Pesca, fermo tecnico a settembre. Nel frattempo la crisi riduce la flotta mazarese

Mercati, politiche UE e scelte del passato: la marineria di Mazara continua a perdere terreno e imbarcazioni

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
26 Giugno 2026 07:54
Pesca, fermo tecnico a settembre. Nel frattempo la crisi riduce la flotta mazarese

Il fermo pesca obbligatorio per le imbarcazioni a strascico siciliane è stato fissato dal 1° al 30 settembre 2026. Una decisione assunta in applicazione delle disposizioni nazionali che, nonostante le richieste avanzate dal comparto regionale per spostare lo stop a ottobre, non ha lasciato margini di scelta alla Regione Siciliana.

Per la marineria di Mazara del Vallo, tuttavia, il tema del fermo tecnico rappresenta soltanto uno degli elementi di una crisi ben più profonda e strutturale. Da anni il comparto vive una progressiva contrazione della flotta e dell'attività produttiva, schiacciato da una combinazione di fattori esterni e interni. Da un lato pesano le politiche comunitarie orientate alla riduzione dello sforzo di pesca, i vincoli imposti dall'Unione Europea, l'aumento dei costi di gestione e le dinamiche dei mercati internazionali. Dall'altro, non sono mancate responsabilità locali, legate alla difficoltà, da parte di una parte dell'armamento, di interpretare per tempo i cambiamenti del settore e di adeguare strategie e modelli produttivi alle nuove condizioni economiche.

A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prospettiva di una nuova tranche di demolizioni che potrebbe ulteriormente ridurre il numero dei pescherecci della marineria mazarese, già fortemente ridimensionata rispetto al passato. Un processo che rischia di incidere non solo sulle imprese armatoriali, ma anche sull'occupazione, sull'indotto e sull'identità stessa di una città che per decenni ha legato il proprio sviluppo economico al mare.

Non è un caso che anche la trasmissione "Uno Mattina" di Rai Uno, nel servizio andato in onda l'altro ieri, 24 giugno, dedicato alla pesca italiana e alla marineria di San Benedetto del Tronto, abbia evidenziato come Mazara del Vallo abbia ormai perso il primato di capitale della pesca italiana a favore della città marchigiana. Un passaggio simbolico che fotografa il declino di quella che per lungo tempo è stata la più importante flotta peschereccia del Mediterraneo.

In questo contesto, il fermo tecnico di settembre assume un significato che va oltre la tutela delle risorse ittiche. Per molte imprese rappresenta l'ennesima prova in una fase già complessa, nella quale la sostenibilità biologica della pesca deve necessariamente confrontarsi con la sostenibilità economica e sociale delle marinerie. E per Mazara del Vallo la vera sfida resta quella di arrestare un ridimensionamento che, senza interventi efficaci e una nuova visione strategica del settore, potrebbe continuare a erodere uomini, mezzi e prospettive di futuro.

Francesco Mezzapelle

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