Sabato 17 ottobre, alle ore 18:00, la splendida cornice della Sala La Bruna del Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo ospiterà la presentazione ufficiale di "Anch'Io", l'opera prima della giovane autrice Sofia Perrone, edita da Bookabook.
Il libro si configura come una raccolta intensa e sincera di esperienze e frammenti di vita, capaci di ripercorrere e restituire le tappe più significative, delicate e comuni del passaggio all'età adulta.
A dialogare con l'autrice nel corso del pomeriggio culturale saranno: Ettore Bruno, addetto stampa del Comune di Mazara del Vallo e Catia Catania, coordinatrice del Patto per la Lettura di Mazara del Vallo.
L'incontro rappresenterà un'importante occasione di confronto sui temi della crescita, della memoria personale e della condivisione, offrendo alla cittadinanza un momento di approfondimento letterario all'interno di uno dei luoghi simbolo della cultura mazarese.
Sinossi
Anch’io è un memoir generazionale che racconta la crescita attraverso i dettagli quotidiani, le attese e i piccoli gesti che spesso consideriamo insignificanti, ma che invece ci definiscono. Non è un romanzo, non è un diario: è una raccolta di esperienze, frammenti e riflessioni che parlano a chiunque si sia sentito spaesato, in ritardo, mai abbastanza.
Tra treni presi al volo, stanze condivise, startup nate e finite, attese infinite e piccoli momenti di verità, il libro diventa uno specchio in cui tanti lettori possono riconoscersi.
Il suo punto di forza non è raccontare una vita straordinaria, ma restituire dignità all’ordinario, mostrando come nelle pieghe del quotidiano ci siano emozioni universali. È un libro intimo e corale insieme: chi lo legge finisce per dire “anch’io”, sentendosi meno solo.
Genere: memoir/autobiografia contemporanea.
Pubblico: giovani adulti (20-35 anni), lettori di narrativa intima e generazionale.
Temi: crescita, identità, attese, fragilità e forza, quotidiano come luogo di senso.
Trama
“Anch’io” è un viaggio intimo e autobiografico che attraversa i luoghi, le persone e le emozioni che hanno formato la protagonista, una giovane donna che impara a conoscersi attraverso le piccole cose. Non è un romanzo lineare, ma una raccolta di frammenti di vita, riflessioni e appunti che, insieme, compongono il ritratto di una generazione sospesa tra incertezze, desideri e voglia di autenticità.
Tutto inizia a Mazara del Vallo, la città natale dell’autrice, porto e metafora di partenze e ritorni. Tra vicoli assolati, pane caldo e mare inquieto, prende forma la consapevolezza di crescere in un luogo che è al tempo stesso rifugio e limite. Da lì Sofia parte — prima per Bologna, poi per Parma, dove vive la vita da fuorisede: stanze condivise, treni presi al volo, solitudini e risate improvvisate. Le esperienze universitarie, la pandemia, le amicizie e l’amore a distanza diventano tappe di un percorso di crescita fatto di errori, nostalgie e rinascite.
Ogni capitolo affronta un tema diverso — il corpo, la famiglia, la paura di non essere mai “abbastanza”, la fatica di crescere, la fragilità e la forza — con una voce sincera e malinconica. C’è la startup che rappresenta la prima sfida professionale, la modalità aereo che diventa simbolo della disconnessione contemporanea, e Pantelleria, luogo di radici e lentezza, dove imparare a respirare di nuovo.
Attraverso una scrittura intima, poetica e quotidiana, l’autrice esplora la difficoltà di sentirsi all’altezza in un mondo che corre, e l’importanza di trovare casa dentro di sé. I “quasi”, i “nel frattempo” e le “attese” diventano categorie dell’esistenza: momenti sospesi in cui la vita accade davvero. Ogni frammento si chiude con “appunti sparsi”, brevi aforismi che condensano il senso del capitolo e amplificano la sua risonanza emotiva.
Nel finale, Sofia parla a sé stessa: una lettera di gratitudine e perdono alla “me” che ha sempre avuto paura di non bastare. E nella Conclusione, la voce si allarga al lettore: “Se anche solo una volta, leggendo, hai pensato ‘anch’io’, allora ci siamo trovati.”
È questo il cuore del libro: un invito a riconoscersi negli altri, a sentirsi meno soli, a scoprire che le emozioni più personali sono, in fondo, universali.
Sofia Perrone, 26 anni, è cresciuta a Mazara del Vallo. Negli anni ha vissuto anche a Bologna e Parma, dove ha studiato e sperimentato per la prima volta la vita da fuorisede, tra indipendenza, nuove relazioni e momenti di smarrimento. Ha maturato inoltre esperienze nel mondo della comunicazione e dell'imprenditorialità, diventando co-founder di una startup: un percorso che nel libro ripercorre attraverso gli entusiasmi iniziali, le difficoltà e ciò che resta anche quando un progetto si conclude. La scrittura, però, è rimasta il filo più costante del suo percorso: uno spazio in cui osservare, mettere ordine e trasformare episodi individuali in storie nelle quali anche qualcun altro possa riconoscersi.