Mazara, prezzo della benzina troppo alto rispetto altre Città. Chi tutela i cittadini? “Anomalie” siciliane

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
09 Gennaio 2015 09:58
Mazara, prezzo della benzina troppo alto rispetto altre Città. Chi tutela i cittadini? “Anomalie” siciliane

Diversi cittadini mazaresi ci scrivono in questi giorni lamentandosi che il prezzo della benzina e gasolio in Città non si è abbassato, così come avvenuto in altre Città della Provincia, a seguito del ribasso negli ultimi mesi del prezzo del petrolio. Certamente risultano imbarazzanti le foto, molte delle quali pubblicate su facebook, che ritraggono le differenze dei prezzi alla pompa fra Mazara del Vallo ed altre Città,

in primis nel capoluogo di Provincia (vedi foto). Non si capisce il perché di queste differenze con le altre città della Provincia; qualcuno ci ha riferito di aver notato i prezzi più bassi nei distributori di Castellammare del Golfo.

Mazara del Vallo presenta una specificità che forse sconosciamo? Esiste forse un "cartello" fra i diversi distributori che ha deciso di non abbassare entro una certa soglia i prezzi? A tutelare i cittadini, in questo caso, non può essere certamente l'Amministrazione comunale che non ha potere di intervento sulla questione se non quella di segnalarla alle autorità competenti.

Nei mesi scorsi a Marsala fu denunciato "il prezzo della benzina più caro rispetto al resto d´Italia" attraverso un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale dai consiglieri Michele Gandolfo, Vanessa Titone, Michele De Maria, Francesca Angileri, Giuseppe Carnese, Antonio Augugliaro, Giuseppe Milazzo, Rosanna Genna ed Eleonora Milazzo, che richiedevano "l'intervento dell'Antitrust nazionale, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Prefetto di Trapani per svolgere un'indagine conoscitiva e stabilire se, come sospettato da più parti ormai da tempo, vi sia un cartello nella città di Marsala con l'obiettivo di eliminare o diminuire la concorrenza tra i vari distributori".

Qualche cittadino ci ha fatto notare come a Trapani negli ultimi giorni anche quei pochi rifornimenti che praticavano prezzi più bassi si sono "allineati" agli altri. Sul caso vi sarebbe un'indagine delle forze dell'ordine.

Bisogna ricordare che già l'Italia rappresenta un caso eclatante: nonostante il prezzo di un litro petrolio in un anno è passato da 0,49 euro a 0,28 il margine lordo sul prezzo finale del carburante è aumentato da 0,199 a 0,235 euro al litro. Dal 1° gennaio dello scorso anno, stando ad una stima di Nosmina Energia, i listini della benzina sono stati tagliati del 14% mentre un barile di petrolio costa il 53% in meno. Tutto ciò è stato possibile con la complicità del fisco. Del resto, stando a quanto riferito dall'Unione petrolifera, l'84% degli aumenti registrati dal 2010 ad oggi è di natura fiscale. E così, secondo una rilevazione di Assopetroli-Assoenergia e della Federazione dei gestori degli impianti di carburante, il peso delle tasse è infatti pari al 64,45% del prezzo finale della benzina (contro una media europea del 58%).

Una cosa è sicura: gli italiani pagano di più i carburanti rispetto agli Paesi Europei, ed i siciliani più di tutti gli italiani. Paradossale se si pensa che in Sicilia viene raffinato il 40% del petrolio lavorato in Italia. Le compagnie petrolifere di distribuzione approfittano dello svantaggio dei siciliani di non potere usufruire di collegamenti via terra con le altre regioni? Il Governo regionale più che favorire le trivellazioni nel Canale di Sicilia dovrebbe occuparsi di come superare i problemi strutturali e "ricontrattare" con le stesse compagnie petrolifere (Crocetta conosce bene quel mondo) agevolazioni per i siciliani che in questi decenni hanno pagato costi sociali ed ambientali altissimi con gli insediamenti industriali, da Augusta a Mazara del Vallo, delle lobby dell'energia.

Francesco Mezzapelle

09-01-2015 10,45

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