Nuovo Consiglio comunale ma vecchi schemi? Con chi sta il Pd?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
30 Giugno 2014 09:03
Nuovo Consiglio comunale ma vecchi schemi? Con chi sta il Pd?

"É cresciuto troppo in fretta questo nostro amor... Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta ti guarderei... Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito...".

Spero che non risulti un'offesa ad una delle più belle canzoni di Mina ma il primo atto del nuovo Consiglio comunale di Mazara del Vallo, ed in particolare il clima instauratosi fra l'ampia maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Cristaldi e la minoranza-opposizione, potrebbe essere sintetizzato attraverso queste parole del testo della celebre "Se Telefonando" (scritta da nel 1966 da Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara ed arrangiata dal maestro Ennio Morricone).

Innanzitutto riassumiamo la composizione politica del nuovo Consiglio comunale iniziando dai 18 Consiglieri della maggioranza. "Gruppo Liberi": Vito Gancitano (Presidente del Consiglio Comunale), Tonia Pernice, Joselita D'Annibale, Stefania Marascia, Giacomo Caruso (Capogruppo), Viviana Impeduglia, Giuseppe Tumbiolo, Giorgio Randazzo (Vice Capo Gruppo). "Osservatorio Politico": Luigi Firenze (Capo Gruppo), Rosaria Provenzano, Antonino Zizzo, Vito Foderà, Nicola Norrito (Vice Capogruppo), Isidonia Giacalone. "Futuristi": Pietro Ingargiola, Giuseppe Giacalone, Emanuela Alagna, Giuseppe Di Gregorio.

12 Consiglieri fanno parte della minoranza. Gruppo Misto: Nicolò La Grutta (M5S), Valeria Alestra (Riformisti-Udc), Francesco Foggia, Antonino Gaiazzo, Teresa Diadema (Pd, Vice Presidente del Consiglio Comunale) e Giacomo Mauro (Pd). "Libera Intesa" : Giovanni Iacono Fullone (Capo Gruppo), Pasquale Safina (Vice capo Gruppo) e Matteo Bommarito. Forza Italia: Antonino Arena (Capo Gruppo) Giacomo Cangemi (Vice Capo Gruppo) e Andrea Burzotta .

Bisogna sottolineare che Foggia e Gaiazzo, pur eletti nelle liste a sostegno del candidato Vito Torrente non hanno aderito al gruppo "Libera Intesa", dal primo discorso di Foggia in Consiglio non è escluso un appoggio esterno alla maggioranza che sarebbe garantito –come sottolineato dai loro interventi da Teresa Diadema e Giacomo Mauro.

Veniamo pertanto al dunque, tralasciamo infatti le prime ore della seduta del consiglio comunale andato in scena lo scorso 27 giugno caratterizzate dal cerimoniale del giuramento e dai primi discorsi, sia quello del primo cittadino che dei consiglieri comunali.

Passiamo invece delle operazioni di voto sia del presidente che del vice presidente del Consiglio comunale (in foto 2: a sx Diadema a dx Ganciotano) attraverso le quali è stata riscontrata non la partecipazione e collaborazione auspicata nei bei discorsi iniziali bensì vecchie logiche nel fare politica.

L'elezione di Vito Gancitano a presidente del Consiglio comunale è avvenuta con 20 voti su 30. Quindi a votare Gancitano è stata la maggioranza più due, uno di questi certamente Foggia, l'altro voto a sostegno di Gancitano potrebbe essere attribuito a Diadema, Gaiazzo o Mauro. Quindi la scelta di Gancitano non è stata sostenuta dalla maggioranza dell'opposizione (9 le schede bianche, un voto per La Grutta probabilmente si è votato lui stesso considerato che aveva avanzato la propria candidatura).

A parte il fatto politico, molti mazaresi che hanno seguito in diretta (attraverso tv e streaming) lo spoglio delle schede hanno potuto assistere ancora una volta ad un vezzo da prima Repubblica e cioè la segnalazione delle schede attraverso una data (1974) o un titolo (Cons o Rag) anteposto o posposto al nome di Gancitano: certamente un mezzo per far capire che si è votato secondo accordi. Che Gancitano dovesse essere eletto presidente lo si sapeva già da alcuni giorni (noi l'avevamo anticipato) e lo stesso Gancitano infatti aveva pronto un discorso scritto per ringraziare. Ricordiamo comunque che Vito Gancitano è stato il primo degli eletti lo scorso 25 maggio con 726 voti.

Il Clima in Consiglio si è surriscaldato ancor di più con l'elezione del vice presidente del Consiglio di Teresa Diadema, anch'essa prevista prima ancora dell'apertura del sindaco Cristaldi alla possibilità di votare un rappresentante dell'opposizione. Ma siamo sicuri che il Pd, almeno quello rappresentato da Mauro e Diadema sia da considerare opposizione? Ricordiamo che al ballottaggio il loro candidato sindaco Pino Bianco era dato molto vicino al sindaco Cristaldi il quale aveva espresso parole di apprezzamento per lo stesso Bianco.

Probabile che il Pd, conscio della debacle elettorale (nonostante risultato il partito più votato non è riuscito a costituire un gruppo consiliare, cosa forse mai avvenuta per il più grande partito del centro sinistra) stia cercando attraverso l'appoggio esterno all'Amministrazione un ruolo di primo piano.

D'altronde la vicinanza del Pd, quello vicino a Crocetta (vedi Diadema) potrebbe consentire a Cristaldi di avere un dialogo con il Governo regionale. Comunque anche nel corso dello spoglio del vice presidente Diadema nelle schede al fianco al suo nome sono riapparse le indicazioni per anno, in questo caso 1973, e per titolo (rag.).

Dopo la sospensione della seduta prima della votazione di Diadema, al fine di consentire una riunione della minoranza sui nominatavi da proporre, il quadro è stato chiaro: tre consiglieri (Diadema, Mauro e Foggia) hanno proposto Teresa Diadema, gli altri 9 avevano proposto o La Grutta o Safina. La posizione della minoranza, alla ripresa della seduta, è stata illustrata attraverso l'amarezza di Iacono Fullone e la rabbia di Arena.

Forse comprensibile l'accusa dell'opposizione nel far notare che, nonostante "l'apertura", la maggioranza avesse già optato per una "prova di forza coi numeri". Ma probabilmente è stata sbagliata la strategia della minoranza nel proporre due, e non uno, consiglieri in alternativa alla Diadema che per la verità avrebbe i titoli ed il temperamento per ricoprire la carica. Chissà se gli stessi 9 dell'opposizione avessero proposto un rappresentante della maggioranza (ad esempio Pietro Ingargiola) come vice presidente avrebbero messo in imbarazzo la stessa maggioranza: poteva in questo caso sottrarsi nella votazione di un loro sostenitore? In tale circostanza i cittadini avrebbero potuto constatare se esistente un presunto accordo elettorale fra la coalizione del sindaco Nicola Cristaldi ed il Pd, ovviamente il Pd rappresentato da una piccola oligarchia cittadina incapace di far eleggere in Consiglio l'attuale segretario comunale del partito di Matteo Renzi risultato terzo in città (dopo M5S e pure Forza Italia), forse unico caso in Italia, alle elezioni Europee .

Nonostante le accuse della minoranza-opposizione alla maggioranza circa un presunto comportamento precostituito, auspichiamo che i molti giovani (fra i quali parecchie donne) con buon grado di istruzione possano rispondere coi fatti nelle prossime sedute del Consiglio, soprattutto quando dovranno essere deliberati atti importanti per la città.

Francesco Mezzapelle

30-06-2013 11,00

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