portava all’arresto del Covato.

Gravato da numerosissimi precedenti penali, al Covato è stata disposta l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Atteso che il giudizio si definiva nelle forme del rito abbreviato, il Giudice lo condannava alla pena di dieci mesi di reclusione, nonché al pagamento delle spese processuali.

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