Pesca, No a bunkeraggio in porto a Mazara, armatori: “lesa libera concorrenza”

Federpesca e Agripesca intervengono sull’ordinanza della Capitaneria e si rivolgono al Garante per la Concorrenza

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
16 Aprile 2021 08:07
Pesca, No a bunkeraggio in porto a Mazara, armatori: “lesa libera  concorrenza”

Come se non bastassero i gravi problemi che da anni affliggono il settore, la restrizione progressiva degli areali di pesca nel Mediterraneo (vedi in primis la ZEE che la Libia ha istituito unilateralmente nel 2005) e le condizioni dei fondali nel porto di Mazara del Vallo che non viene dragato da circa 40 anni, l’armamento mazarese lamenta il divieto di rifornire di gasolio i propri pescherecci attraverso le autobotti, il cosiddetto “bunkeraggio”. Nei giorni scorsi è stata la più grossa organizzazione armatoriale, Federpesca (affiliata di Confindustria), attraverso il presidente della sua sezione mazarese, Santino Adamo, a scrivere una nota alla Capitaneria di Porto in merito alla situazione venutasi a creare nel porto peschereccio. Ecco quanto ha scritto Adamo:

in relazione alle notizie apprese circa il divieto da poco operante di bunkeraggio carburante a mezzo autobotte, rappresenta quanto segue. Tale divieto è lesivo nei confronti dell’intero armamento per il pregiudizio del diritto di concorrenza e del libero mercato, facendo venir meno l’effetto calmieratore dei prezzi del carburante; rilevato che il divieto poggia ovviamente sulle condizioni previste nelle ordinanze n.06/2020 e 27/2020 di codesta Capitaneria, che consentivano il bunkeraggio a mezzo autobotte sino all’entrata in esercizio di n.2 impianti fissi; che tali condizioni si appalesano non conformi ai principi che regolano la libera concorrenza”.

Adamo sottolinea: “ritenuto che, presso il Porto di Mazara del Vallo, per l’attività di rifornimento di carburanti a mezzo autobotte esistono tutti i presupposti e le condizioni per il transito veicolare come disciplinato e previsto dalle disposizioni della stessa Capitaneria, che non esiste un divieto assoluto di esercizio dell’attività di bunkeraggio tramite autobotte ed è premiante l’interesse pubblico ad assicurare un effetto calmieratore dei prezzi. Si sottopongono alla Capitaneria i seguenti principi.

Al riguardo, Consiglio di Stato n. 6216del 2001: ‘Se le prescrizioni, imposte dalla Capitaneria a tutela della sicurezza del porto, sono in grado di eliminare (nei limiti dell’umana prevedibilità) ogni possibile rischio connesso all’attività di rifornimento con autobotti, questa deve essere consentita… Appare illogico subordinare questa attività all’inesistenza di impianti fissi, ovvero all’impossibilità di questi di poter rifornire in modo adeguato i natanti’. Ancora il presidente di Federpesca locale: “Considerato che i provvedimenti della Capitaneria di porto sono distorsivi del libero mercato, e limitano fortemente le condizioni di concorrenzialità.

Che in questo momento particolarmente difficile per l’epidemia Covid voglia codesta Capitaneria prima di ogni definitiva determinazione soprassedere all’attuazione di tale divieto. Per quanto precede voglia questa codesta autorità consentire ed autorizzare il bunkeraggio di carburante a mezzo autobotte". Santino Adamo conclude la sua nota alla Capitaneria mazarese annunciando di "investire della questione al fine di ottenere parere e per ogni altra determinazione l’Autorità garante per la Concorrenza ed il Mercato”.

Sulla questione è intervenuta anche la sezione mazarese di Agripesca, altra organizzazione a cui afferisce una parte dell’armamento, che in una nota inviata al comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, Vincenzo Cascio, denuncia lo “sconcerto” fra i suoi associati a seguito del divieto imposto di bunkeraggio. “Come rappresentanti della categoria –si legge nella nota di Agripesca- siamo estremamente preoccupati poiché rendendo inattiva operatività di fornitori con mezzi su gomma viene meno l’effetto “calmiere” che ha portato benefici all’armamento mazarese. Tutto ciò non significa entrare nel merito della sua ordinanza ma soltanto chiedere di renderla applicabile alla fine dell’anno in corso allorquando, si spera, sarà alle nostre spalle la grave crisi che attraversano tutte le attività produttive, ed a maggior ragione la pesca, a causa del covid19”.

Nel porto peschereccio di Mazara del Vallo monta il malcontento per la situazione venutasi a creare, alcuni armatori sottolineano: “potevamo capire il provvedimento della Capitaneria qualche anno fa, adesso però il porto di Mazara grazie ai lavori di riqualificazione completati e al nuovo impianto di illuminazione appare molto più sicuro. Eppure prima era consentito il bunkeraggio, come mai adesso non più? Nella vicinissima Marsala il bunkeraggio, secondo i termini di legge, è consentito. Cosa c’è così di strano a Mazara del Vallo?”.

Francesco Mezzapelle

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