Sequestro motopesca “Anna Madre”. Alfano, Castiglione e Mogherini: non pervenuti. Interrogazione all’Ue del M5S.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Ottobre 2017 21:12
Sequestro motopesca “Anna Madre”. Alfano, Castiglione e Mogherini: non pervenuti. Interrogazione all’Ue del M5S.

La vicenda del peschereccio mazarese “Anna Madre”, dal 16 settembre sotto sequestro nel porto tunisino di Sfax, rischia di divenire oggetto di contesa elettorale con l’approssimarsi delle Elezioni regionali del 5 novembre. Sembra infatti che al momento non ci siano sviluppi sulla vicenda.

Ricordiamo che la Commissione Interministeriale Tunisina qualche giorno dopo il sequestro, avvenuto in acque internazionali antistanti la costa tunisina, ha inflitto una multa molto esosa, circa 69.000 euro, probabilmente dopo aver considerato la posizione recidiva del peschereccio, mai però sequestrato, anche se già lo scorso 2 agosto lo stesso peschereccio era stato inseguito da un'unità dell'Autorità Doganali tunisine. Ma l’armatore Giampiero Giacalone fin da subito ha contestato il provvedimento delle Autorità tunisine presentando documentazione attestante la posizione del peschereccio al momento del fermo della motovedetta tunisina, avendo già ribadito anche che il grande quantitativo di pescato a bordo del peschereccio era stato frutto di bordate di pesca in altri areali.

Le Autorità Tunisine si sono però, almeno fino adesso, mostrate intransigenti e sembrano non intenzionate a ridurre l’ammenda tanto meno a liberare il peschereccio in nome degli ottimi rapporti con il Governo Italiano; forse le stesse Autorità ed il Governo tunisino sanno che un’eventuale “condono” della sanzione potrebbe innescare una reazione negativa da parte dell’opinione pubblica tunisina visto che alcuni pescatori tunisini con loro imbarcazioni sarebbero stati sanzionati e sequestrati nello stesso areale del cosiddetto “Mammellone”.

Fatto sta che il motopesca “Anna Madre” si trova ancora nel porto di Sfax ed il comandante Giacomo Giacalone, nipote dello stesso armatore Giampiero, e il direttore di macchina Salvatore Scalia sono costretti a rimanere in Tunisia dopo che il resto dell’equipaggio è tornato nei giorni scorsi a Mazara del Vallo. Giacalone e Scalia, dalle notizie che ci arrivano dai familiari, avrebbero intrapreso da giorni uno sciopero della fame. I due marinai –da quanto appreso dall’Ambasciatore italiano a Tunisi, Raimondo De Cardona- possono circolare liberamente in suolo tunisino ma non possono lasciare il Paese maghrebino”.

Non ricevendo nessuna risposta dalla politica italiana, ed in particolare dal Ministro degli Esteri Angelino Alfano (non ci risulta ad oggi una sua dichiarazione sulla questione), gli armatori avrebbero pertanto deciso di scrivere una lettera al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio.

Imbarazzante è inoltre il silenzio di colui che detiene il dicastero della Pesca del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e cioè il sottosegretario Giuseppe Castiglione che è siciliano e che pertanto dovrebbe seguire la vicenda con particolare interesse: non pervenuto.

Così come non è pervenuta l’Unione Europea dalla quale da qualche decennio dipendono le Politiche della Pesca dei Paesi comunitari che si affacciano sul Mediterraneo; l'Unione Europea spesso miope e distante nei confronti dei reali problemi della pesca siciliana favorisce,  seppur indirettamente, altri Paesi con una “prospettiva atlanticocentrica”.

In questo scenario si cominciano a muovere le forze dell’opposizione i partiti di opposizione. Si parla di una sedicente delegazione della Lega Nord sbarcata a Sfax per chiedere il dissequestro del motopesca.

Altra iniziativa quella del Movimento 5 Stelle che a firma dei suoi vertici nazionali, regionali, europei e locali, ha presentato una interrogazione alla Commissione europea sul caso del peschereccio siciliano "Anna Madre". “Facciamo appello – si legge nell’interrogazione firmata da Luigi Di Maio, Giancarlo Cancelleri, Ignazio Corrao, Sergio Tancredi, Nicola La Grutta e da tutti gli Attivisti del Meetup di Mazara- anche a tutti gli eurodeputati italiani a sostenere un atto parlamentare che non deve avere colore politico.

Il peschereccio mazarese adesso si trova nel porto di Sfax e a bordo sono rimasti i responsabili del natante, ovvero il capitano Giacomo Giacalone e il macchinista Salvatore Scalia i quali, a quanto è dato sapere, non possono lasciare la Tunisia in base a un provvedimento amministrativo emesso dalla Commissione interministeriale di Tunisi, che ha disposto un'ammenda di 69 mila euro per il rilascio dell'imbarcazione e le figure responsabili. I due sono entrati in sciopero della fame. Le "vicende giuridiche" che hanno caratterizzato sino ad oggi i rapporti fra l'Italia e la Tunisia riguardanti il "Mammellone", ovvero il tratto di mare su cui la Tunisia vanta pretese –sottolineano i pentastellati- non possono essere negoziate dall'Italia bilateralmente poiché spetta all'Unione europea farlo quando ci sono in ballo eventuali nuovi accordi con gli Stati extracomunitari in materia di politica e indirizzi di pesca.

A questo punto chiediamo ancora all'alto rappresentante Federica Mogherini se intende avviare accordi che facciano valere le ragioni e i diritti dei pescatori italiani in acque internazionali, se non giudichi il ricorso alla forza armata contro i pescherecci siciliani nelle acque internazionali come una violazione del diritto internazionale e se intende sollevare la questione nell'ambito delle sue relazioni con le autorità tunisine e condannarla quale atto suscettibile di compromettere le relazioni con l'Ue.

Ci va molto duro in particolare l’eurodeputato alcamese Ignazio Corrao in una sua nota: “Non comprendiamo cosa aspettino Alfano e l'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini a intervenire per far rilasciare i nostri connazionali e risolvere quello che è ormai un caso diplomatico. È una vergogna che non si sia mosso ancora un dito per tutelare i connazionali che facevano il loro lavoro. Eppure –conclude Corrao- quando c'era da tutelare la Tunisia, fu proprio Mogherini a muoversi con grande solerzia e a concedere l'ingresso di tonnellate di olio senza dazi in Europa”.

Francesco Mezzapelle

03-10-2017 23,00

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