Migrazioni, “lezione” del sociologo Allievi a Trapani

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
08 Febbraio 2019 13:08
Migrazioni, “lezione” del sociologo Allievi a Trapani

«Il Mediterraneo è la frontiera più pericolosa del mondo», così afferma Stefano Allievi, professore di Sociologia e direttore del Master sull’Islam in Europa all’Università di Padova, che è stato ospite del Liceo scientifico e classico «Fardella - Ximenes» di Trapani, nell'ambito del progetto «5 Grandi incontri per 5 Grandi scuole», promosso dall'associazione 38 Parallelo - tra libri e cantine, da Tp24 - Il territorio in diretta, e da Treccani, con il patrocinio del Consorzio trapanese per la Legalità e lo Sviluppo.

Il dirigente dell'Istituto, Filippo De Vincenzi, ha ricordato l'importanza di un incontro come questo anche i fini del colloquio che i maturandi terranno al prossimo esame di Stato. « Sono 25 anni che ci confrontiamo con la realtà dell'immigrazione in questo Paese – spiega Giuseppe Prode dall'associazione 38 Parallelo –, che negli ultimi tempi viene raccontata in maniera difforme dalla realtà». Davanti, ad una platea di 120 ragazzi delle quinte classi in rappresentanza dei 270 allievi maturandi, Stefano Allievi ha cominciato a descrivere e raccontare che cosa sta realmente accadendo nel mondo, e di quanto il fenomeno dell'immigrazione sia un fenomeno globale e strutturale, connesso alle stessa esistenza umana, quasi un fattore fisiologico di essa.

«Ci si muove in tutte le direzioni – spiega Allievi –, e viviamo in una situazione di circolarità della mobilità, che è notevolmente aumentata. I voli transnazionali sono stati 1 miliardo e 300 milioni, e la mobilità è aumentata molto di più rispetto anche a pochi anni fa. Il 3,3 per cento della popolazione mondiale vive in un paese diverso rispetto a quello di provenienza». Non è mancato un focus sull'Italia: «Nel nostro Paese l'anno scorso – continua Allievi – le partenze sono state il doppio degli sbarchi.

Nel 2017, in Italia, il numero dei morti è stato di 647.000 a fronte di 464.000 nati, quindi la popolazione cala, rimangono i pensionati, e i giovani vanno via. Nel nostro Paese abbiamo fatto accoglienza, ma non integrazione. I contributi sociali, secondo i dati delle prestazioni Inps 2016, versati dagli immigrati ammontano a 8 miliardi di euro, mentre quelli ricevuti dagli stessi a 3 miliardi di euro di pensioni e altre prestazioni sociali. Inoltre il reddito percepito medio dei lavoratori immigrati è pari a 7.500 euro in meno rispetto a quello dei lavoratori italiani».

«Anche se l'Europa ha chiuso i canali regolari d'ingresso – conclude Allievi –, le persone continuano ad entrare irregolarmente. Si stima che in Europa il numero di irregolari sia pari al 20 per cento, cioè a 10 milioni di persone». Alcune delle soluzioni prospettate da Allievi per uscire da questa situazione di difficoltà nella gestione dei flussi migratori vanno dal superamento della distinzione tra rifugiati e migranti economici, all'apertura di canali regolari di ingresso a livello europeo, e non come singole nazioni, passando anche dalla predisposizione di politiche europee condivise, al mantenimento e rafforzamento dei corridoi umanitari ben sperimentati, per giungere, infine, all'integrazione degli immigrati.

Allievi si occupa di migrazioni in Europa e analisi del cambiamento culturale e del pluralismo religioso, temi sui quali ha condotto ricerche in Italia e all’estero. Inoltre, è membro del Consiglio per le relazioni con l’Islam italiano al Ministero dell’Interno, ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni. Vito Campo

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