Si è spenta all’età di 95 anni Anna Falcone sorella maggiore del magistrato ucciso a Capaci

Primogenita dei tre fratelli Falcone, Anna ha rappresentato per decenni il volto della resilienza discreta

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
05 Gennaio 2026 16:36
Si è spenta all’età di 95 anni Anna Falcone sorella maggiore del magistrato ucciso a Capaci

É morta a Palermo, all’età di 95 anni, Anna Falcone, sorella maggiore del magistrato Giovanni ucciso dalla mafia nel 1992. Primogenita dei tre fratelli Falcone, Anna ha rappresentato per decenni il volto della resilienza discreta, vivendo il dolore della perdita e l'impegno civile lontano dai riflettori, ma con incrollabile fermezza.

Nonostante il carattere schivo, Anna Falcone non si è mai sottratta al dovere della memoria, e insieme alla sorella Maria è stata tra le principali promotrici della Fondazione Falcone, l’ente nato per onorare il sacrificio del magistrato e per diffondere la cultura della legalità tra le giovani generazioni.

A differenza della sorella Maria, più presente nel dibattito pubblico, Anna aveva scelto una forma di testimonianza più intima, ma era puntualmente affacciata al balcone di casa il 23 maggio, al passaggio dei cortei in memoria di Giovanni Falcone e delle altre vittime dell’attentato a Capaci: salutava i manifestanti, un gesto semplice ma potente con cui ogni anno accoglieva migliaia di giovani arrivati a Palermo per gridare il proprio “no” alla mafia.

Negli ultimi anni, la sua statura morale era emersa con forza in occasione dell'incontro con l'ex calciatore Fabrizio Miccoli. Anna aveva accettato di ricevere l'atleta, affinché potesse scusarsi personalmente per le gravi offese rivolte alla memoria di Giovanni Falcone in passato. Un gesto di apertura che ha testimoniato, ancora una volta, la sua profonda umanità e il desiderio di ricucire le ferite attraverso il confronto diretto.

Con la scomparsa di Anna Falcone, Palermo e l'Italia intera perdono una testimone fondamentale di quella stagione di dolore e riscatto che ha segnato la storia recente del Paese. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma il suo esempio di “antimafia del quotidiano”, fatta di gesti misurati e coerenza, continuerà a vivere attraverso l’operato della Fondazione e il ricordo di chi l'ha conosciuta.

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