Mazara, “Tre Fratelli”, a un mese dal tragico naufragio le ricerche in mare continuano

Redazione Prima Pagina Mazara
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25 Ottobre 2014 17:08
Mazara, “Tre Fratelli”, a un mese dal tragico naufragio le ricerche in mare continuano

A un mese dal tragico naufragio del "Tre Fratelli" le ricerche dei due giovani fratelli, Daniele e Pietro Di Marco, dispersi dal 23 settembre scorso, continuano ancora oggi.

Quella terribile nottata, nelle acque antistanti Petrosino, a circa sei miglia dalla costa, erano in cinque nella piccola barca da pesca: oltre ai due fratelli, il padre Vito Di Marco - il cui corpo senza vita è stato recuperato poche ore dopo il naufragio e i cui funerali solenni si sono svolti tre giorni dopo in una gremita Cattedrale di Mazara - e i due unici superstiti, gli amici Giancarlo Esposto e Baldo Giacalone.

"La vicenda del naufragio del "Tre Fratelli" ci ha segnato profondamente, sotto tutti i profili - ha dichiarato il Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara, Davide Accetta, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'operazione 'Mare Sicuro 2014' che si è tenuta ieri - Nelle operazioni di ricerca, abbiamo messo in campo motovedette sia nostre e di altri compartimenti, anche grazie tramite la Direzione marittima di Palermo. Abbiamo messo in campo mezzi aerei per 21 giorni.

Al ventunesimo giorno la Direzione marittima del capoluogo siciliano ha disposto, come da manuale, la cessazione delle ricerche delle persone, ma non dei corpi dei dispersi in mare, perché passato questo tempo non si può più presumere di trovare persone in vita. Durante questi giorni ho posto l'attenzione sulla questione anche dal punto di vista umano: ho parlato con i familiari e ho spiegato quello che facevamo. Le operazioni di ricerca durano tutt'oggi e le motovedette, fra gli ordini di operazione, hanno ancora il compito prioritario di continuare le ricerche.

Purtroppo le correnti, il mare, le tipologie di pesci presenti a qualche miglio di distanza dalla nostra costa, non lasciano grosse probabilità di ritrovare i corpi, ma noi non ci arrendiamo. Probabilmente le correnti hanno portato i corpi verso distanze ben lontane dal nostro compartimento".

Intanto continuano le indagini da parte della Procura della Repubblica di Marsala, sotto la cui direzione si stanno svolgendo le verifiche al fine di meglio comprendere le cause che hanno portato al naufragio del natante. Contestualmente alle indagini giudiziarie, l'Ufficio Circondariale Marittimo di Marsala (a cui competono le indagini poiché i naufraghi sopravvissuti hanno fatto rientro in quel porto) sta conducendo l'inchiesta tecnico-amministrativa, la cosiddetta "inchiesta sommaria", prevista dal Codice della Navigazione e volta a ricostruire la dinamica del sinistro. Probabilmente nei prossimi giorni la Procura di Marsala, fra le varie operazioni di verifica, potrebbe disporre il recupero del relitto del "Tre Fratelli".

Vincenzo De Santi

25/10/14  19,00

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